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Sfratti più difficili Piccoli proprietari pronti alla battaglia

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Piccoli proprietari immobiliari sul piede di guerra contro le nuove norme sull’esecuzione degli sfratti, emendate nel corso del dibattito in Parlamento (Camera dei Deputati) qualche giorno fa. Nel testo originario dell’articolo che riguarda questa materia (all’interno della legge 102 del 31 agosto) è stata inserita la disposizione che prevede che “le prefetture-uffici territoriali del Governo adottano misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto”. Un dibattito caldissimo, su un tema che dopo anni di tranquillità apparente, è esploso anche a Cremona con l’occupazione dell’immobile sfitto di via Platina, da parte del comitato Antisfratto.

Luca Curatti, presidente Uppi Cremona

“È evidente a tutti – comunica l’Uppi provinciale di Cremona, presieduto da Luca Curatti, riprendendo le posizioni nazionali  – la gravità della misura approvata che consente il sostanziale esproprio degli immobili dati in locazione. Il potere conferito alle prefetture senza la definizione di alcun criterio e limite temporale rappresenta una palese ingerenza sulle decisioni dei giudici in materia di sfratto e una altrettanto evidente compressione del diritto di proprietà, i cui titolari, oltre a subire le già lunghe attese prima di poter ottenere il rilascio degli immobili locati, saranno costretti a sobbarcarsi anche i relativi oneri senza l’introito del compenso per la locazione in corso. Le realtà esistenti nella provincia italiani rispetto a quella dei grandi centri urbani, non abbisognano di provvedimenti di questo tipo, gravissimi  in relazione a diversi aspetti: innanzitutto la sostanziale inutilità nelle città ove le abitazioni sono disponibili, i canoni già da anni si sono ridotti: con ciò la proprietà immobiliare ha già dato il proprio contributo al problema dell’abitare. Provvedimenti di questo tipo costituiscono il “colpo di grazia” finale al mercato immobiliare già in profonda sofferenza per la mancanza di investimenti. Fatto quest’ultimo che incide gravemente sul settore economico delle costruzioni che è fondamentale e trainante per l’intera economia nazionale.

“L’avere introdotto poi – aggiunge Gabriele Bruyére, presidente nazionale UPPI –  il concetto della morosità incolpevole costituisce una violazione ai più elementari e basilari principi di diritto, giustizia ed equità. Cosa sarà – si chiede l’Uppi –  questa morosità incolpevole, chi la valuterà, come verrà applicata? Insomma un principio totalmente sconosciuto e contrario alle più elementari nozioni su cui si basa non solo l’ordinaria vita civile ma anche l’ordinamento giuridico e la stessa Costituzione. Ci batteremo in ogni luogo e sede – conclude l’associazione dei piccoli proprietari –  perché tali principi non possano essere introdotti e vengano definitivamente esclusi da qualsiasi norma o disposizione”.

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