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Finita occupazione via Platina, il Prefetto 'Azioni da non ripetere'

antisfratto

AGGIORNAMENTO – Esperienza conclusa in via Platina 52. Il Comitato No sfratto ha liberato la palazzina comunale occupata dal 5 ottobre da un gruppo di famiglie già in lista per una casa popolare. “Abbiamo ottenuto quello che ci eravamo prefissati”, afferma uno dei portavoce del Comitato. Con l’assegnazione di un alloggio popolare agli ultimi quattro nuclei  famigliari rimasti, riteniamo conclusa la necessità dell’occupazione. L’immobile è già stato svuotato, lo riconsegniamo al Comune senza danneggiamenti, anzi, con qualche piccola sistemazione che abbiamo apportato”. Il Comitato ritiene che l’esperienza sia la dimostrazione che “le case esistono, basta volerle assegnare. Lo scopo della nostra iniziativa era anche questo”, affermano,  oltre a dare una soluzione immediata a famiglie che avevano estrema necessità di un tetto.

Dunque non c’è stato bisogno di sgombero forzato per liberare l’immobile, dando ragione alla linea morbida perseguita da almeno una parte della giunta Perri e rappresentata dall’assessore Luigi Amore che ha tenuto quotidiani contatti con Questura e Prefettura sulla questione. La palazzina sta per essere ristrutturata, a conclusione del lungo iter di appalto (i lavori dureranno circa un anno).

IL COMUNICATO DEL COMUNE – “Questa mattina – scrive il Comune in un comunicato stampa – il Comune è rientrato in possesso dello stabile di via Platina, 52 che, il 5 ottobre scorso, era stato occupato abusivamente. L’operazione, condotta dalla Polizia Locale, diretta dal Comandante Fabio Germanà Ballarino e dal Vice Comandante Pierluigi Sforza, è avvenuta con la fattiva collaborazione della Questura. Grazie al lavoro di mediazione condotto nelle scorse settimane dall’assessore alle Politiche Sociali Luigi Amore con i rappresentanti del Comitato Antisfratto e grazie inoltre ai frequenti contatti tra il Sindaco, il Prefetto ed il Questore, mirati a risolvere la situazione per evitare conflittualità ed il ricorso alla forza, gli occupanti hanno lasciato spontaneamente l’edificio. Le forze dell’ordine hanno verificato che tutto avvenisse senza problemi. Risolta nel modo migliore la situazione, l’impresa che si è aggiudicata la gara per la ristrutturazione dell’immobile ha potuto iniziare ad allestire il cantiere e dare corso ai lavori negli alloggi di edilizia residenziale pubblica che potranno così essere sistemati e quindi assegnati in base alle corrette procedure. Dal canto suo l’assessore ai servizi Sociali Luigi Amore, ringraziando il lavoro svolto dalle assistenti sociali e dalla responsabile dell’Ufficio Alloggi, nonché dall’ALER, tiene a sottolineare la necessità che a livello nazionale si debbano prendere iniziative mirate ad affrontare questi fenomeni di disagio per evitare che gli enti locali si trovino poi da soli in tali circostanze. “In ogni caso – rimarca l’assessore – abbiamo sempre agito tutelando innanzitutto chi ha diritto ad avere un’abitazione che viene assegnata in base alle vigenti disposizioni di legge”.

IL COMUNICATO DELLA PREFETTURA – “Nella mattinata odierna – si legge in un comunicato del Capo di Gabinetto della Prefettura – grazie ad un’operazione di polizia congiunta, lo stabile di Via Platina -occupato abusivamente da alcune famiglie fin dal 5 ottobre scorso – è stato totalmente sgomberato consentendo così al Comune di Cremona di tornare nella sua piena disponibilità ed avviare i programmati lavori di ristrutturazione. Soddisfazione è stata espressa dal Prefetto al Sindaco ed agli Organi di polizia sottolineando quanto utile e proficua sia stata la strategia definita dalle istituzioni all’interno del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica finalizzata ad ottenere la restituzione dell’immobile senza giungere necessariamente ad azioni di forza.Particolare merito è stato riconosciuto, in tale contesto, anche all’Assessorato ai Servizi sociali di Cremona per aver condotto una costante azione di ascolto e mediazione che hanno permesso la sistemazione alloggiativa dei nuclei familiari e, quindi, un percorso idoneo per una soluzione incruenta della vicenda. Il Prefetto, al termine della vicenda, ha lanciato un monito alle associazioni affinché non intraprendano altre forme illegali di protesta ed, al contempo, ha auspicato che le Istituzioni del territorio continuino a promuovere idonee iniziative atte a contenere ogni manifestazione di grave disagio sociale”.

Il problema delle politiche della casa non è per niente finito: già nella giornata di oggi gli attivisti del Comitato si sono recati in via Belfiore, 2 dove si sono opposti all’esecuzione di uno sfratto. L’operazione è stata rimandata di 5 mesi. In settimana sono previsti almeno cinque picchetti.

Il picchetto del Comitato in via Belfiore

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