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In Duomo veglia con il vescovo per la pace in Siria

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In Duomo veglia di preghiera per la pace organizzata dopo le ultime vicende che riguardano la Siria. Sabato, vigilia ella festa della Natività di Maria, Regina della Pace, anche Cremona, in comunione con l’intera Chiesa – fanno sapere dalla Diocesi – vivrà una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero, rispondendo all’invito espresso da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 1° settembre.

In particolare dalle 21 alle 24 tutti i fedeli sono invitati nella Cattedrale di Cremona per una veglia che sarà presieduta dal vescovo Dante Lafranconi e durante la quale, in spirito di penitenza, sarà invocato da Dio il grande dono della pace per il paese arabo teatro di una cruenta guerra civile e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo.

Le comunità impossibilitate a prendere parte alla veglia in Cattedrale sono invitate a promuovere in loco specifiche iniziative secondo l’intenzione del Santo Padre.

La veglia di Cremona si svolgerà in contemporanea con quella promossa in piazza San Pietro da dove il 1° settembre il Pontefice ha rivolto “un forte appello per la pace”. “Con tutta la mia forza – ha detto Papa Francesco all’Angelus – chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come a un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana”. “Non sia risparmiato alcuno sforzo – ha proseguito il Pontefice – per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini. Agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto”.

Chiaro anche il riferimento all’enciclica “Pacem in terris” di Papa Giovanni XXIII nell’invito a formare “una catena di impegno per la pace” che “unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! È un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica – ha detto Papa Francesco – ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità”.

Dopo aver annunciato l’iniziativa del 7 settembre il Santo Padre ha proseguito: “L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace!”. Da qui l’invito a tutte le Chiese particolari perché, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.

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