Un commento

La burocrazia che schiaccia le imprese: in provincia costa oltre 140 milioni di euro

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Il mostro-burocrazia continua a incidere duramente sull’attività delle imprese. Un peso enorme – soprattutto se si osserva la situazione europea – ingigantito dalla crisi. Questo quadro è evidenziato anche da un’elaborazione di Confartigianato Lombardia. L’Osservatorio Mpi dell’organizzazione stima che nell’area regionale la morsa burocratica, rappresentata dai costi sostenuti nell’espletamento degli adempimenti amministrativi, toglie alle imprese con dipendenti 4825 milioni di euro, pari all’1,62% del valore aggiunto prodotto dall’Industria e dai Servizi. In provincia di Cremona si parla di oltre 140 milioni di euro.

E’ il territorio milanese, ovviamente, quello in cui si calcolano i costi più elevati: complessivamente 2028 milioni di euro, pari all’1,39% del valore aggiunto di Industria e Servizi. Dopo la provincia di Milano, nella graduatoria ci sono quelle di Brescia (dove ammontano a 676 milioni di euro pari al 2,00% del valore aggiunto) e Bergamo (dove i costi ammontano a 543 milioni di euro pari all’1,78% del valore aggiunto). Nella provincia cremonese, come accennato, i costi arrivano a 143 milioni, pari all’1,63% del valore aggiunto.

Stima dei costi della burocrazia per imprese con dipendenti in Lombardia
milioni di euro – 2012 – costi  per espletamento degli adempimenti amministrativi per imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi


IL WEB PER ALLEGGERIRE IL PESO DELLA BUROCRAZIA

Un maggiore utilizzo del web (diverse iniziative sono state messe in campo dalle pubblica amministrazione, ma altro ancora resta da fare), un e-government più forte e organizzato potrà alleggerire sensibilmente le imprese dal peso della burocrazia? Questo il commento di Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia: “La soluzione è certo auspicabile, ma secondo una rilevazione dello stesso Osservatorio tra 1.447 imprese associate in Lombardia, ci sono ancora molti ostacoli da superare nel rapporto via web con la Pubblica Amministrazione”.

“La rilevazione – si legge nel resoconto di Confartigianato – conferma che l’utilizzo del web si sta diffondendo sempre più anche per interagire con la Pubblica Amministrazione: l’80% degli intervistati ha infatti affermato di aver avuto accesso online a informazioni, documenti o pratiche relative ad almeno un ente pubblico nell’ultimo anno, direttamente nel 38,3% dei casi, o attraverso un altro soggetto (41,7%), quali consulenti, commercialisti o CAF. INPS e Camere di Commercio sono in testa alla classifica degli enti pubblici dove più alta è l’interazione via web. Il 56,7% degli intervistati ha infatti interagito online con l’INPS e il 42,6% con le Camere di Commercio, seguiti da INAIL (38,7%), Comuni (34,9%) e Agenzia delle Entrate (34,0%). Interessante il confronto con le banche, enti per cui l’interazione via web è particolarmente diffusa, i cui servizi online sono utilizzati dal 67,1% degli intervistati”.

“Quanto alle modalità di interazione – viene sottolineato – emerge come siano ancora una minoranza i casi in cui vengono completate intere procedure online: se questo avviene nel 51,0% dei casi sui siti web delle banche, le percentuali sono molto diverse quando si parla di PA. L’INAIL e la Regione guidano questa classifica, rispettivamente con il 34,2% e il 27,4% dei casi, seguite da INPS (26,4%) e Agenzia delle Entrate (24,8%). Province e Comuni restano invece a percentuali piuttosto basse, 11,7% per i primi e 10,7% per le seconde. Nella maggior parte dei casi, l’accesso ai siti web delle PA avviene ancora per ragioni di semplice consultazione o raccolta di informazioni. La procedura online maggiormente utilizzata è stata per il pagamento dell’IMU (32,0%), ma dimostrano di avere successo anche l’interazione con la PA tramite Pec (28,5%) e la fatturazione elettronica (19,0%), due strumenti sui quali è stato molto investito proprio per favorire i processi di e-government. Buoni risultati anche per il pagamento di TIA/TARSU, per la richiesta del DURC e per l’accesso ai bandi di gara. Ancora bassi gli accessi online al SUAP (2,7% degli intervistati). Va segnalato anche che, l’elaborazione dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia su dati Istat, solo il 26,9% dei Comuni lombardi, tra quelli che hanno un sito web, offre la possibilità di completare per via telematica l’intero iter dei servizi offerti”.

“Venendo alle difficoltà riscontrate nell’utilizzo dei servizi di e-government – si legge ancora nel resoconto – ben il 80,8% degli intervistati dichiara di essersi scontrato con qualche problema: il 33,2% ha trovato poco chiare le modalità di funzionamento, il 29,3% ha avuto difficoltà nel reperire le informazioni ricercate e al 28,8% è capitato di dover poi integrare la documentazione con l’invio o la consegna di persona di documenti cartacei. Tempi troppo lunghi per completare le procedure sono lamentati dal 28,6%, mentre il 28,3% ha sperimentato problemi tecnici nel servizio. Sono relativamente meno, ma comunque significativi (17,9%) quanti temono per la riservatezza dei dati inviati. Spesso gli utenti web si sentono abbandonati, come testimoniano alcuni commenti degli intervistati: ‘non si viene avvisati dello stato delle proprie pratiche’, ‘non ho ricevuto risposta alle e-mail inviate’, ‘non è possibile interagire via chat o email per risolvere eventuali problemi’, ma ‘serve moltissimo tempo per prendere la linea con il numero unico di assistenza’. Ancora, sono le stesse PA a volte ‘a non usare la Pec per l’invio di documenti’, o a non dare ‘la possibilità di completare le procedure interamente via web'”.

m.f.

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Commenti
  • Così, solo per sapere, ma qualcuno dei dirigenti dei pubblici uffici legge queste ricerche? Nessuno è sfiorato dal dubbio di essere corresponsabile di qualcosa di non propriamente accettabile? E nessuno avverte un anche minimo senso di vergogna? Mah!!!