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Lavori ai passaggi a livello, 'Fermi tutti' in via Brescia, ma a settembre comincia il cantiere a San Felice

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I tempi sono strettissimi per non perdere i finanziamenti di Regione e Ferrovie. Incontri in Comune sulla tabella dei lavori per l’eliminazione dei passaggi a livello in via Persico, via Brescia e San Felice. Il 29 agosto i tecnici del Comune consegneranno ufficialmente i lavori alla ditta competente. Poi, ci sarà la firma degli ordini di servizio per indicare all’impresa con cosa cominciare. Ed è qui che c’è stato il dietrofront rispetto a quanto comunicato con tanto di nota stampa dal Comune. I tecnici, infatti, avevano predisposto di fermare temporaneamente il cantiere in via Persico e cominciare a preparare un piccolo tratto di via Brescia – da via Gallazzi (esclusa) fino a via della Vecchia Dogana (compresa) – chiudendo la strada per due settimane. L’amministrazione, però, nonostante avesse già comunicato l’intervento alla cittadinanza, ha giudicato l’operazione troppo impattante e ha chiesto di portare avanti solo i lavori preparatori di via Persico, senza – per ora – intaccare via Brescia.
Dunque, via Brescia no, ma un altro cantiere sì. Partirà a brevissimo – a settembre – quello di San Felice, dove verrà realizzato un sovrappasso. Lì si comincerà con la predisposizione dell’area di lavoro che sarà adiacente la strada San Felice, questa infatti rimarrà aperta al traffico fino a quando non verrà aperta la nuova via a scavalco sulla linea ferroviaria. Il cantiere, nonostante questo, è destinato a fare discutere. “Per noi è spreco di soldi pubblici – ha detto il presidente del Comitato di quartiere Giorgio Beccari – Il traffico sulla Cremona-Mantova non giustifica un’opera così impattante. Nel periodo estivo, quando le corse del treno sono sostituite da bus, passano due treni al mattino e due al pomeriggio. E con l’aria che tira alle Ferrovie, non è escluso che gli autobus prenderanno sempre più il posto dei treni. Dicono che l’eliminazione del passggio a livello migliorerà la situazione dei ritardi – ha concluso il presidente – Ma l’ultimo di 50 minuti dell’altro giorno non ha vuto cause derivanti dal passaggio a livello, ma dai treni che si rompono”. Altro punto ‘caldo’, il sottopasso ciclabile chiesto dal Comitato all’amministrazione per evitare alle bici di salire sul sovarppasso. “Non ci è stata data nessuna risposta”, ha dichiarato Beccari.

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Commenti
  • Martina

    Vala di Susa in ogni quartiere!

    Il comitato dovrebbe iniziare ad organizzare presidi in modo da anticipare l’inizio dei lavori: la gente ormai non ne può più di speculazione economiche e prese in giro.

    Basta con le chiacchiere da politicanti, iniziamo ad opporci ai soprusi; il comune non può arrogarsi il diritto di fare accordi senza il consenso di chi S.Felice lo vive.

    E’ ora di passare dalle assemblee alle iniziative.

  • cremonese

    Non era difficile prevedere che sarebbe stato impossibile chiudere le due strade contemporaneamente………..
    Intanto la città muore su se stessa, case vuote o costriute a metà, aree verdi non sistemate (via vecchia dogana), centro storico con sempre piu’ negozi chiusi e meno gente in giro. Riportiamo Cremona indietro di 20anni quando era una ridente cittadina sulla sponda del Po e non una mezza-città che nessuno cura piu’.

  • Annamaria Menta

    “I tempi sono strettissimi per non perdere i finanziamenti di Regione e Ferrovie.”
    Ma noi abbiamo santi capaci di fare miracoli, soprattutto se le ordinanze per la chiusura di DUE MESI di via Brescia (“La presente Autorizzazione/Ordinanza (…) ha validità riferita esclusivamente alla durata dei lavori, da eseguirsi dal giorno 02 settembre 2013 al giorno 31 ottobre 2013, dalle ore 00.00 alle ore 24.00″), con via Persico già chiusa da tempo, danno noia a qualcuno di loro…..

    Quale altro motivo ci può essere (” L’amministrazione, però, nonostante avesse già comunicato l’intervento alla cittadinanza, ha giudicato l’operazione troppo impattante” non è una motivazione ma solo una dichiarazione di incapacità: non hai letto o anche solo guardato le figure prima di firmare in fondo al foglio?) per fermare dei lavori che hanno anche “tempi strettissimi”? O meglio, per i lavori su S. Felice (che vedono contrari – per motivi più che sensati – i residenti della zona) si procede senza esitazione, per l’interesse di uno solo (indizio: “mondomusica”, “bovino da latte”) si posticipa di due mesi un lavoro prima ritenuto necessariamente da svolgere in contemporanea ai lavori del cantiere gemello.
    Si vede proprio che s. Antonio conta più di s. Paolo, chissà se hanno chiesto anche il parere di s. Giovanni….per sapere cosa contano i cittadini riguardarsi il film “Il Marchese del Grillo”.