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Diocesi, contributi alle scuole paritarie "Per lo Stato un risparmio di 4 milioni"

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Ogni anno circa 500mila euro investiti dalla Diocesi e un po’ meno di 700mila da Stato, Regione e Comuni nelle scuole paritarie diocesane della Cooperativa Cittanova. La somma vale più o meno il 50 per cento dei costi, il resto è a carico delle famiglie. “A conti fatti, c’è un risparmio per lo Stato e gli enti che si aggira attorno ai 4 milioni di euro all’anno”. Sono alcuni dei numeri principali dell’attività della Chiesa cremonese nel mondo scolastico. A menzionarli, in un’intervista pubblicata sul sito web diocesidicremona.it, don Irvano Maglia, delegato episcopale per la pastorale e presidente della Cooperativa Cittanova. “La Diocesi – sottolinea don Maglia – vede nella scuola, in tutta la scuola, statale e paritaria, cioè pubblica non statale, l’ambiente educativo in cui tutti passano e crescono, ragione per la quale sente il dovere di essere presente e offrire il contributo della proposta educativa ispirata al Vangelo. Nella scuola paritaria, che rende possibile la libertà di scelta educativa delle famiglie, la diocesi vede ancora più possibile educare attraverso un’alleanza con la famiglia e la parrocchia. Da qui la scelta di promuovere la Cooperativa Cittanova per la gestione delle scuole diocesane insieme al Seminario (che si occupa del Liceo Vida, ndr) e alle parrocchie che promuovono scuole paritarie”.

Don Maglia si concentra poi – per descrivere come funziona il settore – sulla Cooperativa Cittanova: otto scuole, divise tre in elementari (la Canossa di Cremona, la Maria Immacolata di Soresina e la Maddalena di Canossa di Castelleone) e cinque materne (la Maria Bambina di Vicobellignano, la San Giuseppe di Casalmaggiore, la Beato Vincenzo Grossi di Regona di Pizzighettone, la Maria Immacolata di Soresina e la Maddalenna di Canossa di Castelleone). “La diocesi investe direttamente ogni anno più di 500.000 euro per la gestione, a cui si aggiungono alcune decine di migliaia di euro per la manutenzione degli stabili. Questo a fronte di un investimento, tra Stato, Regione Lombardia e Comuni, di meno di 700.000 euro, circa il 30% dei costi. Il rimanente 50% è a carico delle famiglie”.

“Se gli enti pubblici gestissero gli otto istituti diocesani – prosegue don Maglia – spenderebbero circa 2.098.000 euro per le scuole dell’infanzia e 2.629.575 euro per le scuole primarie. Il costo complessivo sarebbe di 4.627.575 euro all’anno contro un contributo di 693.978,62 euro. Fatta la differenza risultano 3.933.596,37 euro di risparmio per gli enti pubblici. Somma a cui vanno aggiunti i risparmi degli stessi enti relativi alla manutenzione degli edifici”.

“Le scuole paritarie – si legge più avanti tra le parole di don Maglia pubblicate su diocesidicremona.it – garantiscono una possibile diversa opzione educativa per le famiglie, per tutte le famiglie. Sono scuole pubbliche, che costano meno di quelle statali di pari grado, ma sono costrette dallo Stato a chiedere una retta alle famiglie che già pagano le tasse per il servizio scolastico: ragione per la quale chi ha un maggior reddito è facilitato. Ma la maggior parte delle famiglie degli alunni delle scuole paritarie diocesane fanno sacrifici per permettersi di esercitare il diritto di libera scelta educativa. In ogni caso in questo periodo di crisi economica la diocesi va incontro a quanti si trovano in difficoltà. Sono oltre cinquanta le famiglie che usufruiscono di un aiuto sulle 750 che hanno iscritto i figli alle nostre scuole”.

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Commenti
  • asdf

    UN RISPARMIO PER LO STATO ?!
    E UN COSTO PER LO STATO CHE NON DOVREBBE METTERE NEANCHE UN’EURO NELLE VOSTRE SCUOLE!!!
    LE SCUOLE PUBBLICHE STANNO CADENDO A PEZZI!
    LA SCUOLA PARITARIA NON E’ UNA SCUOLA PUBBLICA!

    • bet

      mi piacerebbe fare un confronto tra gli stipendi dei dipendenti delle scuole paritarie e quelli, già risibili, delle scuole statali.