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Casa occupata Lunedì Amore incontra il Comitato antisfratto

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AGGIORNAMENTO – Incontreranno assessore e tecnici comunali lunedì prossimo 7 ottobre, i rappresentanti del Comitato Antisfratto che questa mattina hanno occupato la palazzina comunale di via Platina 52. “Posso anche capire l’esigenza di velocizzare le pratiche burocratiche- spiega l’assessore ai Servizi Sociali Luigi Amore – ma su alcune questioni è la legge che impone di seguire determinate procedure, ad esempio c’è la norma sulla residenza di almeno 5 anni. Comunque lunedì l’ingegnere Pagliarini ed io incontreremo due rappresentanti del Comitato per spiegare come stanno procedendo le manutenzioni degli alloggi comunali. Per quella palazzina in particolare, non è vero che gli appartamenti potrebbero essere assegnati subito. Abbiamo da poco assegnato i lavori a una ditta di Casalbuttano vincitrice del bando (il finanziamento è comunque molto vecchio, ndr) e quando scadranno i 30 giorni per l’assegnazione definitiva i lavori potranno cominciare. 20 – 25 alloggi contiamo di poterli assegnare entro la fine dell’anno, complessivamente entro il mandato ne vogliamo assegnare un’ottantina. Teniamo però presente che non tutte le situazioni sono uguali. Il Comune ha poco meno di 150 alloggi sfitti, ma alcuni di essi, circa 25, sono in condizioni di manutenzione pessime, sia perchè sono stati molto trascurati dalle manutenzioni ordinarie negli addietro, sia perchè gli inquilini li hanno lasciati in condizioni disastrose.

L’occupazione delle case popolari di via Platina da parte del Comitato Antisfratto di Cremona è iniziata nella mattinata di sabato 5 ottobre. Alla finestra, ragazzi con la maschera di Anonymous hanno esposto uno striscione ‘Contro crisi e austerità assediamoli. Verso la sollevazione generale’. La palazzina al civico 52, angolo con via Aporti, è costituita da undici alloggi vuoti. E’ inserito  dal Comune in un progetto di riqualificazione che ha la finalità dell’immissione sul mercato delle case a canone sostenibile.

Gli attivisti coinvolti nella protesta sono una decina del centro sociale Dordoni, capitanati dal leader storico Mario Bini. Sul posto anche gli agenti della Digos. “Vogliamo – hanno spiegato i militanti – far entrare in queste case vuote e abitabili già oggi pomeriggio alcune famiglie difficoltà, anche con bambini, che si sono rivolte al nostro sportello di via Mantova. Veri e propri casi sociali, spesso disperati, che secondo noi non hanno avuto la dovuta attenzione da parte del Comune. Invitiamo tutti a venire, abbiamo bisogno di gente che ci dia una mano a pulire a sistemare gli appartamenti”.

Nel volantino distribuito per strada viene annunciata un’assemblea pubblica, presso lo stabile, per domani domenica 6 ottobre alle ore 16, per “poter decidere insieme le future iniziative del comitato; invitiamo anche eventuali singoli e /o famiglie che vivono il problema abitativo ad intervenire all’assemblea per incontrare i volontari ed esporre il prioprio caso”.

Lo stabile in questione era stato oggetto di un bando emesso dal Comune per l’affidamento di  alcuni lavori agli appartamenti, in modo da renderli più idonei agli usi di edilizia sociale. Per il Comitato antisfratto però gli alloggi sono utilizzabili già allo stato attuale, senza bisogno di ulteriori modifiche, considerata l’estrema urgenza di trovare un  tetto per tante  famiglie in attesa.

L’iniziativa arriva a pochi giorni da un’altra protesta. Contro la legge di riforma delle Aler, infatti, il Comitato ha manifestato il 3 ottobre scorso.  “Questa manovra – hanno affermato i militanti in un comunicato – farà si che il cittadino perda quel già precario rapporto diretto con chi offre loro un servizio in quanto tali uffici in quanto non saranno più presenti presidi sul territorio se non in minima parte. Con un’unica sede centrale a Milano appare più che evidente che il cittadino sarà ridotto ancor più a mero utente, un numero come tanti altri”. Secondo il Comitato a Cremona ci sono “900 famiglie circa in attesa di un alloggio popolare; più di 2000 gli appartamenti sfitti in città; 970 circa gli appartamenti di proprietà comunale in gestione Aler; 30 circa gli alloggi assegnati durante l’ultimo bando. Sono questi i numeri di un mala gestione del patrimonio pubblico finalizzata ancora una volta a creare profitto piuttosto che aiutare i cittadini. Sono centinaia gli appartamenti già ristrutturati e pronti per ospitare famiglie in città ed è ora che vengano assegnati tutti”.

LA RIFORMA DELL’ALER: CREMONA CON MANTOVA

Un’unica Aler per Cremona e Mantova, per un totale di 7431 alloggi gestiti. E’ una delle sette sedi della nuova agenzia (non più azienda) per l’edilizia residenziale che sopravviveranno alle attuali 13 sedi, commissariate in base alla nuova proposta di  legge regionale presentata dal gruppo consigliare Pdl in Regione.

“In particolare – spiega Luca Del Gobbo, relatore della proposta – vi è una maggiore semplificazione nella governance pur garantendo la partecipazione. Tutto questo con una sensibile riduzione del numero di Aler, che passano dalle attuali 13 a 7 Agenzie, mentre un discorso a parte va fatto per il “caso  Milano”, con un numero di alloggi di proprietà vicino alle 60 mila unità (59.904), a cui si aggiungono i 30 mila alloggi gestiti per conto del Comune, per il quale abbiamo pensato ad una soluzione ad hoc”.

La governance viene totalmente ridisegnata attraverso l’introduzione del Comitato Strategico, composto da 7 membri, di cui 5 di nomina regionale (uno di diritto alla minoranza) e due indicati direttamente dagli Enti Locali, a riconferma di un pieno coinvolgimento dei Comuni. Per i componenti del comitato strategico non è prevista indennità ma solo un gettone di presenza. Quindi,  la presenza di un Amministratore Unico, in luogo dei cinque attuali, che insieme al Direttore Generale, dovrà garantire una gestione più snella, con risparmi significativi e maggiore efficacia. Viene inoltre introdotto il criterio dei costi standard, per la prima volta in questa materia.

Ultimo presidente dell’Aler Cremona è stato Mino Jotta (Pdl); direttore generale è attualmente Maurizio Boldori. Il Comune di Cremona sta valutando in queste settmane se rinnovare la convenzione per la gestione di circa 800  alloggi dati all’Aler, oppure se gestirli direttamente.

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Commenti
  • cremonese

    LA CASA E’ UN DIRITTO,LASCIARLE VUOTE E’ UN INSULTO VERSO LA CITTADINANZA.

  • Marco

    Finalmente qualcuno che fa veramente qualcosa per risolvere problemi della gente. Se uno non ha una casa e ce ne sono tante sfitte, perchè deve rimanere per strada ? Bravi ragazzi ero scettico fino a un po’ di tempo fa su questo comitato, ma ho visto che state facendo la cosa giusta!

  • 1977

    bravi, speriamo che il comune dia ascolto alle esigenze dei cittadini.

  • perchè non andate a occupare anche il seminario vescovile di via milano?visto i pochi”nuovi”preti è quasi completamente vuoto!ci starebbe dentro tutta cremona!oppure le case sfitte dei signorotti cremonesi che le lasciano cosi per non pagare le tasse?

  • Assuf

    Amiamoli: copyright libero, aperto e gratuito.

  • lorenzo

    l’occupazione di un bene di proprietà altrui è un reato quindi gli occupanti a termini di legge sono delinquenti che di conseguenza vanno perseguiti.
    Poi a titolo personale spero che cerchino di resistere allo sgombero che sicuramente ci sarà: qualche manganellata non gli farà certo male (non troppe se no poi gli si fa la bua e vanno a piangere)

  • sara

    lorenzo spero che in futuro prossimo di ritrovarti senza casa.. te lo meriteresti.
    comunque grandi ragazzi! la solidarietà è un’arma!

  • sara

    lorenzo spero in futuro prossimo di ritrovarti senza casa.. te lo meriteresti.
    comunque grandi ragazzi! la solidarietà è un’arma!