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Fondo Eridano, Provincia pronta a conferire immobili per altri 35 milioni

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Foto Francesco Sessa. A sinistra la commissione Affari istituzionali

Immobili per altri 35 milioni di euro potrebbero essere conferiti dalla Provincia al Fondo Immobiliare Eridano, l’operazione di valorizzazione del patrimonio che l’amministrazione Salini ha varato lo scorso dicembre, con operatività piena da aprile 2013. Ma non gli immobili scolastici, parte cospicua del patrimonio immobiliare dell’ente che Salini preferisce tenere in piena proprietà in virtù della specifica destinazione d’uso oltre che di maggiori possibilità di ricevere finanziamenti europei per la manutenzione. Se ne è parlato in commissione Affari Istituzionali convocata da Giuseppe Trespidi, sostenitore della prim’ora dell’operazione finanziaria, grazie alla quale l’ente ha potuto ridurre la propria esposizione debitoria di 10 milioni di euro alleggerendo le passività di bilancio e disponendo di maggiori risorse liquide. Per le manutenzioni degli edifici scolastici, ad esempio, molte delle quali appaltate in questo periodo. 75 milioni circa il valore del patrimoni immobiliare della Provincia non ancora conferito al fondo, immobili scolastici esclusi.

La Provincia resta l’unico sottoscrittore del Fondo, con immobili conferiti inizialmente per 40 milioni di euro. Tre di questi (caserme carabinieri di Casalmaggiore e di Cremona Viale Trento e Trieste e immobile di corso Vittorio Emanuele 28 con gli uffici dell’Ato) sono già stati venduti, incamerando liquidità. Altri enti pubblici o fondazioni operanti nell’ambito pubblico potrebbero acquisire quote ma non si sono ancora concretizzati nuovi ingressi. Il Comune di Cremona ci sta pensando seriamente e ha stilato una lista di immobili, per circa 25mila euro. Non è da escludere che il processo sia rallentato sia per le valutazioni del caso da parte del Fondo, sia per gli ostacoli posti dalla Sovrintendenza su Palazzo Grasselli, che il comune aveva già tentato invano di vendere all’asta. C’è poi il Comune di Romanengo che sta perfezionando con il Fondo la cessione delle ex scuole elementari (500mila euro di valore) e poi in una fase più arretrata, i comuni di Soncino, Isola Dovarese e l’Unione comuni di Casalbuttano. Come noto è invece finita nel nulla la trattativa con la Fondazione Zucchi Falcina di Soresina.

Altri immobili che la Provincia intende conferire al Fondo a breve termine sono l’immobile ex Dorotee dove si sta completando la ristrutturazione per farne sede distaccata dell’Einaudi (cucina e corso Alberghiero) e il terreno a Crema su cui realizzare il polo del Racchetti (liceo classico ed ex magistrali) oltre alla cucina dell’Istituto Sraffa.

L’operazione di finanza immobiliare sembra quindi aver fatto del bene alle casse pubbliche dell’ente. Che adesso paga 1 milione 830 mila euro all’anno in affitti al Fondo, per poter usufruire di immobili che una volta erano propri. Ma in compenso non ha più le spese di gestione, di manutenzione, di assicurazione e le spese generali. Pare che Cremona sia stata una delle prime province ad attuare la formula, raccomandata anche da una pronuncia della Corte dei Conti del 2012, che invitava gli enti pubblici a valorizzare i propri beni con operazioni che consentissero conservazione e manutenzione del patrimonio pubblico. Il direttore generale Marina Ristori  ha inoltre sottolineato la trasparenza delle procedure seguite, a cominciare dalle modalità di individuazione della sgr (la Prelios), tramite gara pubblica nonostante il Codice degli Appalti non ne prevedesse l’obbligo.

Il Fondo – ha sottolineato Salini –  fa pure risparmiare la Provincia sul fronte degli stipendi: 45 mila euro l’anno, più spese di trasferta, era il costo dell’assessore Giuseppe Fontanella, dimessosi da inizio anno e diventato presidente del Comitato consultivo del Fondo. Con un compenso annuo di 30mila euro omnicomprensivo. Agli altri componenti del Comitato (Ristori, Bellotti, Salini, Ghizzoni) non va invece nessun gettone.

Nel giro di immobili della Provincia, in previsione c’è l’utilizzo dell’ex Genio Civile di corso Vittorio Emanuele per gli uffici giudiziari e il trasloco egli uffici provinciali di Via Dante nell’ex Provveditorato.

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