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Terapie anticoagulanti Un convegno sabato a palazzo Cittanova

MARIANI ecc-evid

In occasione della XV Giornata Nazionale del paziente anti coagulato, sabato 21 settembre si terrà a Cremona (Palazzo Cittanova – ore 9) un importante convegno dal titolo “RIPENSARE L’AIPA ALLA LUCE DEI NUOVI FARMACI ANTICOAGULANTI ORALI”. La giornata di studio è aperta a tutti: organizzata da Feder AIPA e AIPA sezione di Cremona in collaborazione con Azienda Ospedaliera di Cremona, è patrocinata da Comune di Cremona, Asl della provincia di Cremona, Provincia di Cremona, Camera di Commercio e Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Cremona.

L’AIPA (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), nata a Padova nel 1987, è un’organizzazione volontaria presente su tutto il territorio nazionale e ha come scopo principale il sostegno e l’assistenza ai pazienti in terapia con farmaci anticoagulanti. La sezione di Cremona, fondata da Giuseppe Miglioli e oggi presieduta da Emilia Giordano, festeggia quest’anno i 20 anni di attività e – da sempre – coopera attivamente con il Centro Emostasi e Trombosi dell’Azienda Ospedaliera Cremonese diretto da Sophie Testa.

Il Centro segue 4452 pazienti in terapia anticoagulante orale con farmaci antivitamina K e sono già una decina i pazienti in trattamento con i nuovi farmaci. L’organizzazione del centro – dal 2002 – è in rete telematica con il territorio e, attualmente, sono 15 le sedi periferiche collegate – 13 con i gruppi di Medici di Medicina Generale e due case di riposo – dove afferiscono direttamente il 33% dei pazienti.

Come spiega Sophie Testa “Le novità terapeutiche per i pazienti sono molte e importanti e, soprattutto, determinano e determineranno un cambiamento dell’attuale sistema gestionale.  In generale, così come per tutti i trattamenti farmacologici, si devono considerare 3 elementi principali che, non solo condizionano la scelta del trattamento, ma che ne definiscono i vantaggi ed i rischi. La valutazione e la scelta individualizzata del farmaco anticoagulante deve prendere in considerazione i criteri di efficacia,  sicurezza, e tipologia di gestione del paziente.

L’uso scorretto o inadeguato dei farmaci anticoagulanti orali comporta una maggiore incidenza di complicanze. I nuovi impegni per l’Associazione, anche alla luce dei diritti sanitari dei pazienti, dovranno essere molteplici rivolti a: 1) favorire gli aspetti informativi/educazionali anche utilizzando le nuove tecnologie per migliorare le comunicazioni;  2) rendere disponibile vademecum specifici per singolo farmaco e tesserini identificativi per i pazienti; 3) supportare la ricerca nel campo dei trattamenti antitrombotici, al fine di migliorare l’efficacia degli stessi; 4) partecipare attivamente ai tavoli tecnici di politica sanitaria regionale e nazionale”.

La terapia con anticoagulanti orali rappresenta il trattamento più efficace in numerose condizioni cliniche quali la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare, la fibrillazione atriale e le protesi valvolari cardiache. Come in tutto il mondo occidentale anche nel nostro paese l’utilizzo di farmaci anticoagulanti è in costante aumento. Se oggi in base alle attuali conoscenze non possiamo considerare il monitoraggio di Laboratorio come uno strumento routinario per la gestione del paziente in NOA, evidenziamo però le necessità sanitarie del paziente in trattamento con i nuovi farmaci anticoagulanti.

Tali necessità sanitarie sono rappresentate da una visita medica iniziale nella quale siano determinate le corrette indicazioni o le eventuali controindicazioni farmacologiche e le visite periodiche di follow up, che possono avvenire con cadenza trimestrale. Il paziente deve essere informato ed educato alla corretta e costante assunzione del farmaco e dovrà essere adeguatamente preparato per essere sottoposto ad interventi chirurgici o a procedure invasive, quali ad esempio colonscopie o biopsie.

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