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Palazzo bar Flora alla Fondazione Città di Cremona

flora

L’intera palazzina in stile liberty  del bar Flora, storico locale pubblico di Cremona, entra a far parte del patrimonio della Fondazione Città di Cremona, che  venerdì 4 e sabato 5 ottobre apre  le porte della propria sede di piazza Giovanni XXIII con una serie di iniziative per far conoscere le attività a favore del welfare cremonese. La notizia della donazione è stata data dal presidente Giacomo Spedini nel suo discorso di benvenuto davanti ad una folta platea di rappresentanti istituzionali e attori del welfare. Il fabbricato donato da Grazia Raspagliesi  è costituito da sette appartamenti  oltre all’esercizio pubblico all’angolo tra corso Vittorio Emanuele via Monteverdi. Nel recente passato, altre donazioni significative sono state quelle di Ada Seghizzi, cui è stata intestata la quarta palazzina dell’Istituto geriatrico.

I festeggiamenti continuano questa sera,  sabato 5 ottore, alle ore 21 in  Sala Rodi di S.Maria della Pietà (piazza Giovanni XXIII) con il Concerto di San Francesco del Coro Costanzo Porta. Dalle ore 21 alle 23 la sede della Fondazione Città di Cremona sarà aperta alla cittadinanza per consentire la visita alla mostra “I luoghi della Carità cremonese”.  La mostra, curata da Tiziana Cordani,  resterà aperta fino al 10 gennaio 2014 nei seguenti orari: giorni feriali ore 9.00 – 12.00 e 15.00 – 16.00. Per gruppi e scolaresche su prenotazione: tel. 0372/421011 – segreteria@fondazionecr.it.

Tra i partecipanti alla giornata inaugurale, anche il consigliere regionale Pdl Carlo Malvezzi:  “E’ indispensabile, oggi, promuovere nuovi modelli di welfare, che assicurino forme di compartecipazione tra pubblico e privato a servizio dei bisogni della collettività. La Fondazione Città di Cremona ne è un esempio lungimirante. L’occasione di questo festeggiamento – ha proseguito Malvezzi – ci dà modo di riflettere sulla radice culturale che ha generato la spinta di solidarietà di cui è intessuta la Fondazione. Gli impulsi alla condivisione, alla solidarietà e all’aiuto nascono da valori universalmente riconosciuti, patrimonio della cultura cristiana ed europea, primo dei quali è la dignità e l’intangibilità della vita. Essere qui, oggi, ci permette di farne memoria così da poterlo vivere”.

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