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'Tumore al seno non è malattia unica' Novità del simposio

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200 oncologi da tutto il mondo per il  quinto Simposio Internazionale “Primary Systemic Treatment of Operable Breast Cancer”, tenutosi a Cremona. Il punto su argomenti e notizie emerse nei due giorni del congresso internazionale è stato fatto in mattinata da Simona Mariani, Direttore Generale Azienda Istituti Ospitalieri di Cremona, Alberto Bottini, Responsabile Patologia Mammaria Breast Cancer Center Cremona e Clifford A. Hudis, Presidente ASCO (American Society Of Clinical Oncology). “E’ finita l’epoca in cui il tumore della mammella veniva considerato una malattia unica – ha detto Alberto Bottini – la ricerca ci ha permesso di capire che anche tumori apparentemente simili, sono estremamente diversi da un punto di vista molecolare e che, dunque, non possono essere assoggettati indistintamente a tutte le terapie possibili”. Nella due gorni gli esperti hanno presentato in anteprima mondiale due test rivoluzionari che consentono di prevedere con maggiore precisione l’evoluzione della malattia, permettendo di capire già in fase di diagnosi o durante il trattamento la validità della cura senza attendere l’intervento, con l’obiettivo di fornire al paziente il trattamento terapeutico più efficace. “Negli ultimi decenni il trattamento chirurgico di questa patologia è divenuto sempre più conservativo favorendo interventi meno invasivi a operazioni mutilanti. In tal senso la chemioterapia preoperatoria o neoadiuvante – ha affermato Alberto Bottini – sta prendendo sempre più piede, dal momento che presenta numerosi vantaggi rispetto al classico trattamento adiuvante/post operatorio”.
Anticipare il trattamento chemioterapico permette di controllare meglio la risposta del paziente. La terapia preoperatoria consente di ridurre il volume della massa tumorale rendendo l’intervento più efficace, meno demolitivo, e aumentando le possibilità di conservare la mammella. Infine riduce l’estensione di tumori inoperabili, permettendo interventi curativi.
Per le donne di età superiore ai 35 anni il tumore al seno è ancora la prima causa di morte: una patologia che nel mondo registra 1 milione di nuovi casi l’anno, 42 mila dei quali in Italia. Oggi nel nostro paese 1 donna su 13 è a rischio tumore: con il 41% dei casi diagnosticati nella fascia d’età compresa tra 0-49 anni, il 35% tra i 50 e i 69 anni e il 21% oltri i 70 anni. Tuttavia la mortalità è in continua diminuzione. Un numero crescente di pazienti arriva alla guarigione e l’aspettativa di vita è in costante aumento: oltre l’85 dei malati sopravvive dopo i 5 anni dalla diagnosi, grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più mirate ed efficaci.

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Commenti
  • mancio

    non abbiamo solo i violini, non lasciamoci scappare queste eccellenze. Bravo Dott. Bottini.