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L'ex Duemiglia che cade a pezzi Poste rinnovano contratto fino al 2019 Zanibelli: 'Solo intervento su coperture'

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foto Sessa

Antica sede del comune Duemiglia, territorio suburbano della città, prima che fosse aggregato a Cremona. Ora ospita il Centro per le Famiglie, la biblioteca del Centro Studi, il Cisvol e il Centro Gioco. Gli edifici rurali settecenteschi sono stati oggetto di un importante lavoro di recupero nei primi anni 2000 (premio Cento Città indetto dalla Compagnia di San Paolo). La parte della struttura interessata dal cantiere, quella tra via Brescia e via San Bernardo, è stata inaugurata nel 2002 come sede del Centro per le Famiglie, spostato lì da via dell’Annona. 774mila 685 euro di investimento, 655 metri quadrati recuperati. Nel 2005 altro intervento sul secondo lotto per la sede del Cisvol e del Centro Studi: 808mila 907 euro, finanziati con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti. Nel 2010, poi, lo slargo antistante il palazzo è stato intitolato alla religiosa canossiana madre Agata Carelli, fondatrice dell’Associazione Gruppo Incontro.
C’è una parte del comparto, però, che non è mai stata toccata e da alcuni anni cade a pezzi, unica in un contesto ristrutturato e riqualificato. E’ il palazzo che ospita l’Ufficio Postale numero 6 di Cremona. Prima abitato da alcuni cittadini, ora svuotato perché fatiscente. Sul lato delle Poste il palazzo è circondato da una imponente impalcatura, un consolidamento per la messa in sicurezza dopo che si sono staccati alcuni pezzi di un terrazzo sovrastante a causa dell’abbandono e delle vibrazioni dei treni. Inoltre, nel tempo, non sono mancate segnalazioni di cittadini circa la presenza di persone che entravano senza permesso nell’edificio per trascorrere la notte. Le Poste pagano un affitto al Comune per usufruire degli spazi (140metri quadrati): 3mila 800 euro all’anno, 644euro ogni due mesi. Il contratto di locazione è stato rinnovato proprio in agosto con decorrenza fino 31 luglio 2019, sei anni.
“L’unico intervento di manutenzione straordinaria previsto – ha spiegato l’assessore Zanibelli – è il rifacimento di una piccola porzione di coperture. Lavori che costano 30/40mila euro. Il resto degli interventi sono di natura ordinaria a seconda del bisogno. Non ci sono le risorse per intervenire su quella porzione del Duemiglia, ma, siccome non vogliamo perdere tempo, stiamo predisponendo il progetto per il consolidamento statico del porticato, in modo da togliere l’impalcatura tempranea. Un lavoro da 100-150mila euro che, non appena avremo le possibilità, faremo. Nel frattempo ci tengo a sottolineare che l’accesso alle Poste è totalmente sicuro, anche se non gradevole dal punto di vista estetico”.

Galleria fotografica di Francesco Sessa


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Commenti
  • Peppo

    Il Palazzo “Due Miglia” non è mai stato sede del Comune di Due Miglia, la quale, invece, fu sempre in città (all’interno del Comune di Cremona): in via XX Settembre, in via Aporti o in via dei Tribunali, a seconda delle epoche. All’interno del Palazzo funzionava una scuola. V.: Francesco Gonzaga, “Due Miglia di Cremona”, Cremona, 2011.

    • Pippo

      Sul sito del Comune: “Alla fine dell’800 l’intero complesso architettonico viene acquistato dal Comune di Due Miglia per destinarlo a sede municipale e per ospitare la sede del corpo di guardia ed alcune aule scolastiche. Diviene poi proprietà del Comune di Cremona con il Regio Decreto del 1920 che sopprime il Comune di Due Miglia”. Ecco il link: http://www.comune.cremona.it/Article317.phtml

      • Peppo

        Quello che c’è scritto sul sito del comune non è sbagliato, visto che parla di un’intenzione (“per destinarlo a sede municipale”) che però non si è mai concretizzata. Diverso è scrivere che il Palazzo è “l’antica sede del comune Duemiglia”.
        Scusami la pignoleria, ma si tratta di una deformazione professionale. Saluti