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Stupro di gruppo al Trebbia, imputati cremonesi condannati a quattro anni

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Violenza di gruppo al Trebbia. I due imputati, cremonesi di 40 e 33 anni, sono stati condannati dal collegio del tribunale di Piacenza presieduto da Italo Ghitti con i giudici a latere Elena Stoppini e Maurizio Boselli, ad una pena di quattro anni ciascuno, con le attenuanti generiche. Alla vittima risarcimento danni di 30mila euro. La motivazione della sentenza verrà depositata entro 90 giorni. Gli avvocati difensori aspettano di leggerla per poi eventualmente ricorrere in appello.

Per entrambi gli imputati, il pm Emilio Pisante, che aveva definito l’episodio “un fatto gravissimo”, aveva chiesto sei anni di reclusione. L’episodio risale all’agosto del 2011. A denunciare la violenza era stata una ragazza di vent’anni, anche lei di Cremona. Il fatto era avvenuto dopo che un gruppo di giovani del Cremonese (5 uomini e due donne) aveva raggiunto la zona di Cortebrugnatella per una grigliata. Alla compagnia si erano aggiunti anche gli imputati che non facevano parte del gruppo, ma che frequentavano lo stesso bar e dunque conoscevano la ragazza di vista. Tutti, quella sera, come dirà la vittima a processo, avevano bevuto un po’ troppo. Durante la notte la giovane era stata violentata nella sua tenda. Se ne sarebbe accorta, però, solo la mattina seguente e aveva confidato l’episodio ad una sua amica, anch’essa presente alla grigliata. Successivamente si era fatta visitare in ospedale e poi aveva sporto denuncia. I medici dell’ospedale di Brescia avevano riscontrato tracce di un rapporto sessuale, ma non segni di violenza. Un particolare, questo, su cui ha puntato molto la difesa. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Giovanni Benedini e  Francesco D’Andria, mentre la ragazza era parte civile attraverso l’avvocato Cristina Pugnoli.

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