Commenta

'El va…'l birocc', ricordo del giornale satirico anni '20

el-va-el-brocc

‘El va…’l birocc’. Mal rilegato, qualche pagina un po’ sbrindellata, io ancora conservo (caro dono dell’amico giornalista Lelio Mancini!) questo giornale, di cui si è perso il ricordo, ma che al suo tempo godette momenti di successo. La sua uscita era attesa con timore, misto a … palpitante speranza.

Leggendolo noi oggi, abituati a sapori piccanti, con il palato ormai corazzato, con gli occhi avvezzi a nudità quasi integrali di uomini e di donne, lo sentiamo sapido, un po’ ingenuamente goliardico, ricco, sì, di belle caricature ma nel complesso piuttosto scialbo. D’altra parte, si regge soprattutto sulla satira relativa a personaggi noti (noti allora, ma ingoiati ormai dalle sabbie mobili del tempo): personalità vive, autorevoli signori operanti in città, passeggianti lungo i corsi, frequentatori assidui di bar o di teatri (i cui nomi correvano di frequente sulle labbra delle signore), protagonisti talora di avventure galanti, la cui fama si è (nel tempo!) andata dissolvendo. Passati ormai tutti ‘a miglior vita’, solo alcuni hanno lasciato traccia di sé nelle cronache cittadine: qualcuno, a livello nazionale; uno o due, conosciuti al di là delle Alpi. Abbiamo stilato una specie di graduatoria di quelli più frequentemente citati e li abbiamo allineati: da quelli meno bersagliati dalle frecce satiriche dei redattori delle varie rubriche, fino al primo.

In basso troviamo due Sindaci di Cremona: Attilio Botti e Tarquinio Pozzoli. Il primo, socialista, operaio tipografo, in carica come primo cittadino dal 1914 al 1920 (gli anni della guerra e del primo dopo-guerra),  e  il secondo, comunista, in carica solo dall’ottobre 1920 al giugno 1921. Nella nostra classifica ascendente appare ora il prof. Alessandro Groppali, docente universitario, appartenente ad una delle famiglie più stimate della città, personalità di rilievo, presidente del Consiglio provinciale e degli Istituti ospedalieri. Seguono, nell’ordine, l’onorevole socialista massimalista Giuseppe Garibotti, autorevole sostenitore del movimento cooperativistico (sarà bandito dalla nostra città dopo la “marcia su Roma”); Giacomo Munaro, funzionario della Amministrazione provinciale, giornalista; l’on. Guido Miglioli, deputato cattolico, ‘agitatore’, promotore delle “Leghe bianche”.

In cima all’elenco, assai più in alto di tutti, sta Roberto Farinacci, presente in quasi ogni numero con caricature, poesiole, notizie varie, lettere (di lui, o a lui attribuite), barzellette, facezie, canzonature …, sempre alla ribalta, insomma, da ‘fascista della prima ora’.

Queste le sue parole: “Chi era fascista il 23 settembre del 1919? Io solo, con Mussolini; gli altri sono venuti dopo”.

Il settimanale ‘El va… ‘l birocc’ indirizzava pure i suoi strali anche su altri orizzonti nazionali ed internazionali.  Esemplificativa fu l’apparizione sulle sue pagine di una falsa necrologia, in versi, riguardante Francesco Giuseppe, il vecchio sovrano asburgico deceduto qualche anno prima (1916),  di cui tra poco si sarebbe celebrato l’anniversario della morte. Nella parte finale di quella satirica commemorazione si annunciava con soddisfatto disprezzo:

Bella, immortale Italia,

Terra di gloria carca,

E’ morto al fin, allegrati,

E’ morto il reo monarca.

Il bieco e turco satiro,

Il vecchio Imperator!

Gianfranco Taglietti


© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti