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Autonomi cremonesi a Roma, in via Platina "immediato e grave pericolo per l'incolumità"

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Attivisti del centro sociale Dordoni arrivati Roma, dove nel pomeriggio di sabato 19 ottobre è prevista la manifestazione dei Movimenti per il diritto alla casa di tutta Italia. Manifestazione a cui ha aderito il sindacato Usb, oltre ai centri sociali, ai movimenti no tav e alle forze  dell’ultra-sinistra. Il pullman su cui viaggiava il gruppo cremonese  – protagonista in città del blitz del 5 ottobre, che ha portato all’occupazione dell’immobile di via Platina 52 – era stato fermato dalla Polizia a Ravenna, come avvisava un tweet di prima mattina, con perquisizioni e controlli. Poi, attorno alle 11,30 nuovo controllo alle porte della capitale. La tensione a Roma è elevata: già venerdì le forze dell’ordine avevano trovato un mezzo carico di bastoni e mazze; nella notte hanno sequestrato altri oggetti atti ad offendere e hanno eseguito ulteriori fermi, tra cui alcuni appartenenti all’area anarco-insurrezionalista. Per i fermati è stato disposto il foglio di via obbligatorio.

Intanto in via Platina sono stati rimossi gli striscioni del comitato antisfratto / Csa Dordoni dalla finestra, ma non è ancora stata data esecuzione all’ordine di sgombero immediato emanato dal sindaco Oreste Perri il 14 ottobre scorso. Nella casa stazionano ancora alcune persone, probabilmente attivisti del comitato.  L’ordinanza del sindaco parla di “sgombero immediato”, in considerazione di vari elementi di pericolo. Si parla ad esempio di “consistente pericolo per l’incolumità degli occupanti”, come risulta dalla relazione del settore Lavori Pubblici, da cui si evince che “i solai risultano inadeguati e non in grado di sopportare carichi permanenti ed accidentali; le canne fumarie a servizio delle caldaie non rispondono alle caratteristiche previste dalle norme di sicurezza degli impianti a gas; gli impianti elettrici sono inadeguati e privi di dichiarazione di conformità; i parapetti della scala condominiale non hanno caratteristiche di resistenza sufficienti”. Si fa riferimento al testo unico degli Enti locali che attribuisce al sindaco la responsabilità di attuare “provvedimenti anche contenigibili e urgenti al fine di prevenire ed eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.

Una situazione non di poco conto, quella di via Platina, visto che sono “applicabili alla fattispecie le ipotesi di cui all’art. 50 comma 5 e 54 comma 4 del D.lgs. 267/2000” che tra l’altro parla di “immediato e grave pericolo per l’incolumità degli occupanti” e necessità di rimuovere “i pericoli esistenti ma anche i futuri danni”. Inoltre c’è una “situazione igienico-sanitaria nella quale si trovano gli occupanti, stante la mancanza di acqua, corrente elettrica, tale da far ragionevolmente ritenere che il pericolo di danno può solo aggravarsi, con ripercussioni anche sulla salute degli occupanti”. L’ordinanza fa anche riferimento a potenziale pericolo per “coloro che vivono e operano nell’ambiente circostante qualora vengano utilizzate attrezzature non conformi a norma quali stufe a gas per il riscaldamento”.

L’esecuzione del provvedimento di sgombero necessita dell’intervento delle forze dell’ordine coordinate dal Questore.

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  • Oggi in Piazza c’erano studenti e precari, coloro che lottano in difesa dei territori, dei beni comuni, per la conquista del diritto all’abitare. Non “ultra-sinistra”.

    C’erano i coordinamenti No Inceneritore, i comitati per l’acqua pubblica, famiglie con bambini che lottano quotidianamente per avere un tetto sopra la testa, NoTav scesi dalle valli e NoMuos provenienti dalla Sicilia.

    Oggi in Piazza c’eravamo tutti… e ci siamo ancora.

    Accampati a Porta Pia, muovendo assedio ai Palazzi del Potere, affermando a gran voce che vogliamo “una sola grande opera: casa e reddito per tutti”.

    Precisiamo inoltre che non siamo stati fermati a Ravenna (segnalavamo solo il fatto che i ravennati fossero stati controllati e in seguito rilasciati) e che al controllo che abbiamo subito al casello Roma Nord non abbiamo avuto complicazioni.

    Controllo eseguito per mano di chi tenta di creare un clima di terrore, sperando di poter far perdere di vista i contenuti che la manifestazione voleva esprimere. Ma così non è stato.
    Compatti e determinati ci siamo presi Porta Pia e stiamo ancora assediando i Palazzi del Potere.

  • luciano

    Avete avuto il vostro piccolo momento di gloria che via ha fatto uscire dalla mediocrità quotidiana e adesso? Adesso per un poco potrete trovarvi al vostro centro sociale sponsorizzato da un noto ristorante cremonese a bervi birra e a vantarvi di avere “assediato i palazzi del potere”. Ma chi vi considera? Mentre voi vivete la vostra vita precaria il mondo va avanti… Certo che se vi vestiste in modo umano magari un lavoretto qualcuno ve lo darebbe anche
    PS per cortesia qualcuno di voi mi delucida su quale attività lavorativa svolge Bini?

    • Egregio Sig. Luciano dalle sue affermazioni emerge una sua totale estraneità e ignoranza sui fatti sui quali pretende di esprimere giudizi. Primo punto direi quello dello sponsor, “noto ristorante cremonese”, questa tra le svariate pseudocalunnie che negli anni ci sono piovute addosso non l’avevamo ancora sentita, in quanto alla birra se lei è così triste da non avere nessuno con cui godersi una birretta il fine settimana la invitiamo anziche a rosicare e scrivere sproloqui a raggiungerci di persona in Via Mantova 7 per informarsi di come stanno veramente le cose e magari, perchè no? Anche per bersi una birretta. Invito che rivolgiamo anche a tutti gli/le altri/e cremonesi e non che avessero delle perplessità sulle nostre attività.
      Fossi in lei inoltre sarei (e lo sono) molto più preoccupato per come viene gestita l’informazione (della quale pare lei usufruisca) sul nostro territorio, infatti leggendo qua sopra non si è chiesto quando mai per andare da Cremona a Roma si passi per Ravenna? Infatti non ci siamo mai passati ed il nostro pulman è stato perquisito una sola volta alle porte di Roma come molti altri. Gli striscioni da Via Platina sono stati tolti la sera del giorno seguente l’occupazione (nonostante i media riutilizzino sempre le stesse foto) e non certo per paura dello sgombero, nella palazzina tuttora risiedono diverse famiglie in difficoltà, nessuna persona facente parte del Comitato Antisfratto del CSA Dordoni o di altre organizzazioni vivono all’interno della palazzina. Ma queste cose si sa fa più comodo raccontarle diversamente da come sono.

      PS: il Sig. Bini svolge la professione di artigiano restauratore, spero che ora che ne è a conoscenza possa essere più sereno, proprio come lo siamo noi 🙂