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Cave e tutela dei geositi in provincia, spaccata l'assemblea dei sindaci

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Foto Sessa

Assemblea dei sindaci spaccata sulla variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale, in particolare sulle scelte a tutela dei geositi. Una buona fetta di amministratori esprime tutta la propria contrarietà, lamentando l’introduzione “di fasce a diverso regime di tutela che consentono l’attivazione di cave, bonifiche e quant’altro”. Primi cittadini e assessori si sono riuniti in mattinata a San Vitale. Sul tavolo, come accennato, la variante di adeguamento parziale del Ptcp ai contenuti del Piano territoriale paesaggistico regionale. La bozza di parere distribuita dalla presidenza (con l’obiettivo di discutere per arrivare a un documento condiviso) non è arrivata a modifiche in grado di accomunare tutti i presenti. Quanto sottolineato dall’assessore provinciale Giovanni Leoni e da diversi primi cittadini (“oggi non stiamo parlando di Piano cave e complessivamente le aree tutelate sono aumentate”) non è bastato ad amministratori come ad esempio Marco Cavalli (sindaco di Romanengo), Giorgio Schiavini (assessore di Crema) e Omar Bragonzi (sindaco di Montodine), che hanno manifestato chiaramente il proprio “no”.

“Esprimiamo – si legge nella dichiarazione di voto al parere sulla variante, firmata da diversi amministratori – perplessità relative alla perimetrazione e alla normativa di nuova introduzione concernenti i geositi di individuazione tanto regionale, quanto provinciale, che non appaiono pienamente rispondenti alle indicazioni regionali del Ptr, tese alla salvaguardia di siti di particolare interesse geografico, geomorfologico, paesaggistico e naturalistico individuati come elementi in grado di testimoniare l’evoluzione geologica e morfologica del territorio lombardo, particolarmente pregevoli e da considerarsi patrimonio dell’intera comunità regionale”.

“In particolare – prosegue la dichiarazione – si stigmatizza il procedimento con cui sono stati perimetrati, e ulteriormente ripartiti e normati al loro interno, alcuni geositi di individuazione regionale, disattendendo gli obblighi imposti dall’art.22 del Ptr che per i geositi classificati di interesse geomorfologico (Moso di Bagnolo, Bodri, ecc.), paesistico (Pianalto della Melotta), naturalistico (Lanca di Gerole, ecc.), idrogeologico, sedimentologico, prescrive il divieto di ‘attuare interventi che possano alterarne e compromettere l’integrità e la riconoscibilità causando sbancamenti o movimenti di terra che modificano in modo pesantemente l’assetto geomorfologico, nonché l’introduzione di elementi di interferenza visuale e la cancellazione dei caratteri specifici'”. “La scelta di mettere in atto questo ambiguo tipo di procedura – si legge ancora – diviene chiara ad un incrocio delle previsioni del Ptcp con quelle del nuovo Piano cave della Provincia, che prevede presenza di un importante polo estrattivo nel geosito della Melotta, ossia in un ambito di tutela geomorfologica e paesaggistica (finora adeguatamente tutelato dal Ptcp vigente) che ne impedirebbe in qualsiasi modo l’attuazione, mentre assegnando un livello di tutela basso a questo preciso settore del geosito e prevedendo in tale livello di tutela la possibilità d nuove cave negli ambiti così classificati, si è creduto di trovare la quadratura del cerchio”.

Il parere (favorevole) ha comunque raccolto, falla fine, 20 voti pro, il 24,1% del peso territoriale complessivo rappresentato da sindaci e assessori, e 8 contro, il 9,9% del peso complessivo (raggiunto il numero minimo).

ASSESSORE LEONI: “ATTENZIONE AL TERRITORIO, ALLA BASE ANALISI SCIENTIFICHE”

L’assessore Leoni al termine dell’assemblea: “Sulla scelta dei  sindaci non entro nel merito. Sto al lavoro che è stato fatto. Ribadisco che è stata portata avanti un’opera di attenzione e di tutela del territorio. Nel definire le aree non sono state fatte scelte soggettive o personali. Alla base di tutto c’è stata un’azione scientifica di esperti. E’ stato fatto un lavoro importante, sopra ogni parte, con verifiche, carotaggi. E’ stato costruito un metodo di diversificazione del valore e di valutazione del valore sull’aspetto ambientale che gli stessi Comuni potranno utilizzare nei loro Pgt”.

ALLONI (PD): “IN PROVINCIA HANNO FRETTA”

Durissima la reazione del consigliere regionale del Pd del territorio, Agostino Alloni, che su Facebook scrive: “La Provincia del Presidente Salini corre veloce nel modificare il Piano Territoriale (Ptcp). Oggi c’è stata la conferenza della Vas e quella dei sindaci, ad un’ora di distanza. Per cosa? Hanno variato la classificazione dei geositi (ad esempio quello della Melotta…) ed ora lì dentro si può modificare ogni cosa: realizzare cave (di argilla, ad esempio!) e discariche. Si potrebbe anche spianare il Pianalto di Romanengo. Credo sia una scelta vergognosa! Ah, dimenticavo, il 26 luglio è già convocato il Consiglio provinciale. Hanno fretta. E questo in barba al Ptr lombardo che non lo consentirebbe”.

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