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Banchi del mercato e Festa del Torrone Forse stavolta l'accordo è fatto

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Tanta gente che rovista tra i banchi, con capi d’abbigliamento anche a 2 euro, ma sacchetti quasi sempre vuoti. “E se guardi lo scontrino della spesa, ti spaventi”. La crisi del commercio si percepisce anche al mercato, dove Agostino Boschiroli, presidente Anva – Confesercenti e membro del direttivo dell’associazione, parla di una crisi generalizzata degli acquisti. L’effetto attrattivo del mercato è sempre molto forte, il centro città si riempie solo in occasione dell’arrivo dei banchi il mercoledi e il sabato, ma a fine giornata gli incassi sono risicati. Una situazione che accomuna commercianti in sede fissa e ambulanti, con questi ultimi che hanno un motivo in più di preoccupazione, ossia la possibilità di vedersi spostare i banchi per cause di forza maggiore. Questo potrebbe riproporsi con la Festa del Torrone che negli ultimi anni, seppure in misura più o meno variabile, ha sempre causato conflitti con gli operatori ambulanti, spostati dai posteggi tradizionali. Quest’anno poi, l’allungamento del periodo di svolgimento della manifestazione potrebbe causare ulteriori  problemi. Sul tema della logistica si sono svolti un paio di incontri tra associazione di categoria, organizzatore (Stefano Pellicciardi di Sgp) e Comune e i toni sono stati molto accesi. Alla fine si sarebbe trovata una soluzione di compromesso per un’edizione della festa che durerà 9 giorni anzichè 3. Come ha spiegato lo stesso Pellicciardi a Cremonaoggi il 20 luglio, i banchi dei dolciumi verrebbero dislocati dapprima (week end del 16 novembre) lungo i corsi e in piazza Marconi; piazza Stradivari verrebbe  interessata dalla kermesse solo nel secondo  week end (sabato 23 e domenica 24 novembre).

Agostino Boschiroli

“Di sicuro, non ci sposteremo per due fine settimana consecutivi”, aggiunge Boschiroli, primo fautore di questa soluzione e che ha anche offerto all’organizzazione del Torrone la disponibilità a liberare l’area mercatale con un’ora di anticipo per favorire l’allestimento successivo. Ma resta il tema di fondo della precarietà da cui gli ambulanti si sentono costantemente accerchiati: “Periodicamente  – conclude il rappresentante – torna l’idea di spostarci altrove, al foro Boario ad esempio. Sottolineo una cosa: se dovessimo andar via dal centro, per la città nel suo complesso non sarebbe uno spostamento, ma uno svuotamento. Lo svuotamento di piazza Stradivari, con il Comune che si verrebbbe a trovare con l’ennesimo contenitore vuoto da riempire. Credo che non convenga a nessuno”. Il prossimo 11 settembre, incontro in Comune tra ambulanti e amministrazione. Ordine del giorno ancora indefinito.

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