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Tribunale, detenuti digitalizzano fascicoli dell'archivio di Crema

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Tema dell’accorpamento al centro dell’attenzione di un incontro organizzato questa mattina nella sala polifunzionale del tribunale alla presenza del presidente Ines Marini, del presidente di sezione penale Pio Massa, del giudice Pierpaolo Beluzzi e dei sindaci di Cremona e Crema Oreste Perri e Stefania Bonaldi. A circa 50  giorni dall’accorpamento, la presidente ha voluto ringraziare tutti colori che hanno collaborato fattivamente alla buona riuscita dell’operazione, un intervento che ha comportato la ricerca di spazi per i giudici e per il personale, il trasloco degli arredi da Crema a Cremona, il  trasferimento di migliaia di fascicoli, “senza perderne neppure uno”, ha sottolineato la presidente, e rispettando i tempi previsti. “Sono stati trasferiti 4.800 procedimenti civili, 720 penali e 2.200 procedimenti dell’ufficio gip gup”. La presidente si è poi soffermata sul problema inerente l’archivio, cioè i fascicoli relativi a cause definite ma che non possono ancora essere smaltiti. “Il Comune, in questo senso, ha dato un aiuto sia in termini di risorse che di spazi”. “Ma il trasloco dei fascicoli cartacei”, ha detto Marini, “è comunque un’operazione complessa perché sono migliaia. Per questo motivo si è pensato alla digitalizzazione degli archivi, cioè di trasferirli su cd con l’aiuto dei detenuti del carcere di Cremona”. “Per questo”, ha continuato la presidente, “il trasloco dell’archivio di Crema per il momento e sospeso”. “Quella della digitalizzazione”, ha spiegato, “è una soluzione rivoluzionaria con una adesione entusiastica del ministro della Giustizia”. Sono 14 i detenuti che hanno già iniziato la formazione per la digitalizzazione al centro Digit del carcere di Cremona. Già nel 2007 i detenuti cremonesi scansionarono 70mila pagine del processo sulla strage di Piazza Fontana poi riversate in un dvd. Per il processo su un’ altra strage, quella di piazza della Loggia a Brescia, con la digitalizzazione fecero risparmiare allo Stato un milione di euro, perche’ ogni fascicolo era composto da un milione di pagine e in versione cartacea costava 45 mila euro. Poi e’ toccato ai processi Unipol e Telecom. Un’altra novità, illustrata dal giudice Beluzzi, è il progetto Digit Smart city, che consente sistemi di tele presenza i quali permettono a testimoni e ad altri soggetti di partecipare a distanza alle udienze e a collegarsi direttamente al processo in corso. In più ci saranno fascicoli digitalizzati che faciliteranno il lavoro anche agli avvocati. Insomma, una cittadella giudiziaria interamente informatizzata all’insegna del risparmio di costi e di tempi.

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