Un commento

Strage migranti, presidio piazza Roma per l'asilo europeo

presidio

Un presidio di solidarietà in piazza Roma per i morti nel mediterraneo, a pochi giorni dalla strage di migranti davanti a Lampedusa. Lo organizza lunedì 7 ottobre ai giardini dalle 18 alle 19 il Tavolo della Pace di Cremona con l’adesione di Caritas Diocesana di Cremona e Amnesty International Gruppo Cremona. “Invitiamo tutte le realtà organizzate, tutte le cittadini e i cittadini, ad aderire all’Appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo”, spiegano gli organizzatori. “Non possiamo restare indifferenti e silenti di fronte alla tragedia di Lampedusa”, dicono Rosita Viola, Daniela Polenghi e Carla Bellani.

Ecco l’appello per l’apertura di un canale umanitario fino all’Europa per il diritto d’asilo europeo

Ai Ministri della Repubblica, ai presidenti delle Camere, alle istituzioni europee, alle organizzazioni internazionali

A cadenza ormai quotidiana la cronaca racconta la tragedia che continua a consumarsi nel mezzo del confine blu: il Mar Mediterraneo.
Proprio in queste ore arriva la notizia di centinaia di cadaveri raccolti in mare, ragazzi, donne e bambini rovesciati in acqua dopo l’incendio scoppiato a bordo di un barcone diretto verso l’Europa.
Si tratta di richiedenti asilo, donne e uomini in fuga da guerra e persecuzioni, così come gli altri inghiottiti da mare nel corso di questi decenni: oltre 20.000.

Lo spettacolo della frontiera Sud ci ha abituato a guardare l’incessante susseguirsi di queste tragedie con gli occhi di chi, impotente, può solo sperare che ogni naufragio sia l’ultimo. Come se non vi fosse altro modo di guardare a chi fugge dalla guerra che con gli occhi di chi attende l’approdo di una barca, a volte per soccorrerla, altre per respingerla, altre ancora per recuperarne il relitto.
Per questo le lacrime e le parole dell’Europa che piange i morti del confine faticano a non suonare come retoriche.

Perché l’Europa capace di proiettare la sua sovranità fin all’interno del continente africano per esternalizzare le frontiere, finanziare centri di detenzione, pattugliare e respingere, ha invece il dovere, a fronte di questa continua richiesta di aiuto, di far si che chi fugge dalla morte per raggiungere l’Europa, non trovi la morte nel suo cammino

Si tratta invece oggi di “esternalizzare” i diritti. Di mettere la bando la legge Bossi-Fini e aprire invece, a livello europeo, un canale umanitario affinché chi fugge dalla guerra possa chiedere asilo alle istituzioni europee in Libia, in Egitto, in Siria o lì dove è necessario (presso i consolati o altri uffici) senza doversi imbarcare alimentando il traffico di essere umani e il bollettino dei naufragi.
Nessun appalto dei diritti, nessuna sollevazione di responsabilità ai governi europei, piuttosto la necessità che l’Europa si faccia veramente carico di evitare queste morti costruendo una presenza diretta e non terza che, fin dall’interno dei confini africani, possa permettere a chi chiede protezione di non morire, di chiedere asilo, per poi accogliere sul suolo europeo chi fugge ed esaminare qui la sua domanda.

Alle Istituzioni italiane, ai Presidenti delle Camere, ai Ministri della Repubblica, chiediamo di farsi immediatamente carico di questa richiesta.
Alle Istituzioni europee di mettersi immediatamente al lavoro per rendere operativo un canale umanitario verso l’Europa.
Alle Associazioni tutte, alle organizzazioni umanitarie, ai collettivi ed ai comitati, rivolgiamo l’invito di mobilitarsi in queste prossime ore ed in futuro per affermare IL DIRITTO D’ASILO EUROPEO

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Commenti
  • bungatore

    Non possiamo, non vogliamo, non è opportuno aggiungere nulla alla parola “ vergogna” pronunciata da Papa Francesco.

    Ma l’uomo della strada si deve chiedere il perché si possano verificare fatti e misfatti che la storia umana registra e poi spesso accantona : ma non può dimenticare.

    L’uomo della strada si chiede se , a monte della sua cultura ci stiano fatti ed insegnamenti ( o mancati insegnamenti) che hanno determinato , direttamente o per derivazione, il succedere di fatti anche gravi.
    La cronaca impietosa ( ma anche doverosa) ci sottopone immagini che nessuno avrebbe mai voluto vedere.

    Assistiamo, quasi impotenti , alle migrazioni di popoli che , a casa loro, trovano solo distruzione e guerre.
    Ma non sappiamo bene cosa fare.

    O meglio lo sappiamo ma non lo facciamo: il che è anche peggio.
    In un passato non molto lontano siamo andati a casa loro ( es: il corno d’Africa) ed abbiamo seminato la morte anche con mezzi proibiti , il gas mortale ( nessuno si ritenga estraneo) .
    Altri popoli sono ancora colpiti da questo dispensatore di morte atroce ( e solo da poco il problema viene affrontato).
    Ma quando qualcuno delle popolazioni colpite si azzarda a sbarcare sui nostri lidi , viene trattato come intruso ed anche “internato” per accertamenti.

    In Italia sappiamo bene cosa è successo: una legge inadeguata non concede nulla o poco , nel tempo, a chi cerca rifugio dalla persecuzione in patria.

    Ma anche l’Europa non scherza: una legislazione di dubbia efficacia impone che il richiedente asilo sia “trattato” solo nel paese in cui approda.

    Non si tien conto che molti migranti cercano subito il collegamento con parenti già presenti e sistemati in aree del Nord Europa.
    E torno a ripetere : non è che in questi ultimi anni abbiamo lasciato emergere le equazioni “ immigrato=clandestino” “immigrato=delinquente” “ immigrato= diversamente uomo”..??

    Si è imposta una cultura passata ed anche propagandata per indefinibili progetti politici.

    E per concludere: pochi sanno che l’Italia e L’Europa, nei prossimi 50 anni avrà bisogno di almeno 200 milioni di persone attive per il riequilibrio della sua popolazione.
    Popolazione altrimenti destinata alla lenta decadenza demografica, ma non solo.

    Potrebbe sembrare un ragionamento cinico, ma è solo una constatazione derivante da studi a vari livelli di diverse discipline.
    Infine : non vi dice nulla che sui barconi della morte trovino posto molte donne, anche incinte, bambini e uomini in giovane età.??
    Noi invece siamo diventati un popolo “ vecchio” perseguitato dalla recessione materiale e morale.

    Una nota consolante: almeno il dieci per cento degli introiti dell’INPS proviene da versamenti connessi al lavoro di immigrati.
    E contribuiscono al pagamento anche della nostra pensione.
    Ma a molti non basta.
    Forse li vorrebbero solo schiavi.