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Naviglio civico: vegetazione rigogliosa, ciclabile ostruita

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Pista ciclabile del Naviglio Civico ai limiti dell’impraticabilità. Non è soltanto la vegetazione a intralciare il transito di pedoni e ciclisti, ma anche avvallamenti, buche, cedimenti del terreno nei pressi della sponda. La segnalazione viene da Francesco Badalotti, aderente Fiab, sezione cremonese della federazione italiana amici della bicicletta. Qualche giorno fa una signora è caduta a causa delle foglie e rami che invadono la corsia, soprattutto nei primi 6 -7 km oltre il Migliaro.

La  situazione diventa ancora più critica nel caso si incontrino due ciclisti provenienti da opposte direzioni. “Va bene la vegetazione rigogliosa quasi da foresta equatoriale, ma quando è troppa cancella qualsiasi cosa tranne la determinazione di poter usare la propria bicicletta in condizioni di sicurezza”, conclude il lettore.

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Commenti
  • Paolo

    Per carità, lasciamo un minimo di selvaticità a questo percorso che è bello soprattutto dove diviene quasi un sentierino.. basta asfaltare tutto dannazione!

    • Claudio

      Percorro la ciclopista del Naviglio quotidianamente, sia a piedi che in bicicletta, spingendomi proprio al limite dei 6-7 Km.
      Mi piace, è un’oasi di verde, specialmente il tratto denominato “Ciclopista dell’Olmo”. Scatto parecchie fotografie e mi piace documentarmi sulle specie floreali e arboree esistenti.
      Anche la sicurezza è però importante, proprio per poter godere della natura senza troppi pensieri. La vegetazione potrebbe essere meglio curata, in modo da evitare che invada la sede della ciclopista impedendo il transito.
      Ho però visto tagliare ‘brutalmente’ le essenze, nel primo tratto del Migliaro, utilizzando frese montate su trattore.
      Non si tratta di asfaltare indiscriminatamente, un buon fondo può essere realizzato anche senza utilizzare conglomerati bituminosi, lasciando la permeabilità del suolo inalterata. La ciclopista dell’Olmo non la vorrei sicuramente vedere asfaltata. I carichi che transitano sono modesti e così pure l’usura che generano. Sicuramente un fondo in macadam all’acqua ben conservato è migliore di un manto bituminoso privo di manutenzione.
      Vorrei concludere che in Provincia di Cremona sono poche le piste ciclabili che possono essere così definite. In maggior parte si parla di ‘percorsi ciclabili’, ovvero tratti a traffico misto (biciclette, auto e mezzi agricoli). Invito a vedere come in Alto Adige (e in altri paesi) vengono realizzate le ‘piste ciclabili’.

  • alpha

    Sicuramente bello il verde rigoglioso, ma a fianco della ciclabile andrebbe sfoltito, sia perchè si fa davvero fatica a passare, sia perchè vi si nascondono nutrie e altri animali, tra cui topi e simili. Passi per i topi,ma c’è chi si è trovato nutrie (e non una sola) sulla ciclabile a ostruire il passaggio.

  • concordo con claudio
    non è possibile vedere rive e cigli stradali o ciclabili fresati all inverosimile trasformando dei tratti verdi in tratti secchi e polverosi perchè “trinciati” dalle frese!
    cè poi da dire che queste macchine uccidono anche la mini fauna come lumache,insetti vari ma anche nidi di piccoli volatili!
    ma si sa,in italia la civiltà verso la natura non esiste e nemmeno i controlli..

    • Orso Bubu

      Le frese andrebbero proibite almeno sulle rive. Macinano tutto, animali compresi. E visto che le rive sono i pochi posti dove gli animali possono trovare posto ci vuole poco a capire quanto grave sia il danno. Oggi si vuole fare tutto di fretta e si pensa di spendere poco perché non si mettono in conto i danni.