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Grave la madre del bimbo morto in sala parto, fioccano denunce

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Sono ore di attesa per la famiglia di Sara Baldo, la 28enne residente a Pieve San Giacomo operata venerdì sera all’ospedale di Asola dopo la morte del bimbo che portava in grembo. Le cause sono ancora tutte da chiarire, ma sembra che il decesso sia riconducibile al distacco della placenta. Intanto la donna è stata trasferita all’ospedale Carlo Poma di Mantova dove si trova in terapia intensiva. Nel frattempo fioccano le denunce. Da una parte Giuseppe Bergantino, 54 anni, suocero della donna, incolpa i medici di Asola di non aver fatto subito il taglio cesareo, dall’altra gli stessi sanitari, intenzionati a denunciare Bergantino per minacce e interruzione di pubblico servizio. Secondo più di in testimone, infatti, il 54enne, originario di Mondragone, nel Casertano, e residente a Mantova, avrebbe fatto irruzione nella sala operatoria a intervento in corso per insultare i chirurghi, arrivando a minacciarli: «Se non la salvate vi taglio la gola». L’inchiesta è in corso. Si attende di conoscere la verità sulla morte del piccolo e si spera per la vita di Sara.

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