Un commento

Bimbi prematuri, venerdì incontro con medici e operatori

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Venerdì 15 novembre incontro aperto con gli operatori di Ostetricia e Ginecologia e dell’Utin dell’Ospedale di Cremona.

In Italia 5000 bimbi nascono prima della 37a settimana di gestazione. Un problema che trova soluzione grazie alle cure praticate nelle Unità di Terapia intensiva neonatale come quella di Cremona. Professionalità e tecnologie avanzate garantiscono la salute dei piccoli pazienti. Non solo. Ad essere fondamentali sono affetto e dedizione con un occhio di riguardo agli aspetti emozionali e psicologici che coinvolgono i genitori. Ecco perché il 15 novembre chi lo desidera può incontrare i medici e visitare il percorso nascite dell’ospedale cittadino. Per saperne di più rispetto alle nascite premature e conoscere le potenzialità assistenziali e terapeutiche dei servizi. Conoscere aiuta a non aver paura ed affrontare ogni situazione di difficoltà con risolutezza. Sono previste due visite guidate, la prima alle ore 15 mentre la seconda alle ore 16.

LE CURE MIGLIORI PER I BIMBI PREMATURI

Qual è l’incidenza delle nascite pretermine?

Ogni anno nel mondo nascono pretermine circa 15 milioni di bambini, in Italia sono circa 5000 (circa il 7% delle nascite) e la prematurità è diventata la principale causa di mortalità infantile e di disabilità congenite sia nei paesi sviluppati sia in via di sviluppo. In circa la metà dei casi la causa rimane sconosciuta, tuttavia esistono delle condizioni di rischio che aumentano questa possibilità.

Condizioni di rischio che aumentano la possibilità del parto pre-termine

Condizioni fetali:

– sofferenza fetale;

– gravidanza multipla;

– anomalie congenite;

Condizioni materne:

– età materna avanzata (>35 anni);

– scelte di vita (fumo di sigarette anche passivo, alcool, abuso di droghe);

– la storia ostetrica pregressa puo influenzare una gravidanza successiva( TC, un bambino di basso peso o pretermine, una storia di poliabortività materna, MEU, condizioni genetiche );

– patologie materne preesistenti o insorte durante la gravidanza: malattie croniche (diabete, ipertensione arteriosa, epilessia) malattie del sangue (anemia), infezioni materne (CMV, Toxplasmosi), malattie mentali;

– Complicanze legate alla gravidanza: iperemesi gravidica che si protrae oltre il primo trimestre, polidramnios, oligoidramnios, alterazioni della crescita fetale, placenta previa, distacco di placenta, rottura prematura delle membrane, sensibilizzazione RH in madri RH negative e feto RH positivo;

gravidanza oltre il termine.

Quando un parto viene definito pretermine?

La gravidanza dura mediamente da 37 a 42 settimane. Quando il parto si verifica prima del compimento della 37a settimana di età gestazionale la nascita è considerata pretermine. Se la nascita avviene prima della 28a settimana di gravidanza è considerata estremamente prematura.

Cosa succede in UTIN quando un bambino nasce prima?

Appena nasce un bambino prematuro viene posto in incubatrice per garantire il controllo della temperatura e ricostruire artificialmente l’utero della mamma; si posiziona all’interno del “nido” realizzato con materiali morbidi e gli si fa indossare il cappellino e dei piccoli abiti che servono a creare il senso di contenimento e i limiti del proprio corpo.

Di cosa hanno bisogno questi neonati?

A causa dell’immaturità, questi bambini hanno bisogno di monitoraggio continuo delle funzioni vitali, per cui i genitori vedono dei sensori collegati ad apparecchiature; e nel caso in cui non siano in grado di alimentarsi autonomamente necessiteranno di tubicini per l’infusione per via venosa di miscele di nutrimenti. Se il bambino non è in grado di respirare autonomamente possono essere necessarie delle mascherine o delle nasocannule per mantenere una pressione positiva continua nei polmoni durante tutto il ciclo respiratorio, ma nei casi più gravi il bambino viene intubato e collegato ad un respiratore automatico.

Quali sono i rischi?

Il neonato pretermine presenta un organismo che non ha completato il suo sviluppo, più prematuro è il parto e maggiore è il rischio di sviluppare complicanze. I principali problemi a cui va incontro comprendono: difficoltà a mantenere un’adeguata temperatura corporea, a respirare e ad alimentarsi. Inoltre più bassa è l’età gestazionale e maggiore è il rischio infettivo per una riduzione dei sistemi di difesa immunitari. Le infezioni possono essere contratte dalla madre o dopo la nascita dall’ambiente esterno. Le complicanze più diffuse sono enterocolite necrotizzante, retinopatie, emorragie cerebrali, apnee, cardiopatie.

Come può essere vissuta la genitorialità all’interno UTIN?

I genitori possono accedere al reparto già dall’arrivo del bambino in UTIN, il papà può scattare fotografie da far vedere alla mamma che non può seguire il bambino immediatamente dopo il parto. L’ingresso in reparto a entrambi i genitori è consentito tutti i giorni dalle 15-20. I genitori sono invitati ad stabilire un contatto precoce con il loro bambino, accarezzarlo ed a parlargli dolcemente.

La mamma può in qualche misura accudire il suo bimbo?

Quando il bambino presenta condizioni cliniche più stabili, la madre viene invitata a partecipare in maniera più attiva nella gestione del bambino: fornire il pasto, il cambio del pannolino, l’esecuzione del bagnetto, in questo modo la madre impara a conoscere le abitudini del suo bambino e riesce a sviluppare un maggior senso di sicurezza. Per facilitare gli spostamenti della madre e rendere meno disagevole la permanenza in ospedale sono, inoltre, disponibili due posti letto e una tisaneria.

Come avviene la comunicazione fra operatori e genitori?

La comunicazione in questi casi è molto importante. Per questo il personale è attento alle problematiche psicologiche delle famiglie di questi bimbi: ai genitori vengono fornite quotidianamente informazioni in modo semplice, ma dettagliato riguardo alle condizioni cliniche del bambino e al programma diagnostico-terapeutico.

GENITORI PREMATURI, QUALI  MECCANISMI PSICOLOGICI?

Tutte queste condizioni possono far assumere al bambino un aspetto non gradevole ed aumentare il senso di angoscia e di impotenza nei genitori che gli stanno a fianco. Spesso nei genitori dei bambini prematuri si osservano dei meccanismi psicologici di protezione:

– La negazione: è una fase tipica che caratterizza il recupero da una situazione critica. Equivale a nascondere temporaneamente la realtà e si può manifestare in modi diversi: alcuni genitori assumono un atteggiamento pessimista, con la speranza di proteggersi sul piano emotivo: in caso di morte del bambino, saranno preparati.

– La colpevolizzazione: si presenta come un senso di amarezza generalizzata verso un destino avverso. La rabbia può essere rivolta verso chi viene percepito come più fortunato o verso l’équipe medica. La rabbia può anche essere diretta interiormente, sotto forma di sensi di colpa e biasimo di se stessi. Alcune madri si domandano se abbiano fatto qualcosa che potesse avere causato il parto prematuro. Quasi tutte le mamme sentono in una certa misura che la nascita prematura del bambino è colpa loro.

– Il patteggiamento: Quando non si può fare nulla di razionale per modificare gli eventi, spesso si cerca rifugio nell’irrazionale. Questo è un tentativo di trovare una soluzione magica.
Il patteggiamento fornisce alla persona in crisi la sensazione breve e illusoria di avere la situazione sotto controllo: “Basta che faccia così e così e il mio bambino starà bene.”
Il patteggiamento, così come la negazione, offre un temporaneo rifugio dalla realtà e rappresenta una tecnica di posticipazione che consente all’individuo di affrontare la crisi nella sua interezza solo quando ha acquisito abbastanza forza per accettare la situazione ed addattarvisi.

– L’ elaborazione della nascita prematura: l’accettazione. Il trauma, il rifiuto, la rabbia e il patteggiamento pur essendo, in definitiva, dei modi improduttivi per affrontare la situazione, hanno, se non diventano l’unico meccanismo di risoluzione del trauma, una funzione temporanea utile. Essi danno all’individuo il tempo per assorbire l’evento traumatico in piccole dosi, più facilmente gestibili. Sono delle reazioni a cui ricorrono molte persone nel corso di una crisi, prima di accettare la situazione e di assumere un atteggiamento costruttivo.

Il papà del bambino prematuro si trova in una situazione oltremodo frustrante.
Oltre a condividere le ansie della mamma, spesso è anche preoccupato per lo stato di salute della sua compagna, oltre ad essere l’unico ad avere una certa libertà d’azione e a dover quindi provvedere agli aspetti pratici della situazione. Il papà spesso percepisce un forte senso di colpa, teme di non essersi reso abbastanza utile in casa.

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