Un commento

Ok al "fondo asili nido" per aiutare le famiglie con il pagamento delle rette Riduzioni tra 36% e 46%

nidi

Ok dalla Giunta al fondo per sostenere le famiglie con i pagamenti delle rette degli asili nido. L’approvazione delle modalità di utilizzo del “fondo asili nido” è arrivata in mattinata, su proposta dell’Assessore alle Politiche Educative e della Famiglia Jane Alquati e dell’Assessore alle Politiche Sociali Luigi Amore. Si parla di 40mila euro per il periodo settembre-dicembre 2013 e di 80.000,00 euro per il periodo gennaio-giugno 2014. Denaro che servirà per aiutare le famiglie fino a un reddito Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) di 20.000,00 euro con l’abbattimento delle rette e per l’attuazione di interventi di integrazione al reddito familiare valutati dal Settore Politiche Sociali. Sono interessati i nuclei familiari con due genitori lavoratori ed i nuclei familiari monogenitoriali, ricordano dal Comune. Si legge in una nota diramata da Palazzo comunale: “Il fondo è inoltre finalizzato agli interventi di sostegno al reddito familiare, per nuclei familiari che presentino condizioni tali da richiedere, in base a valutazione del Settore Politiche Sociali, accesso prioritario alle prestazioni secondo quanto previsto dal Regolamento dell’accesso ai servizi del Comune di Cremona. In conseguenza dei criteri individuati, alle famiglie interessate verrà applicata una riduzione da 140,00 a 170,00 euro in relazione alla fascia di Isee di competenza con una gradualità di intervento tra il 46% e il 36% a partire dalle fasce con reddito Isee inferiore”.

Qui di seguito sono riportate le modalità di applicazione stabilite dalla Giunta:

“Con tale decisione – dichiara l’Assessore Jane Alquati – abbiamo messo in pratica quanto era stato previsto nella fase di approvazione del Bilancio di previsione 2013. Lo abbiamo fatto attraverso un percorso condiviso, confrontandoci con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali in vari incontri che si sono tenuti il 30 luglio, il 22 e il 26 agosto scorsi. E’ stato così definito, in via sperimentale, il piano di intervento per sostenere le famiglie con due genitori lavoratori e i nuclei monogenitoriali rispetto alla recente riorganizzazione delle tariffe degli asili nido, prevedendo una verifica dopo i primi mesi di applicazione e un’eventuale revisione delle fasce di contribuzione. Partendo da tali premesse, andremo a creare una seconda e una terza graduatoria, così da facilitare l’accesso alle strutture comunali. Stiamo poi già lavorando per attivare, sempre all’interno dello nostre strutture, dei centri di primi infanzia, così da dare vita a servizi più snelli, meno onerosi, che rispondano a quelli che sono i bisogni attuali delle famiglie, mutati rispetto al passato”.

“Il piano di intervento – aggiunge infine l’Assessore Luigi Amore – consente di realizzare, in presenza di condizioni sociali tali da determinare priorità di accesso al servizio e a seguito della valutazione del Settore Politiche Sociali, quanto previsto dal Regolamento dell’accesso ai servizi del Comune di Cremona, a tutela delle condizioni di povertà e di reddito insufficiente, a rischio di emarginazione o con provvedimento dell’Autorità Giudiziaria”.

APERTURA SCUOLE INFANZIA E ASILI NIDO COMUNALI

Il Comune fa sapere, inoltre, che da lunedì 2 settembre riapriranno i servizi educativi del Comune di Cremona secondo le seguenti modalità.

Scuole Infanzia e Asili Nido:

– per i bambini che già frequentano, dalle 7.30 alle 16.00 con mensa

– per i  bambini nuovi iscritti gli orari saranno relativi all’inserimento secondo le modalità già concordate

La data di inizio del tempo prolungato sarà comunicata successivamente.

Per informazioni tel. 0372 407900 – 407910.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Deep throath

    Anche con la riduzione la tariffa ha subito un aumento rispetto al 2012/13 che va da un minimo del 250% fino al 400%…gli asili nidi sono un costo per il comune e, nonostante le belle dichiarazioni di facciata di assessore e dirigenti, è chiaro che la giunta non abbia più nessun interesse a mantenere il servizio ma preferisca che se ne occupino i privati. Appena si “scongeleranno” le rette succederà anche nelle materne e ci sarà un proliferare di asili privati che, scusate se penso male, saranno probabilmente saranno gestiti da qualche associazione che fa capo a qualche politico locale.