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Salini: "Perché non ricorri al Tar?" Alloni: "Al momento opportuno" Via Facebook scontro sul caso cave-geositi

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Non si placa lo scontro nato attorno alle linee a tutela dei geositi contenute nella variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale in fase di definizione. L’assemblea dei sindaci di mercoledì (chiamata a esprimere un parere) ha fatto registrare una spaccatura: diversi amministratori hanno espresso la loro contrarietà, lamentando l’introduzione “di fasce a diverso regime di tutela che consentono l’attivazione di cave e quant’altro in siti da salvaguardare” (leggi l’articolo).

La polemica prosegue ora – in attesa del consiglio provinciale del 26 luglio – con un’accesa discussione fra il presidente della Provincia Massimiliano Salini e il consigliere regionale del Pd del territorio Agostino Alloni. Uno scambio di battute avviato su Facebook, partito da una dichiarazione pubblicata da Alloni sul proprio profilo dopo la riunione di sindaci e assessori: “La Provincia del Presidente Salini corre veloce nel modificare il Piano Territoriale (Ptcp). Oggi (mercoledì 17, ndr) c’è stata la conferenza della Vas e quella dei sindaci, ad un’ora di distanza. Per cosa? Hanno variato la classificazione dei geositi (ad esempio quello della Melotta…) ed ora lì dentro si può modificare ogni cosa: realizzare cave (di argilla, ad esempio!) e discariche. Si potrebbe anche spianare il Pianalto di Romanengo. Credo sia una scelta vergognosa! Ah, dimenticavo, il 26 luglio è già convocato il Consiglio provinciale. Hanno fretta. E questo in barba al Ptr lombardo che non lo consentirebbe”. Parole dure (seguite da un commento di fuoco del consigliere comunale di Cremona del Pd Alessia Manfredini contro l’assessore comunale Federico Fasani: “L’assessore Fasani questa volta (invece su un approfondimento sul Pgt si era dato assente) ha avuto il tempo per essere presente e contribuire a questa scelta scellerata contro il territorio”).

SALINI: “MIGLIORATO PRESIDIO AMBIENTALE”

La (lunga) risposta di Salini (direttamente fra i commenti) non si è fatta attendere molto. E’ comparsa qualche ora dopo: “Ciao Agostino, ti ricordavo più preciso negli attacchi (ti sarai mica impigrito con la vita milanese?). Parli di ‘spianare il Pianalto’, di ‘libertà di piazzarci discariche’, di ‘contrarietà al Ptr’. Se fosse vera la metà delle cose che dici, con un ricorso al Tar scritto in mezzoretta vinceresti in carrozza. Io a questo punto ti suggerirei di ricorrere davvero, così dovrai accettare in sede giudiziaria le normali osservazioni che in sede politica continui a rifiutare”. “La verità, che tu ben conosci – prosegue Salini – è che la giunta provinciale di centrosinistra nel 2003 approvò un piano cave che collocava nel Pianalto della Melotta una cava di argilla senza aver preventivamente individuato alcun giacimento. L’attuale amministrazione provinciale, al contrario, il giacimento l’ha individuato e ha pure fissato un recupero naturalistico imponente (corridoi ecologici, ecc.) assicurando al territorio non solo il mantenimento del Pianalto (che non verrà mai spianato, ma per favore…) ma addirittura un suo netto miglioramento dal punto di vista del presidio ambientale. Confrontiamoci pubblicamente sull’argomento. L’attuale amministrazione, caro Ago, lavora a un ritmo corretto, non ha fretta, sei tu che sei diventato un po’ lentino”.

ALLONI: “VISIONE OPPOSTA DI MODELLO DI SVILUPPO”

“Sono più preciso, su questa questione, di quanto tu immagini”, la replica di Alloni. “Sul tavolo del mio ufficio in Regione – scrive il consigliere del Pd – ci sono una serie di cartelle alte quasi una spanna. Sono preparatissimo e le cose che dico le ho verificate con esperti e tecnici. La variante al Ptcp nasce quasi esclusivamente per riclassificare i geositi, consentendo così la manomissione degli aspetti paesistici che il Ptcp, che ho curato personalmente come assessore provinciale, ora tutelati, nel rispetto del Ptr che voi vorreste modificare. E tutto ciò per trasformare il giacimento, inserito in variante nel Piano cave un anno fa, nella nuova cava di argilla chiesta dai Danesi. Cava che, con il Ptcp vigente, non si potrebbe autorizzare e neppure inserire nel nuovissimo piano cave adottato un mese fa dal consiglio provinciale”. “Del resto – va avanti – la convenzione che hai firmato con i sindaci di Soncino, Ticengo e Casaletto di Sopra due anni fa lo dice chiaro! Tar? Lo scorso anno ero stato dall’avvocato Viviani, il quale mi aveva consigliato di aspettare i passi successivi della Provincia. Il ricorso, lo sai bene, non può essere fatto durante l’istruttoria della pratica, ma bisogna attendere il suo completamento e la sua approvazione definitiva. E’ una opportunità che non mancheremo di verificare al momento opportuno”. La questione della variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale evidenzia, per Alloni, quanto siano lontane Sinistra e Destra, “due modi molto diversi di intendere la politica”, e dimostra “che dietro ci sta una visione opposta di modello di sviluppo”.

Salini non ha ancora risposto. Venerdì 26 luglio, come accennato, ci sarà l’atteso consiglio provinciale.

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Commenti
  • Daniele

    E’ una storia triste e meschina, il cui finale e’ già scritto: tra qualche anno il Sig. Danesi, dopo aver cavato tutto il cavabile, se ne andrà con le tasche piene di soldi. Noi crermonesi con tanti buchi al posto del pianalto (ma tanti bei corridoi ciclabili che ci passeranno in mezzo, pero’) e dei politici responsabili dello scempio (in quanto l’hanno assecondato)..piu’ nessuno in giro cui poter tirare la giacchetta.
    Non ci resta che sperare nella giustizia divina, che prima o poi arriva, arriva….

    • Toro pazzo

      Che dici….. Prepariamo l’arca?

      • Daniele

        Mah, forse forse basterebbe un gommone su cui caricare un po’ di presunti politici (…ma quanto lontani dalla vera Politica!) e poi disperderli al largo di qualche mare lontano….