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In Provincia rotta l'aria condizionata, dipendenti a casa

provincia

Nella sede di via Dante dell’amministrazione provinciale da alcuni giorni non funziona l’aria condizionata. Negli uffici si sono raggiunti i 40 gradi. La ditta che è stata incaricata di aggiustare l’impianto ha fatto sapere che la prossima settimana invierà i suoi incaricati per risolvere il problema. Ma intanto in Provincia ci si è posti il problema dei rientri pomeridiani il lunedì e il mercoledì. Ai dipendenti dell’amministrazione è quindi stata inviata una comunicazione in cui si scrive che chiunque lo desideri può evitare il rientro pomeridiano nelle ore più calde della giornata, prendendo permessi o ferie.

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Commenti
  • ENRICO

    Ricordo che molti anni fa non c’erano i condizionatori d’aria e in tutti gli uffici ci si arrangiava come possibile.vorrei chiedere se la possibilità di non rientrare al lavoro viene estesa agli addetti alle manutenzioni stradali e viarie in generale quando fa troppo caldo o freddo
    Un simile comportamento per altro immagino previsto da qualche contratto di lavoro ,rappresenta una prerogativa del dipendente pubblico gia di per se agevolato, ma che non giustifica visto le non elevate temperature le agevolazioni fatte…..

  • XX

    E allora quei dipendenti della Provincia, anch’essi, che lavorano per le strade. Nelle ore calde cosa fanno? Si mettono il cappellino con ventola come gli asiatici?

  • e poi mi vengono a dire che nel pubblico lavorano come nel privato!!!!fano veramente pena!!Che vadano a dire ste cose a chi lavora per le strade facendo asfalti o nelle acciaierie!
    abolire le province e non solo!

    • Mario

      Schiavo del cavaliere….

  • Bianca

    Eh già poverini!!! è davvero uno scandalo!!!!!!!!FATE PENA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • MarilenaG.

    Si portassero il ventilatore da casa o soffrissero il caldo come tutti…
    Li facessero andare una giornata o più in mezzo ai campi o per le strade sotto al sole cocente.
    Che schifo di gente!

  • Zamzam

    beh attenzione: anzitutto la provincia ora sta facendo l’orario estivo, per cui sostanzialmente i dipendenti già lavorano solo la mattina. Mi par poi di capire che i dipendenti non vengono “graziati” dai due rientri obbligatori, per saltarli devono o prendere un permesso (e quindi devono disporre di ore accumulate in eccesso nei mesi scorsi) o una mezza giornata di ferie (che viene ovviamente decurtata dal totale).

  • ah,ecco..poverini!fan anche l orario estivo in provincia eh!!quindi vogliono l aria condizionata per le 4 ore che fanno al mattino?chissà che fatica eh….ma con l orario estivo dimezzano anche lo stipendio o è uguale all orario pieno?

  • Tomas

    da me la condizionata è arrivata dopo 30anni di lavoro: sono proprio un coglione per averne fatto a meno per tutti questi anni!

  • italiana

    Premesso che NON sono una dipendente della Provincia, vorrei far presente che negli uffici si riceve il pubblico. Se, per una malaugurata ipotesi, una persona anziana si dovesse sentire male per il caldo, sarebbero tutti lì a urlare per il mancato rispetto della Legge 626. Detto questo, dispiace che non siano state previste misure alternative all’aria condizionata (ad es. ventilatori)

  • Giulia

    A parte che per due miseri pomeriggi non credo che gli si levi la pelle dal culo (passatemi il termine) ad andare a lavorare.. E comunque, esistono i ventilatori e magari aprire le finestre e le porte in maniera da creare una corrente!!!
    E poi, non è che in TUTTI gli uffici la gente ha l’aria condizionata, e in caso contrario lavora comunque, e poi dai… C’è gente che si fa un mazzo tanto dalla mattina alla sera sotto il sole col caldo d’estate e il freddo d’inverno eppure a lavorare ci vanno tutti i giorni e non sono mai morti..
    Adesso perchè c’è la fissa dei condizionatori, ma venti trent’anni fa praticamente nessuno li aveva anche perchè basta pensare che solo 10 anni fa i condizionatori costavano moltissimo.. Eppure, la gente a lavorare c’è sempre andata… Non è una questione di caldo (anche perchè non credo sia l’estate più calda di tutti i tempi, anzi), ma credo che più che altro sia una questione di olio di gomito… Proprio della serie.. Sudati!!!

  • Orso Bubu

    In questo modo dimostrano di essere inutili.
    Stiano a casa per sempre.

  • Fede

    Io credo che l’amministrazione provinciale esponga un po troppo spesso i propri dipendenti a “figuracce” mediatiche…vorrei sapere cosa c’entrano i dipendenti di quella specifica sede se i propri datori di lavoro hanno preso queste decisioni; peraltro non sono notizie eclatanti da mettere sul giornale visto quello che succede nel mondo di più importante!

  • Claudio

    Che tristezza i commenti populisti! Eppure, qualcosa vogliono dire. Ad esempio, che la classe dirigente e politica che governa questo Paese ha lavorato bene affinchè chi lavora nel pubblico sia messo alla gogna. Ebbene sì, lavoro nel pubblico, e all’inizio di quella che non posso ora, guardando indietro, definire una carriera ero anche orgoglioso. Un tecnico che faceva un lavoro che fuori nel privato pochi potevano e sapevano fare. Con gli anziani a insegnarti e a trasmetterti un valore professionale. A distanza di anni l’involuzione. Tutto è cambiato. Il vento cambia e così una tornata dietro l’altra la classe politica e i dirigenti hanno saputo mortificare e penalizzare la professionalità di alcuni a favore della “simpatia” per altri. Prendendo lauti compensi. E poi anche la consapevolezza che “quelli fuori” ti vedono come un peso per la società, una voce di spesa inutile. Prima di tutto sono anch’io un cittadino e pago le tasse, tutte, ma proprio tutte. La mia busta paga è trasparente. La stessa cosa non si può dire di “quelli fuori” che evadono le tasse e fanno i furbetti per poi dire che la vergogna sta nel pubblico. Anch’io mi lamento per certi servizi che non sono efficaci ed efficienti, come cittadino. Il marcio sta ovunque, pubblico e privato, se lo ripetano ben bene i populisti. Le guerre di religione non hanno mai portato alle giuste soluzioni, ovvero al bene comune.
    Ho lavorato anch’io nel privato per anni e posso fare un confronto, per tante cose.
    E ora, per carità, l’aria condizionata non è neppure l’ultima delle mie preoccupazioni. La morte professionale, invece, sì.

    • italiana

      Eccellente contributo. Aggiungo: nessuno farebbe cambio con la nostra busta paga!

    • pico

      …. in un posto dove c’è gente che si imbosca a fine mattinata perché di fatto non ha nulla da fare….. quante belle chiacchiere. Sulla busta paga trasparente poi…. chi non lavora nel pubblico è automaticamente un evasore. Mi piacerebbe sapere quanta ricchezza create per potervi pagare gli stipendi…. e non venitemi a parlare di servizi. Non avete più nemmeno i soldi per fare le revisioni alle auto o per metterci la benzina…. ma tanto lo stipendio arriva lo stesso, no?

      • italiana

        Ma secondo te una città funziona da sola? Chi credi che ci sia dietro al verde, ai trasporti, al cimitero, per esempio? E cosa c’entrano i dipendenti se non ci sono più soldi??? Mah

  • bungatore

    Ma questi signori NON conoscono il telelavoro……….???

  • marino

    STATE FACENDO LA GIERRA FRA POVERI.
    I DIPENDENTI NON HANNO CHIESTO NULLA E NELLA CIRCOLARE C’E’ SCRITTO CHE TI TOLGONO LE FERIE O PERMESSO.
    CAPIRAI CHE LE FERIE LE FACCIO QUANDO VOGLIO NON QUANDO C’E’ L’ARIA ROTTA.
    NON TI REGALANO LE ORE .
    QUANTA CATTIVERIA E IGNORANZA .

    • Agostino Zaccarini

      @Marino:
      Il tuo ragionamento è corretto ma manca, forse, di una parte: Le ferie le fai quando vuoi e quando il carico di lavoro te lo consente.
      Non dimentichiamoci che si tratta di Servizi Pubblici!
      Dovrebbero ricordarlo sempre anche gli Addetti!

      • nancy

        La metà delle ferie che ti spettano la puoi scegliere tu, l’altra metà è da concordare con il dirigente.

  • Agostino Zaccarini

    Io lavoro proprio di fronte agli uffici citati nell’articolo.

    Le considerazioni che ho letto nei commenti sono tutte condivisibili e, anche, comprensibili in un momento dove moltissimi fanno veramente fatica a quadrare il bilancio (familiare o dell’impresa è, sostanzialmente, lo stesso).

    La mia domanda è questa: perchè esiste un orario estivo? Perchè i lavoratori della Provincia hanno la possibilità di prendere servizio solamente per metà del tempo? Ci sono esigenze effettive (minor afflusso di utenza, rotazione ferie, …) oppure si tratta di una mera previsione contrattuale? Vengono usate ferie o ROL oppure no? Lo stipendio è ridotto o identico?

    Per quanto riguarda l’articolo, comunque, bene ha fatto chi ha evidenziato che si tratta di una facoltà concessa dall’Amministrazione, peraltro al prezzo dell’utilizzo di Ferie e permessi orari.
    Faccio solo notare che l’Amministrazione è, comunque, composta da Dipendenti Pubblici e non certo da imprenditori o titolari che devono rispondere con il proprio reddito delle decisioni assunte.

    Tutto qui.

    • Fede

      Esiste un orario estivo da sempre in tutte le amministrazioni pubbliche.
      Non voglio difendere nessuno ma questi signori non rubano niente in quanto hanno le stesse ore di lavoro distribuite in modo differente..prima di parlare bisognerebbe documentarsi. Se loro inziano a lavorare alle 7.30 e finiscono alle 13.30 e hanno 2 rientri le ore sono le stesse.
      Ho amici che vi lavorano e non ritengo giusto puntare sempre il dito.

      • Agostino Zaccarini

        @Fede:
        Quindi gli uffici sono aperti alle 7:30? Veramente? Domani mattina faccio un salto e ti so dire!

        PS: Nessun dito puntato. Solo domande. Magari le risposte sono imbarazzanti, no?

  • alpha

    Mi sembra un po’ una guerra tra poveri…in molte di aziende si fa orario estivo e non si decurta lo stipendio a nessuno…io non so se in provincia si faccia orario unico o no (ex. senza pausa pranzo) ma la facoltà di non rientrare al pomeriggio è stata concessa a patto di prendere le ferie..nessuno muore per un po’ di caldo è vero ma non mi pare siano ore regalate. Prendersela sempre con il pubblico come se fosse il paradiso del nullafacente..io ho toccato la realtà sia del pubblico e del privato e c’è gente che lavora poco o tanto ovunque. Chi vive nel mito che il privato abbia al proprio interno solo gente efficiente e volenterosa penso che abbia una visione parziale di come vanno davvero le cose.
    Onestamente questo articolo fa giusto un po’ volume ed è un pretesto per chiacchiere da bar.

  • Claudio

    Una cosa, Pico: non sono belle chiacchiere. In quanto alla ricchezza, che può anche non essere vista come tutte le cose alle quali siamo abituati e che riteniamo scontate (o, peggio, dovute) spesso mi domando quale ricchezza produca la maggior parte delle aziende private, se non quella che entra nelle tasche degli imprenditori. Sì, perchè un’azienda nasce per soddisfare dei bisogni. La invito a consultare un qualsiasi libro di Economia alle prime pagine. Poi, ovviamente, per pagare il rischio dell’imprenditore e portare a lui profitti. Quante sono le aziende al giorno d’oggi che pensano a soddisfare bisogni oltre che a fare profitti?
    E poi, per piacere, la crisi c’è ma quante imprese sanno lavorare veramente bene? Ho visto lavoratori privati che non assumerei mai, dopo averli visti all’opera. Spesso mi chiedo come certe aziende riescano a rimanere in piedi dopo aver considerato la scarsa qualità del loro operato o dei loro prodotti. Ma alla maggioranza va bene lo stesso, forse non se ne accorgono neppure se l’idraulico (è solo un esempio) monta male un sifone e poi si fa pagare due volte per sistemarlo. Ma se la stessa cosa succede nel pubblico, allora tutti ladri! Certo, dimenticavo, i dipendenti pubblici sono alla gogna.
    Ripeto, il marcio può stare ovunque, non da una sola parte.
    Concludo: è vero, non ci sono i soldi (così dicono dall’alto) per pagare beni di consumo necessari allo svolgimento dei servizi. Signor Pico, dobbiamo pagarli con lo stipendio che arriva lo stesso? Se la pensa così, allora devo pensare che il suo alias si riferisce alle dimensioni dell’organo che dovrebbe sovrintendere alla sua capacità di ragionare.