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Falchi e colombe, 'Guerra a scapito dei politici locali'

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“Ennesima scalata allo scranno di Berlusconi”. Commenta così l’assessore Francesco Zanibelli, con un post su Facebook, la questione che sta dividendo il Pdl nei cosiddetti falchi e colombe. “Dal ’94 ne ho già viste diverse – scrive Zanibelli, riferendosi alle ‘scalate’ – e sono sempre state guerre relative al fatto che, non potendo avvicinarsi al “sole di Arcore” godendo dei benefici “raggi” in diversi hanno pensato di sostituirlo con altri soli, per usare una metafora. Che sia giusto o sbagliato, questa non è una guerra di cui beneficeranno gli amministratori locali che, casomai, riusciranno a dividersi anziché a collaborare più efficacemente oggi che c’è così tanto bisogno di dedicarsi alla gente e dedicarsi ai gravi bisogni del Paese. Se poi il grande summit romano si dovesse tradurre, come in passato è sempre stato, nel solito momento di acclamazione alla “vogliamoci bene” si otterrà, qualora ve ne fosse bisogno, di rendere ancor meno autorevole il PDL o FI che dir si voglia”.
“Il vero problema secondo me? – continua Zanibelli – Che dopo tanti anni siamo ancora legati alla logica della luce riflessa, della vicinanza al “capo”, degli unti dal signore e via dicendo. Chiaramente non mi riferisco a Berlusconi, o comunque non soltanto a lui. Logiche a cui tutti si sono drammaticamente abituati. Il reclutamento, non solo nei partiti ma in tutte le vicende importanti, spesso (non sempre) avviene in Italia con modalità che nulla hanno a che fare col merito, la preparazione, la disposizione d’animo, le competenze, la propensione al sacrificio e al servizio”.

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