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Nidi, 150 bimbi anziché 200 Alquati: 'Calo non mi angoscia' Incontro con sindacati in Comune

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foto Sessa

AGGIORNAMENTO – “Il vaso ormai l’hanno rotto. Ora stiamo mettendo insieme i cocci”. E’ il commento dei sindacati Cgil, Cisl e Uil (Bertoletti, Manfredini, Penci) all’uscita dall’incontro con l’amministrazione sulla situazione delle scuole d’infanzia e degli asili nido. Nelle materne la Giunta ha prima approvato le tariffe, poi è tornata indietro, utilizzando finanziamenti della Regione arrivati attraverso l’Azienda speciale cremonese. Nei nidi, invece, gli aumenti sono rimasti con la possibilità di utilizzare un fondo da 120mila euro in favore delle famiglie con un Isee da zero a 20mila euro.

“Giovedì porteremo in Giunta quanto concordato con i sindacati – ha spiegato l’assessore alle Politiche Educative Jane Alquati – ovvero l’abbattimento delle rette nei nidi attraverso il fondo che quest’anno interesserà 60 famiglie con genitori entrambi lavoratori o nuclei monogenitoriali. Questo per quanto riguarda le famiglie di fascia medio-bassa. Per quelle di fascia medio-alta, forse dobbiamo rivedere le rette più avanti”.

“Sul fondo il risultato diciamo che è soddisfacente – hanno detto i sindacati – Rimane comunque il giudizio negativo su un’operazione sbagliata nei contenuti e brutale nel metodo che ha creato disagi economici alle famiglie e confusione”.

Il calo delle iscrizioni nei nidi è stato importante: 151 i bambini su 200 posti disponibili.

“Un calo sicuramente significativo che non mi esalta, ma nemmeno mi angoscia – ha commentato Alquati – E’ imputabile sicuramente alle rette, ma anche alle difficoltà economiche più in generale delle famiglie cremonesi. Non era più sostenibile una situazione in cui il 50% delle dichiarazioni Isee era al di sotto dei 7500 euro e spesso con forti dubbi circa la veridicità delle situazioni“.

“L’amministrazione dice che è un calo naturale – hanno detto Cgil, Cisl e Uil – Invece c’è stato un numero importante di ritiri di bimbi già iscritti, segno che il calo è da riferirsi alle tariffe”.

Le iscrizioni, si è concordato nell’incontro, rimarranno aperte e il Comune contatterà le famiglie per spiegare il funzionamento del fondo. “Speriamo che i genitori rivedano la loro decisione alla luce degli aiuti”, hanno proseguito i sindacati.

Il 5 settembre è in programma un nuovo incontro tra Cgil, Cisl e Uil e l’amministrazione, assessore alle Politiche Educative Alquati e assessore ai Servizi Sociali Amore. “Vogliamo una verifica delle utenze ad ampio raggio – hanno spiegato i sindacati – sui servizi per l’infanzia, sui centri estivi (quest’anno più cari, ma senza agosto), sugli ex centri di aggregazione giovanile. Le manovre di questa amministrazione stanno colpendo secondo noi i servizi per bambini e adolescenti”.

“La vicenda delle rette ha dimostrato che se la Giunta avesse avviato un percorso di partecipazione, non saremmo arrivati a questo punto”, hanno concluso Bertoletti, Manfredini e Penci.

Nella mattinata, inoltre, c’è stato il tradizionale incontro al Monteverdi tra maestre, sindaco Oreste Perri, assessore alle Politiche Educative Jane Alquati, dirigente del Comune Silvia Toninelli, pedagogista Lina Stefanini e responsabile organizzativa Franca Scala. “Non mi sono sottratta a fare il punto politico sulla situazione delle scuole per l’infanzia – ha detto l’assessore Alquati – e le insegnanti hanno apprezzato. Ho ripetuto quello che avevo già detto alle coordinatrici a giugno, ossia che le risorse sono sempre meno e che è sempre più difficile affrontare il bilancio. La domanda è: riusciamo ancora a gestire i servizi? Prima di applicare tariffe sui cittadini, abbiamo decido di colmare il gap tra il costo dei servizi e le entrate”.

Garanzia di mantenere aperte tutte e quattro le strutture, nessun accorpamento delle sezioni già esistenti e l’idea di fare tre graduatorie, non due, per permettere ai genitori di iscrivere i bambini. “Ho lanciato l’idea – ha dichiarato ancora l’Alquati – dell’introduzione di una formula più leggera di scuole con la possibilità di portare i bimbi solo alla mattina, come è per il centro prima infanzia di vai Brescia. Una formula del genere permettere alle nostre scuole di essere più competitive rispetto al privato che già applica questo modello, oltre a rendere il servizio meno oneroso per il Comune”.

Al termine, una parola per le maestre percarie, chiamate solo nella graduatoria della materna, per la prima volta non in quella dei nidi. “Al tremine di questa settimana dovremmo avere dati più precisi – ha concluso Alquati – La situazione delle maestre precarie certo mi fa dispiacere. Non è una cosa piacevole, ma anche il privato sta affrontando le medesime situazioni. Non a cuor leggero, così come noi. Non abbiamo licenziato nessuno, vediamo come si mette con le iscrizioni per le chiamate dei tempi determinati”.

Le scuole comunali apriranno ai bambini il 2 settembre.

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Commenti
  • sabrina salciarini

    Certo che ci sono dubbi sugli ISEE inferiori ai 7500 euro, ma perchè non controllate? La classifica delle borse di studio erogate dal Comune è vergognosa. Perchè quando qualcuno ve lo fa notare, citando nomi e cognomi, praticamente gli ridete in faccia? Possibile che il singolo cittadino debba andare alla Guardia di Finanza per chiedere un controllo ( con chissà quale udienza concessa….)?

  • il qualunquista

    Si potrebbe risolvere il problema della mancanza di iscritti, ospitando i disperati con bambini piccoli in fuga dalla Libia Siria ecc, cosi l’Alquati potrà dire che non c’è stato nessun calo, e nemmeno del suo stipendio , ma la pacchia cara Alquati l’anno prossimo finirà visto che la lega ti ha scaricato, anche se è risaputo che cambiare bandiera è un attimo .