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Nubifragio, lunedì 22 arriva il sottosegretario Martina Ma c'è il 'nodo calamità' per le colture assicurabili

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Sopra, il tavolo in Provincia (foto Sessa) e il tavolo in Prefettura

“Una situazione drammatica. Dobbiamo intraprendere un percorso per favorire il recupero dei danni subiti dagli agricoltori del territorio”. Comincia così il presidente della Provincia Massimiliano Salini nell’unità di crisi convocata lunedì mattina dopo il nubifragio di sabato che ha devastato il territorio cremonese, casalasco in primis. Il secondo momento sui danni del maltempo a breve distanza dal primo, il 27 maggio per i problemi causati in primavera dalle piogge e dai cambiamenti di temperatura. “Già quello era uno stato conclamato per il riconoscimento dello stato di crisi – ha detto Salini – Ora la situazione è peggiorata: il territorio è stato danneggiato per quanto riguarda campi e strutture”. Presenti al tavolo in Provincia i consiglieri regionali Federico Lena (Lega), Carlo Malvezzi (Pdl), i parlamentari Silvana Comaroli (Lega), Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti (Pd), Piazzoni di Sel in rappresentanza di Franco Bordo (Sel) e i rappresentanti degli agricoltori (Libera, Coldiretti e Cia).
Queste le tappe dell’iter che si andrà a configurare nei prossimi giorni: i singoli agricoltori comunicano i danni alle associazioni, le associazioni le passano alla Provincia che si occupa di un monitoraggio preciso dei danni e che, con la Prefettura, istituisce un percorso condiviso per intercedere presso il Governo. Il nodo da sciogliere è quello dello stato di calamità, i cui finanziamenti non sono riconosciuti per legge alle colture assicurabili. L’intenzione è quella di fare una richiesta di deroga rispetto alle dinamiche normali del riconoscimento di crisi, in modo da comprendere in eventuali finanziamenti anche i terreni assicurabili. Martedì o mercoledì alla Camera ci sarà la Commissione Agricoltura in cui il deputato Franco Bordo di Sel esporrà la questione. Data importantissima, lunedì 22 luglio quando in Prefettura arriverà per un incontro il sottosegretario all’Agricoltura Maurizio Martina.

Il sottosegretario Martina

“Sabato pomeriggio – ha detto l’assessore provinciale all’Agricoltura Pinotti – abbiamo preso visione della situazione. Abbiamo rilevato ingenti danni non solo alle colture. E’ già stato attivato l’Ufficio calamità naturali per poter quantificare il danno e inviare alla Regione informazioni in merito. Al di là degli strumenti di risarcimento, in quella zona adesso vengono meno foraggi e cereali necessari per le diverse filiere agricole. Anche il pomodoro in campo ha problemi con la perdita per il Consorzio casalasco del Pomodoro pari al 35%. Bisogna anche pensare a come sopperire alla carenza di cerali e foraggi, quella parte di territorio dovrà rivolgersi al mercato”.
“Il problema riguarda le imprese piccole, i comuni per le strutture pubbliche e alcuni privati – ha detto Luciano Pizzetti, senatore Pd – Per quanto riguarda i campi la situazione è devastante. Chiedo, c’è anche un problema di approvvigionamento del biogas?”.
“Ho sentito l’assessore lombardo all’Agricoltura Fava – ha detto il consigliere regionale della Lega Federico Lena – Mi ha detto che ha già attivato gli uffici”.
“In base ai comuni – ha ribadito il presidente del Consorzio del pomodoro Voltini – è colpito il 35% dei campi di pomodoro. Il danno è rilevante fino a Boretto. Ci sono paesi rasi al suolo al 100%. Ci sono parecchie problematiche sia per chi è assicurato, sia per chi non è assicurato. Con lo stato di calamità, chi è assicurato rischia di essere più penalizzato di chi non lo è”.
Al tavolo anche i rappresentanti dei controterzisti. “Rispetto alle abbondanti piogge di maggio – hanno detto – avevamo un po’ risolto il problema. Ora, trovare una zona così ampia colpita per la seconda volta è devastante per il nostro lavoro. Non c’è più nulla. E’ un disastro, noi possiamo mettere via le macchine”.
Non è mancata la polemica tra associazioni di agricoltori. “La situazione è gravissima in tutti i comparti – ha espresso il presidente di Libera Piva – il settore zootecnico è quello più colpito. Non centralizziamo tutto sul pomodoro. Ci sono aziende, scarsamente assicurate, che si trovano ad avere reddito uguale a zero. Nel settore zootecnico è necessario trovare mais per l’alimentazione dei bovini da latte. Le imprese avranno bisogno di liquidità. Ho sentito gli agricoltori un po’ abbandonati. La presenza istituzionale si è avvertita in modo marginale. Io lamento questa negligenza in modo particolare dell’assessore Pinotti, una vera e propria nota di demerito”. “Adesso non abbiamo bisogno di polemiche tra organizzazioni – ha detto il direttore di Coldiretti Solfanelli – abbiamo bisogno di interventi per tutti. L’assessore si è reso disponibile fin da subito per percorsi istituzionali possibili. Guardiamo alla filiera agroenergetica, come a quella zootecnica”. “Avete strumentalizzato la calamità”, ha reagito Piva. La risposta della Coldiretti: “Voi dormite”. A fare da pacere il presidente Salini che ha concluso: “Queste tensioni sono normali in una situazione come questa, ma devono avere un luogo dove essere ospitate”.
La delegazione, dunque, si è spostata in Prefettura. “Già sabato – ha detto il Prefetto – ho informato sia la presidenza del Consiglio dei ministri, sia il Ministro dell’interno. Abbiamo segnalato la tromba d’aria e la grandinata, iniziando ad indicare i comuni con cui siamo entrati in contatto per una prima sommaria informazione sui danni cha vanno dalle case scoperchiate ai campi devastati fino all’interruzione di energia elettrica in alcune zone che ha creato problemi negli allevamenti, ormai gestiti elettricamente,e negli stabilimenti di conservazione delle materie prime. Da parte nostra c’è la massima disponibilità, anche per coinvolgere gli istituti di credito. Lunedì 22, con il sottosegretario Martina, cercheremo di far venire anche l’assessore regionale Fava, in modo da collaborare tutti per una soluzione efficace”.

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Commenti
  • Rosso

    Vedendo il colore della faccia di Salini immagino che si stia ammazzando di lavoro in ufficio ultimamente…

    • Francesco Capelletti

      Ma va là, è andato a lavorare nei campi a torso nudo per solidarizzare con i calamitati…