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Tamoil, l'8 ottobre parte procedura fine impianti

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Finalmente c’è una data per l’avvio della procedura che consentirà di smantellare la raffineria e con questo sperare di voltare pagina rispetto alle possibilità di un riutilizzo dell’area. L’8 ottobre si terrà a Roma la conferenza di servizi per l’approvazione del progetto di dismissione dell’impianto. Un avvio molto atteso dal territorio, legato strettamente alla possibilità di una reindustrializzazione. La notizia è stata data nell’ambito dell’Osservatorio Tamoil svoltosi venerdi 20 settembre all’Arpa, alla presenza dei rappresentanti dello stabilimento (ingegneri Gilberti e Lanza), dei tecnici di Urs e Saipem che stanno svolgendo l’opera di bonifica e monitoraggio, oltre che dei rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore all’Ambiente Francesco Bordi, il senatore Luciano Pizzetti e  il consigliere regionale Agostino Alloni. Sono state illustrate le risultanze delle attività di monitoraggio svolte dall’ultima campagna, in primavera, fino allo scorso agosto, nelle quali si conferma l’assenza di ulteriori fuoriuscite dai serbatoi rispetto al dato storico e un progressivo abbassamento delle quantità di sostanze estratte col sistema pump & treat. Sono risultate pulite le falde intermedia e profonda; la superficiale mostra idrocarburi in diminuzione. “I dati stanno a dimostrare che il sistema posto in essere funziona”, spiega Bordi. “Anche i piezometri posti in riva a Po mostrano la non contaminazione della falda superficiale, cosa importante perchè sta a dimostrare che non c’è nuovo inquinamento. Il soil gas sono rientrati sotto i limiti”.

Ma i fruitori delle aree sportive a ridosso della ex raffineria dovranno aspettare ancora un bel po’ per tornare ad usufruire degli impianti senza l’ingombro di macchinari e sistemi di monitoraggio. I lavori continueranno ancora due anni circa . “Il che rappresenta il minore dei mali – commenta Bordi – Perchè abbiamo evitato l’interdizione dell’area: Credo che a nessuno dispiaccia se i tempi dovessero allungarsi un po’n a questo fine. Non abbiamo inventato nulla, sono state solo messe in atto le migliori tecnologie disponibili”. Tra l’altro Tamoil ha affermato di aver raddoppiato il numero di serbatoi a cui è stato applicato il doppio fondo.

Resta il problema occupazionale. Di pochi giorni fa la richiesta di Alloni alla regione affinchè venga convocato il Tavolo di monitoraggio sia sulle questioni occupazioni che ambientali. A questo punto potrebbe essere indetto dopo l’8 ottobre, quando se ne saprà di più sui tempi di dismissione. Sempre dopo quella data ci sarà un’altra riunione dell’Osservatorio.

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