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Concertistica sulla Grande Guerra con orchestra Rai e Abbado

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Nel 2014 ricorre il primo centenario dalla prima guerra mondiale, un avvenimento dalla portata universalmente deflagrante, che comportò un cambiamento nell’assetto geografico, politico, economico, culturale, tecnologico, comunicativo del mondo intero, con il conseguente crollo della supremazia della “vecchia Europa”.

Considerata dai suoi contemporanei come l’evento che avrebbe segnato la fine dell’umanità, la Grande Guerra si situa nella storia del genere umano come una sorta di spartiacque tra ‘800 e ‘900: legata ancora al secolo precedente, soprattutto per la mentalità e il modo in cui fu combattuta, la prima guerra mondiale fu di fatto il primo conflitto di massa che la storia ricordi e sancisce così il vero inizio del ‘900.

Anche per questo motivo il XX secolo fu definito dallo storico Eric J. Hobsbawm “il Secolo breve”, iniziato proprio nel 1914 con lo scoppio della Grande Guerra: “il grande edificio della civiltà ottocentesca crollò tra le fiamme della guerra mondiale e i suoi pilastri rovinarono al suolo”.

Il primo conflitto mondiale fu, dunque, prima di tutto un evento catastrofico tale da creare una profonda crisi che coinvolse ogni aspetto dell’umanità. Una crisi dalla quale, tuttavia, il genere umano volle e seppe risollevarsi più forte. Si potrebbe così affermare che la crisi avvenne anche in senso etimologico: il verbo krino in greco antico significa giudicare, non solo nel senso di dare un giudizio ma anche nel senso di riflettere, valutare, mettendo(si)in discussione. La Grande Guerra, dunque, ha messo in discussione il mondo e il suo status quo, facendo sì che il mondo stesso riflettesse sulla propria condizione e si rinnovasse.

Quindi catastrofe, riflessione e rinnovamento: ecco tre punti cardine che hanno indirizzato la scelta dei programmi per la Stagione Concertistica 2013-2014. Accanto ad essi, come d’abitudine, celebrazioni di vario tipo: omaggi a specifici compositori, a brani nell’anniversario della loro prima esecuzione, ed uno in partciolare a William Shakespeare nel 450mo dalla nascita.

Gli ex abbonati alla Stagione Concertistica 2012/13 potranno esercitare il diritto di prelazione al posto da lunedi 4 e sino a sabato 9 novembre; i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti da sabato 11 novembre a venerdi  15 novembre; mentre i biglietti per i singoli concerti andranno in vendita da sabato 16 novembre

IL PROGRAMMA

martedì 10 dicembre 2013, ore 20.30

Trio Diaghilev

Mario Totaro, Daniela Ferrati, pianoforti

Ivan Gambini, percussioni

La Valse di Maurice Ravel

Un Americano a Parigi di George Gershwin

La Sagra della primavera di Igor Stravinskij (in occasione del primo centenario dalla prima esecuzione assoluta)

Iniziando la propria stagione nel 2013, il Teatro Ponchielli ha scelto di celebrare il primo centenario dalla prima esecuzione assoluta de La Sagra della primavera di Igor Stravinskij, avvenuta nel maggio 1913. La proporrà il Trio Diaghilev, una formazione che sta acquisendo sempre maggiore fama in Italia e in Europa per le sue coinvolgenti esecuzioni di grandi capolavori, trascritti per due pianoforti e percussioni. Sempre in tema di danza e legati al novecento, gli altri due brani del concerto inaugurale: La valse di Ravel, nato come brano coreutico per i Ballets Russes di Sergej Diaghilev, e una suite da Un Americano a Parigi di George Gershwin, compositore americano etremamente influenzato da autori europei e che visse in prima persona l’orrore della prima guerra mondiale, a cui reagì componendo alcune tra le musiche più spensierate del ‘900.

martedì 14 gennaio 2014, ore 20.30

Orchestra da Camera di Mantova

Omar Tomasoni, tromba solista

Alexander Lonquich, direttore e pianoforte solista

Concerto n.17 in sol maggiore per pianoforte e orchestra K.453 di Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore D.485 di Franz Schubert

Concerto n.1 in di minore per pianoforte, tromba e orchestra d’archi op.35 di  Dmitrij Šostakovič

Torna al Ponchielli “l’accoppiata” Orchestra da Camera di Mantova/Alexander Lonquich, che ormai quasi dieci anni fa aveva stregato il pubblico cremonese con l’integrale dei concerti per pianforte e orchestra di Mozart. E torna proponendo un interessantissimo programma tra classico e novecento: si inizia proprio con un concerto di Mozart, il virtuosistico K 453 in sol maggiore, a cui seguirà la Sinfonia n.5 di Schubert, un omaggio del giovane compositore austriaco al classicismo soprattutto mozartiano. A concludere il programma un brano di rara esecuzione, ma di grande fascino: il Concerto n.1 per pianoforte, tromba e orchestra d’archi di Šostakovič, in cui l’autore fa emergere una forte vena ironica (affidata alla tromba soprattutto), assieme ad una accentuata liricità (ruolo del pianoforte).

lunedì 27 gennaio 2014, ore 20.30

Orchestra da Camera Italiana

Salvatore Accardo, direttore e violino solista

Cinque pezzi per violino e archi di Fritz Kreisler (in occasione del Giorno della Memoria)

La Campanella  di Niccolò Paganini (dal Concerto per violino e orchestra n. 2 in si minore)

Quartetto in mi di Giuseppe Verdi (trascrizione per orchestra d’archi)

(in occasione dell’anniversario della morte di Verdi)

Un gradito ritorno al Teatro Ponchielli è quello di Salvatore Accardo, che si esibisce in questo caso nella doppia veste di direttore e solista con l’Orchestra da Camera Italiana, da lui stesso fondata, unendo i migliori (ex-)allievi dell’Accademia Stauffer. Il programma é altamente significativo in ogni sua parte: si comincia con i Cinque pezzi per violino e archi di Fritz Kreisler, autore di origine ebraica, inserito per celebrare il Giorno della Memoria che ricorre il 27 gennaio di ogni anno. Il secondo brano é di un autore così tanto legato al nome di Salvatore Accardo che non poteva mancare: Niccolò Paganini, di cui verrà eseguita La Campanella dal Concerto n.2 per violino e orchestra. Per chiudere, un omaggio a Giuseppe Verdi nel giorno della sua morte, avvenuta a Milano il 27 gennaio 1901: la trascrizione per orchestra d’archi dell’unico Quartetto d’archi scritto dal grande operista.

Questo concerto si inserisce all’interno di una serie di iniziative, di cui faranno parte anche i concerti “Omaggio a Cremona”, promosse dalla Fondazione Walter Stauffer per celebrare il quarantesimo anniversario dalla scomparsa del suo fondatore.

venerdì 7 febbraio 2014, ore 20.30

Giovanni Bellucci, pianoforte

Confutatis maledictis

Lacrimosa

(da Requiem K626) di Wolfgang Amadeus Mozart/Franz Liszt

Sinfonia n.5 in do minore op.67 di Ludwig van Beethoven/Franz Liszt

Sonata n.17 op.31 “La tempesta” di Ludwig van Beethoven (in occasione dei 450 anni dalla nascita di W. Shakespeare)

Elegia n.4 “Turandots Frauengemach” di Ferruccio Busoni

Parafrasi sulla Suite da “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn di Franz Liszt (in occasione dei 450 anni dalla nascita di W. Shakespeare)

Per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Ponchielli uno degli artisti della tastiera più interessanti degli ultimi decenni: Giovanni Bellucci, che proporrà un programma ricco di temi e di spunti d’ispirazione. Si inizia con un omaggio a Beethoven: una trascrizione di Liszt di due momenti dal Requiem di Mozart, eseguito in occasione della morte del compositore di Bonn. Si prosegue con Beethoven/Liszt e la trascrizione per pianoforte della Quinta Sinfonia, con il celebre tema del “destino che bussa alla porta”, che qui si vuole intendere la porta dell’umanità sconvolta dal tumulto della guerra mondiale. Del compositore tedesco, Bellucci eseguirà anche la Sonata n.17 op.31 “La tempesta”, in omaggio a William Shakespeare per i 450 anni dalla nascita. Una breve incursione nel ‘900 avverrà attraverso l’Elegia n.4 dall’opera Turandot, scritta da Busoni proprio durante la prima guerra mondiale. In chiusura un’altra trascrizione lisztiana, in questo caso dal Sogno di Mendelssohn, altro esplicito omaggio al Bardo di Avon.

mercoledì 19 febbraio 2014, ore 20.30

Nikolaj Znaider, violino

Robert Kulek, pianoforte

Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore op.96 di Ludwig van Beethoven

Divertimento dalla Suite de “Il Bacio della Fata”di Igor Stravinskij

Quattro Pezzi per violino e pianoforte op. 7 di Anton Webern

Sonata n.3 op. 108 di Johannes Brahms

Una delle più recenti esibizioni di Nikolaj Znaider è stata definita “benedetta dalla sua maturità, vitalità, sensibilità”, a conferma della straordinaria affermazione internazionale a cui è giunto il non ancora quarantenne violinista danese. A Cremona per la prima volta, con il suo Guarneri del Gesù “Kreisler” (1741), e accompagnato al pianoforte da Robert Kulek, Znaider si esibirà in un programma che comprende alcuni dei brani più significativi della letteratura violinistica: la Sonata per violino e pianoforte op.96 di Beethoven, dalla poetica linea melodica; il Divertimento da “Il bacio della fata” di Stravinskij; i Quattro Pezzi per violino e pianoforte op. 7 di Weber, considerati degli aforismi musicali per la loro essenzialità; la Sonata n.3 op.108 di Brahms, in cui il compositore sperimenta alcune particolarità compositive pur entro una struttura tradizionale.

giovedì 27 febbraio 2014, ore 20.30

Alexander Lonquich, pianoforte

Carolin Widmann, violino

Nicolas Altstaedt, violoncello

Trio per pianoforte, violino e violoncello D 929 (op.100) di Franz Schubert

Trio in la per pianoforte, violino e violoncello di Maurice Ravel

(in occasione del primo centenario dalla composizione)

Tre affermati solisti, abituali protagonisti delle principali stagioni dei maggiori teatri e festival internazionali, hanno deciso di unirsi e dare così vita ad un sodalizio di altissima qualità artistica ed interpretativa. Un Trio d’eccezione che proporrà due grandi capolavori scritti per questa formazione: il Trio D 929 (op.100) di Schubert, una delle sue “celestiali lunghezze”, secondo una famosa definizione di Schumann; e il Trio in la di Maurice Ravel, completato pochi mesi prima dello scoppio della prima guerra mondiale: la sensazione d’angoscia che pervade la composizione non può non far pensare all’imminente catastrofe mondiale.

sabato 15 marzo 2014, ore 20.30

Orchestre des Champs-Élysées

Collegium Vocale Gent

Philippe Herreweghe, direttore

Christina Landshamer, soprano

Maximilian Schmitt, tenore

Rudolf Rosen, basso

Die Schöpfung

(La Creazione)

Oratorio in tre parti per soli, coro e orchestra Hob. XXI:2

di Joseph Haydn

L’Orchestre des Champs-Élysées si dedica principalmente al repertorio che va da metà XVIII secolo al primo XX secolo, approfondito soprattutto con il proprio direttore principale, Philippe Herreweghe, che salirà sul podio del Ponchielli per dirigere l’Orchestre, il coro Collegium Vocale Gent e i solisti di canto in uno dei massimi capolavori musicali di tutti i tempi: La Creazione di Joseph Haydn. Suddiviso in tre parti, l’oratorio ripercorre alcuni momenti della creazione del mondo da parte di Dio: prima quella degli elementi naturali, poi quella degli animali, infine quella dei primi due esseri umani (Adamo ed Eva) non ancora toccati dal peccato originale. L’ideale collegamento con il tema principale della stagione concertistica ’13-’14 è quello di un caos universale (quale la Grande Guerra è stato) da cui però può nasce un nuovo mondo ordinato e una nuova umanità.

venerdì 21 marzo 2014, ore 20.30 – I NUOVI TALENTI

Junge Deutsche Philharmonie

Stefan Asbury, direttore

Renaud Capuçon, violino solista

Preludio dall’opera  “I Predestinati” di Franz Schreker

Concerto per violino e orchestra in re minore (op. postuma) di Robert Schumann

Sinfonia n. 4 in do minore op. 43 di Dmitrij Šostakovič

Come ogni anno, il Teatro Ponchielli dedica almeno un concerto a “I nuovi talenti” per mettere in luce le qualità artistiche di giovani musicisti dalla carriera in ascesa. Anche quest’anno, in rappresentanza dei nuovi talenti, ci sarà un’orchestra, la Junge Deutsche Philharmonie, composta da giovani e talentuosi strumentisti provenienti dalle principali accademie tedesche. A Cremona proporranno la monumentale Sinfonia n.4 op.43 di Šostakovič, composta negli anni ’30 del ‘900, ma eseguita per la prima volta solo negli anni ’60 a causa delle critiche subite dal compositore da parte del Regime Sovietico. Nella prima parte, si unirà alla JDP un altro giovane talento, Renaud Capuçon, uno dei più ammirati violinisti della sua generazione, che proporrà il Concerto in re minore di Schumann, pubblicato come opera postuma ed eseguito per la prima volta addirittura nel 1937.

venerdì 28 marzo 2014, ore 20.30

Quartetto di Cremona

Cristiano Gualco, violino

Paolo Andreoli, violino

Simone Gramaglia, viola

Giovanni Scaglione, violoncello

Quartetto n.13 in si bemolle maggiore op.130 di Ludwig van Beethoven

Quartetto per archi n.3 di Fabio Vacchi

Quartetto n.15 in la minore op.132 di Ludwig van Beethoven

Dopo alcuni anni d’assenza, torna al Ponchielli una delle formazioni cameristiche italiane più apprezzate nel panorama musicale internazionale: il Quartetto di Cremona, che, reduce dall’incisione dei primi due cd dell’integrale di Beethoven, eseguirà ben due composizioni dell’autore di Bonn. Si inizia con il Quartetto n.13 op. 130, proposto qui con il cosiddetto “finale alternativo”, ovvero quello composto da Beethoven in sostituzione della Grande Fuga, e si conclude con il Quartetto n.15 op.132. Come brano centrale, in ideale confronto tra stile classico e contemporaneo, il Quartetto n.3 di Fabio Vacchi, compositore italiano vivente tra i più apprezzati  in tutta Europa.

Questo concerto si inserisce all’interno di una serie di iniziative, di cui faranno parte anche i concerti “Omaggio a Cremona”, promosse dalla Fondazione Walter Stauffer per celebrare il quarantesimo anniversario dalla scomparsa del suo fondatore.

martedì 15 aprile 2014, ore 21.00

Orchestra Sinfonia della Rai di Torino

Roberto Abbado, direttore

Maria Joao Pires, pianoforte solista

Concerto per pianoforte orchestra n.2 in si bemolle maggiore op.19 di Ludwig van Beethoven

Sinfonia n.5 in re maggiore “Riforma” di Felix Mendelssohn

A conclusione della stagione concertistica 2013-2014 è stata invitata una delle orchestre italiane più significative anche nel panorama internazionale: l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, diretta in questo caso da Roberto Abbado. Nella prima parte del concerto, si unirà a loro una delle più affermate soliste della tastiera dei nostri tempi, Maria Joao Pires, che proporrà il Concerto n.2 op.19 di Ludwig van Beethoven. Nella seconda parte, la Sinfonia n.5 “Riforma” di Felix Mendelssohn, una composizione esplicitamente celebrativa e volutamente inserita nel concerto conclusivo della stagione.

PREZZI DI ABBONAMENTI E BIGLIETTI

ABBONAMENTI

Platea e palchi € 223,00

Galleria € 125,00

Loggione €   95,00

ABBONAMENTO STUDENTI

Posto unico numerato €  80,00

BIGLIETTI

Concerti del 10 dicembre, 7 febbraio, 19 febbraio, 27 febbraio, 21 marzo, 28 marzo

Platea e palchi €  20,00 €   18,00*

Galleria €  12,00

Loggione €  10,00

Concerti del 14 gennaio, 27 gennaio,

Platea e palchi €  25,00 €   23,00 *

Galleria €  14,00

Loggione €  11,00

Concerti del 15 marzo, 15 aprile

Platea e palchi €  37,00 €   35,00 *

Galleria €  21,00

Loggione €  15,00

* Riduzione per giovani fino a 25 anni, per gruppi organizzati, per i soci dell’Accademia Italiana degli archi e per i soci del Touring Club Italiano, soci del FAI, per possessori City Card emessa dall’Ufficio Turismo della Provincia di Cremona e per i possessori di Music Card dell’Orchestra da Camera di Mantova.

BIGLIETTO STUDENTI

Posto unico numerato €   8,00

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