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Un possente "Olandese Volante" per la prima volta al Ponchielli

olandese

La sfida ciclopica lanciata nel Teatro Ponchielli nel voler mettere in scena un’opera difficile come “L’olandese volante” di Richard Wagner è stata vinta. Il nostro teatro può andare orgoglioso dell’opera vista ieri sera: un mix di tradizione tedesca, di modernità (scene, strumentazioni e collocazione storica), di voci straordinarie e di una concertazione spigliata e coinvolgente di Roman Brogli-Sacher (la lunga ouverture coinvolgente e ben leggibile). Insomma un Wagner da godere e, per certi versi, anche molto italiano come l’ha reso il poco più che trentenne regista Federico Grazzini ben assistito nelle scene da Andrea Belli. Unica concessione forse eccessiva, Senta che si spara anzichè gettarsi tra le onde e la collocazione nella stireria (anzichè nella filanda) di Senta invaghita dal ritratto e dalla storia tragica dell’olandese. Ottimo Thomas Hall, davvero un grande interprete wagneriano con il suo olandese volante dalla voce potente e dalla mastodontica presenza scenica.  Bene anche Senta (Elena Nebera), Daland (Patrick Semper) e la Mary della quasi cremonese Nadiya Petrenko. Insomma le voci scelte, quasi perfette nei ruoli e nelle tonalità, hanno supportato questo bel debutto di quest’opera mai rappresentanta sul palcoscenico cremonese. Il coro del circuito, diretto da Antonio Greco, è stato in alcune parti straordinario (ad esempio in chiusura del primo atto o nella stireria) nonostante le difficoltà della lingua: evidentemente si è lavorato molto per raggiungere un simile risultato.

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