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Istituti musicali a rischio sopravvivenza, tavola rotonda a Mondomusica

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Si parlerà anche del futuro dell’Istituto superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, il pareggiato, in una delle tavole rotonde previste all’interno del Salone Mondomusica, il prossimo ottobre. Il grido d’allarme  per la sopravvivenza dei 21 istituti musicali italiani di questo tipo è noto da tempo. A farne eco, nella manifestazione di CremonaFiere, sarà Claudio Pelis, rappresentante degli Istituti Superiori di Studi Musicali non statali.

Quanti sono gli ISSM non statali?

“Sono 21 – risponde Pelis – diffusi su tutto il territorio nazionale ed inseriti a pieno titolo nel sistema AFAM dalla legge di riforma 508/99, che li ha equiparati ai conservatori in ogni aspetto della loro organizzazione, dagli organi istituzionali ai titoli di studio rilasciati, dai contratti per il personale docente, all’offerta formativa proposta”.

Nel momento economico congiunturale difficile che il Paese sta attraversando, il comparto culturale sembra quello maggiormente penalizzato; gli ISSM quali problematiche denunciano?

“La situazione di grave crisi degli Enti Locali, a causa dei continui tagli sui trasferimenti dallo Stato, si riflette pari pari sui bilanci dei suddetti Istituti, per i quali l’unica differenza sostanziale rispetto ai Conservatori riguarda infatti i bilanci: quelli dei conservatori sono a carico dello Stato, mentre quelli di questi 21 Istituti sono a carico degli Enti Locali (Comuni e/o Province).”

Qual è la denuncia del rappresentante degli ISSM non statali?

“La situazione è molto grave, la maggior parte degli Istituti sta per chiudere aggravando in modo forse irreparabile l’intero sistema della formazione musicale italiana; si pensi a città significative sotto il profilo musicale come Ancona, Caltanissetta, Catania, Gallarate, Livorno, Lucca, Modena e Carpi, Pavia, Ravenna, Reggio Emilia ….Sul finire della scorsa legislatura, un disegno di legge con l’obiettivo di un graduale assorbimento del nostro personale nello Stato (già condiviso della Conferenza delle Regioni, e dalle organizzazioni dei Comuni e delle Province, ANCI e API), era stato approvato in Commissione alla Camera in attesa di ritornare al Senato: poi il Capo dello Stato ha sciolto le Camere ….”

Da quali provvedimenti, secondo lei, si deve partire per recuperare una situazione così difficile?

“Innanzitutto nel contesto della razionalizzazione dell’intero Sistema, occorre provvedere con urgenza all’immediato salvataggio di questi Istituti, anche con il contributo essenziale delle rispettive Regioni, alcune delle quali stanno dimostrando interesse e volontà in tal senso.”

La tavola rotonda sarà un’importante occasione di confronto tra tutte le realtà legate alla formazione musicale in Italia.

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