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70 senatori Pd: "Basta autogol" Firma anche Pizzetti

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“Basta autogol, serve uno scatto d’orgoglio”. E’ la denuncia settanta senatori del Pd dopo le spaccature nel partito legate allo stop ai lavori parlamentari chiesto dal Pdl dopo la notizia dell’udienza del processo Mediaset fissata per il 30 luglio dalla Cassazione. Fra i senatori democratici che hanno firmato la nota, anche il cremonese Luciano Pizzetti. Il loro documento rivendica la scelta di ieri (accolta per la giornata di ieri la richiesta della Popolo della libertà) e accusa il partito di non difenderla. “La distanza tra quanto comunicato in queste ore e ciò che davvero è accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari – si legge – è davvero paradossale. “Appare in gran parte incomprensibile l’occasione che sta perdendo il partito di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari – proseguono i senatori -. Siamo concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri, la drammatizzazione di vicende giudiziarie del leader di un partito, il Pdl, con toni e modalità che nessuno di noi ha condiviso. Piacerebbe, però, vedere uno scatto d’orgoglio da parte del Pd e che fossero comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese. A cominciare dalla fatica e dalla responsabilità nel sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima. Sapevamo che non stavamo creando un governo di larghe intese con Merkel o Cameron, ma le condizioni di urgenza cui ci richiamava qualche settimana fa il presidente Napolitano non sono cambiate. E’ demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile”.  In conclusione: “Non sosterremmo un minuto di più questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno Ma oggi rivendichiamo che questa è la miglior scelta che si possa fare date le circostanze”.

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Commenti
  • sandra

    Tutti stanno alla finestra , aspettando la defenestrazione del Cavaliere, ma qualcuno non puo’ stare solo alla finestra , deve anche farsi carico di sorvegliare la porta , perche’ si sa mai che qualche malintenzionato entri nel Palazzo , magari in ” cabina di regia”, approfittando della Norimberga berlusconiana. Epifanie o epifenomenici e suggestivi scenari postbersaniani , antirenziani e filo – terzo incomodo nella corsa alla segreteria e/o alla premiership ?
    Si avvicina il 30 luglio , ma anche agosto non e’ cosi lontano , e il 22 settembre in Germania si festeggia la Merkel.
    Perche’ non cominciare a fare gruppo e a chiedersi cosa c’ e’ dietro l’ angolo ?
    Per esempio : dopo Berlusconi ci sara’ un dopo Letta ? E dopo Angela Merkel che ne sara’ di noi , dell’ Imu e dell’ Iva ?
    Domande che scottano , a Palazzo. Ma molto, molto meno imbarazzanti in un lido sicuro , per esempio in un porticciuolo che si affaccia sul Po, magari dai comodi finestroni del municipio …. perche pur sempre di un Palazzo stiamo parlando , no ?

  • chedelusione

    Speriamo che alle prossime elezioni nazionali e comunali i soliti politici del Pd, dopo aver perso le elezioni per vent’anni e manifestato la loro incapacità politica, lascino il posto a qualcuno di competente, poco interessato agli interessi di bottega e propenso al bene comune.

    • Eolo

      Difficile, molto.

  • Deo Fogliazza

    Sulla questione prendo a prestito il parere espresso da Pippo Civati, candidato alla elezione diretta come Segretario nazionale del PD.

    Deo Fogliazza, iscritto al PD (unico componente della corrente “fogliazziana”)

    “Settanta senatori scrivono, tredici deputati rispondono.

    Da una parte, lettiani e bersaniani di larghe intese ma anche di stretta osservanza, dall’altra, un gruppo ispirato soprattutto da parlamentari renziani.

    Il tema è: ieri abbiamo fatto bene, oppure ieri abbiamo fatto male? E si attaccano quelli che non sono d’accordo, dando dello sciacallo o della merda (letteralmente), oppure si difendono?

    A me pare che siamo come al solito molto lontani dalla questione vera, che è banalmente politica: siamo al governo con Berlusconi, Berlusconi ha problemi con la giustizia e si difende con la sua forza politica. E tutto questo a uno del Pd non va bene o, secondo me, non dovrebbe andare bene.

    Gli elettori del Pd, che hanno la pelle sensibile e dopo il “trattamento 101″ sottilissima, vorrebbero un atteggiamento più sostenuto, che però i parlamentari del Pd non si possono permettere, perché altrimenti cade il governo.

    E in questo quadro, l’episodio di ieri, episodio minore nella vita parlamentare (caricato però per tutto il giorno dalla pesante propaganda del Pdl, altrimenti ci prendiamo in giro, cari senatori), diventa un passaggio delicatissimo e importantissimo.

    Non c’è molto altro da aggiungere. Perché, oltre alle lettere dei parlamentari, in questi giorni è il caso di leggere le lettere dei cittadini. Non ditemi che scrivono solo a me”

    da www,ciwati.it