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Pomodoro, raccolta scattata in ritardo di dieci giorni

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Parte con oltre dieci giorni di ritardo la raccolta di pomodoro in Lombardia. Le massicce precipitazioni primaverili – spiega la Coldiretti Lombardia – hanno rallentato la maturazione. Da marzo a maggio ha piovuto, in media, ogni due giorni con precipitazioni doppie rispetto al solito: in particolare nella bassa Lombardia sono stati registrati 550 millimetri contro i 150 della media stagionale degli ultimi vent’anni. Mentre adesso che è iniziata la raccolta, le temperature durante il giorno raggiungono anche i 37 gradi.

“Tra maggio e giugno abbiamo avuto un’escursione termica molto forte con sbalzi anche di quindici gradi, senza dimenticare la grandine che ha flagellato i campi lo scorso 13 luglio. Una situazione che ha influito sulla crescita delle piantine, ma non sulla qualità finale del prodotto che abbiamo iniziato a raccogliere” spiega Paolo Voltini, Presidente del Consorzio del Casalasco, una delle maggiori cooperative di produzione e trasformazione a livello nazionale, con sede a Rivarolo del Re, nel Cremonese, che raggruppa 300 agricoltori su oltre 4 mila ettari.

Secondo le prime stime – continua la Coldiretti Lombardia – si ipotizza un calo produttivo intorno al 20 per cento causato, oltre che dall’andamento climatico, anche dalla diminuzione di circa il 12 per cento delle superfici nel Nord Italia. Nel quadrilatero del pomodoro tra Cremona, Mantova, Piacenza e Parma rispetto al 2012 si sono persi 4.300 ettari e 200 produttori.

Un calo dovuto sia al taglio delle risorse Pac sia a un prezzo poco remunerativo: 86 euro per ogni tonnellata. Per questo molti agricoltori hanno scelto colture più redditizie, come ad esempio il mais. In Lombardia il pomodoro da industria rappresenta una delle principali colture orticole regionali. Tra il 2009 e il 2011 la superficie coltivata è scesa da 7.870 a 7.158 ettari. Le province più vocate sono quelle di Mantova e Cremona.

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