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Stop taglio Province, Malvezzi: 'Ora seria riforma istituzionale'

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“Ridefinire l’architettura dello stato più a misura di persona, famiglia e impresa”. È questa, secondo il consigliere regionale di Cremona Carlo Malvezzi (Pdl), la nuova sfida che vive la politica all’indomani della bocciatura del decreto taglia-province da parte della Consulta.

Una decisione nell’aria, che tuttavia non deve indurre “a facili esternazioni di euforia. Piuttosto, la politica da qui deve ripartire, avviando una seria riforma istituzionale su tutti i livelli intermedi, senza affossarne l’autonomia come fatto sin qui con i Comuni, costretti ad operare con incomprensibili vincoli di Bilancio, ma rivedendone le funzioni e le attribuzioni economiche”.

Malvezzi non esclude accorpamenti a livello locale, con l’unico obiettivo di rendere più efficienti i servizi ai cittadini: “Se guardiamo al nostro territorio, così eccessivamente frammentato, come non pensare di favorire l’aggregazione di alcuni comuni che oggi, per le proprie ridotte dimensioni, faticano ad essere vero servizio ai cittadini? Senza dimenticare di agire presto e bene anche sulle articolazioni territoriali dello Stato, spesso sovrapposte nei compiti e nei ruoli”.

Malvezzi precisa che “proprio i cittadini, le loro famiglie, le aziende e i corpi intermedi dovranno diventare l’orizzonte di tale cambiamento istituzionale, perché è ad essi che la politica guarda come destinatari di ogni scelta da compiere. Se così non fosse, vanificheremmo l’ultima quota di fiducia che ancora è riposta in essa”.

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