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Natura e cultura sulle due sponde del fiume Oglio

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Una giornata su imbarcazioni, biciclette e a piedi per far conoscere e valorizzare l’ambito fluviale dell’Oglio. Si è svolta domenica 22 settembre, a cavallo tra le province di Cremona e Brescia un confine segnato dal corso d’acqua. Giornata organizzata dall’Associazione Amici Fondazione Civiltà Bresciana della Bassa e del Parco dell’Oglio, presieduta da Dezio Paoletti. Al sodalizio che ha sede a Quinzano sono iscritti anche cremonesi provenienti dal territorio e dalla città. Primo presidente del sodalizio è stato il consigliere regionale Vittorio Sora, promotore del Parco dell’Oglio cui, alcuni anni fa, è stato dedicato il ponte di Bordolano-Quinzano. Circa 150 i partecipanti, provenienti dal Bresciano e dal Cremonese, che si sono dati appuntamento sulla spiaggia di Acqualunga, frazione di Borgo San Giacomo e sul ponte di Castelvisconti. Meta finale era la “Colonia” di Pontevico posta nel territorio cremonese di Robecco. Tre gommoni e alcune imbarcazioni, accompagnati da una barca della Protezione Civile di Pontevico, hanno percorso chilometri di fiume, in mezzo alla natura che spesso offre panorami veramente suggestivi, facendo sosta nell’antico borgo di Monticelli d’Oglio dove il botanico Eugenio Zanotti ha illustrato le rarità che crescono lungo il corso d’acqua.

Dal ponte di Castelvisconti è partito un nutrito gruppo di ciclisti che, guidato da Giuseppe Rossetti di Corte de’ Cortesi, vicesindaco e guardia ecologica volontaria Oglio Nord, e dal collega Gev Luigi Pizzamiglio, ha fatto sosta a Bordolano, ospite del proprietario Sergio Bonfiglio per una prima tappa. Qui il robecchese Angelo Locatelli ha illustrato la storia della villa attraverso i secoli, dal primo nucleo fatto edificare da Nicolò Sfondrati -vescovo di Cremona nel 1560, cardinale nel 1583 e papa nel 1590-1591- per la sorella che era andata in sposa ad un Crotti.

La villa attuale venne costruita nell’aspetto attuale nel 1676. Il giardino è del ‘700 periodo in cui vi pose mano l’architetto cremonese Giambattista Zaist che apportò modifiche pure alla villa. Questa, in seguito, passò agli Anguissola d’Altoè e, nel 1876, ai nobili Zaccaria di Cremona che, nel 1905 acquisirono il titolo di Marchesi per estinzione dei marchesi Pardo della Casta con cui erano imparentati attraverso il casato Manfredi. Al casato Zaccaria appartenne Sant’Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Chierici Regolari di San Paolo meglio conosciuti come Barnabiti, delle suore Angeliche di San Paolo converso, dei Maritati di San Paolo per l’impegno laicale dei coniugati.

Altra sosta dei ciclisti si è avuta a Monasterolo, frazione di Robecco d’Oglio, dove lo stesso Locatelli ha spiegato la formazione del toponimo dovuta ad un monastero di benedettini che qui avevano possedimenti con monastero e chiesa detti di San Michele. Un moncone di torre del XIII secolo appartenente a detto luogo è ancora presente presso l’attuale cimitero. E’ stata visitata pure una parte della cascina “Castello”. Monasterolo ha dato i natali a Innocente Gramignola, uno dei Mille di Garibaldi. Pure gli escursionisti che hanno optato per la passeggiata a piedi, sotto la guida del robecchese Angelo Compiani, da Bordolano alla Colonia avevano partecipato, in precedenza, all’illustrazione della frazionedi Robecco.

Ultima tappa, solo per i ciclisti, la chiesa della Disciplina di Pontevico che ha avuto come relatrice Laura Guitti.

La promozione turistica del fiume, iniziata alle ore 9 del mattino si è conclusa alle ore 13 con un pranzo presso i vecchi locali della Colonia dove si sono potuti ascoltare brani classici eseguiti dal pianista Stefano Marzanni. All’esterno una mostra raccontava la storia del fiume: dalle piroghe ai mulini natanti, dai cavatori di ghiaia e sabbia alla balneazione.

L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Provincia di Brescia e del Parco Oglio Nord, l’adesione del Parco Oglio Sud e le collaborazioni di diversi comuni rivieraschi.

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