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Pgt, Torchio: "Persi quattro anni per via Mantova e intanto Tencara non decolla"

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Il Pgt del Comune di Cremona è giunto alla discussione del consiglio provinciale, attraverso la commissione Controllo e Garanzia voluta tra mille polemiche dalla presidente Maria Rosa Zanacchi (Pd). A garantire il numero legale hanno provveduto Luca Rossi (consigliere e coordinatore provinciale Pdl) e Adriano Ceccato (Lega Nord). Assente (si era giustificato in precedenza con la presidente) l’assessore all’Urbanistica del Comune Fasani; presente invece Domenico Maschi, consigliere del comune con delega al Commercio che si è ripetutamente schierato contro la scelta del polo commerciale – produttivo di via Mantova. Il dibattito ha preso il via con gli interventi dei presidenti di Confesercenti e Ascom Giuseppe Bini e Claudio Pugnoli, che hanno ribadito le note critiche al polo di via Mantova. Discussione subito entrata nel vivo con l’intervento del vicepresidente della Provincia con delega al territorio Giovanni Leoni, che ha definito la riunione una sorta di spreco di soldi pubblici: “Stiamo spendendo soldi (per i gettoni di presenza,ndr), che questo ente non è legittimato a spendere. Possiamo trovarci al bar per quanto tempo volete, per discutere del Pgt del comune di Cremona, ma questo non è competenza della Provincia. Altra cosa sarebbe il piano d’area, ma qui stiamo parlando di scelte  all’interno dell’ambito urbano di un Comune”. Il primo ad aprire il fuoco in risposta alla legittimità di un confronto su un tema che ha diviso le categorie economiche e che vede tutt’altro che compatta la maggioranza di centrodestra è stato Giampaolo Dusi (Rifondazione Comunista): “Siamo legittimati a discutere di questo, tu puoi anche andartene (rivolto a Leoni). Avresti dovuto essere tu a parlarne per primo in Consiglio. Questa commissione è un organo di contollo, pienamente titolato ad entrare nel merito di una questione vera”.

La polemica sulla legittimità della riunione è stata portata avanti da Giuseppe Torchio (Lista Civica Torchio Presidente): “Non accetto che si dica che qui stiamo abusando della democrazia. Se il problema sono i 70 euro del gettone di presenza, eccoli qua, li restituisco. E’ vero, la discussione andava fatta molto tempo fa ed investe un problema a monte, ossia quali siano le linee di sviluppo che questa maggioranza intende portare avanti per questo territorio. Diciamo la verità: l’ostinazione sul polo produtivo- commerciale di San Felice sta tenendo bloccato da quattro anni il decollo di Tencara, tenendo in scacco il territorio”.

Nel ribadire i noti motivi di contestazione rispetto al Pgt adottato dal Comune, il presidente Ascom Pugnoli ha rimarcato: “Noi non abbiamo paura dei 65 negozi dell’Iperoop, non temiamo la concorrenza; nei negozi di vicinato si può trovare di tutto, dagli articoli a pochi cent all’alta gamma. Quello che temiamo è di essere sempre costretti a salire su un ring con le mani legate dietro la schiena a prendere botte da tuttti, senza poterci difendere. Cosa ci ha dato questa amministrazione? Isole pedonali fatte in fretta e furia con tre  fioriere e un cartello. Siamo disponibili a confrontarci con tutti, ma ad armi pari. Non possiamo più sopportare le angherie di amministrazioni che ci sono matrigne”.

Nella stessa direzione l’intervento di Cesare Mainardi (Pd). “Perchè il comune di Cremona insiste su questa scelta che non si concretizzerà mai? La crisi economica è tale e di così grande portata che non è pensabile che alcun imprenditore commerciale possa insediarsi qui. Anche le grandi catene della distribuzione straniera stanno lasciando l’Italia. Chi se la sente oggi di immobilizzare 10 milioni di euro per una media distribuzione di vendita? Il tema vero è la mancanza di visione strategica sul futuro economico della provincia. Rendiamoci conto che abbiamo solo Arvedi, siamo una città monoculturale. Se chiudesse, cosa resterebbe? La maggioranza di centrodestra non è riuscita a costruire il conenso tra le forze produttive delle territorio per costruire un futuro. Questo è il vero dramma”.

A difesa delle posizioni dei commercianti, la consigliera Clarita Milesi, Idv, che ha contestato i grandi agglomerati commerciali sia dal punto di vista etico di incentivazione ai consumi  non necessari, che da quello estetico del depauperamento del paesaggio.

A riportare la questione in ambito tecnico e di competenze della Provincia ha contribuito a più riprese il coordinatore Pdl Rossi: “Ho grosse perplessità su questa commissione, condivido quanto detto da Leoni con toni più accesi. Condivido i timori che hanno espresso i commercianti, li capisco perchè la recessione esiste e le imprese famigliari del commercio hanno spesso questa unica fonte di reddito che oggi viene messa a rischio. Ma in questa sede dobbiamo chiederci quali siano gli ambiti su cui possiamo intervenire.”. Li ha spiegati poco dopo Maurizio Rossi, dirigente del Settore territorio della Provincia: di fatto la Provincia può fare osservazioni solo in quelle parti del Pgt che prevedono trasformazioni di aree agricole. Non è questo il caso di via Mantova. Fatto sta, che la Giunta Salini ha liquidato il 4 giugno un via libera al Pgt zeppo di prescrizioni da punto di vista delle compatibilità ambientali (ma nessun “no” a via Mantova). Il 26 luglio in Consiglio Provinciale andrà in approvazione la variante al Piano territoriale di Coordinamento, che però non toccherà in alcun modo il Pgt del comune capoluogo.

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