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Assolda killer per uccidere il marito, 'reato impossibile', assolta

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Era accusata di tentato omicidio perché voleva assoldare un killer per uccidere il marito al fine di ereditarne il denaro e le proprietà. Davanti al gup Letizia Platè è passata la tesi della difesa sul ‘reato impossibile’, e Ilenia, 40 anni, di Crema, ha incassato un’assoluzione piena, chiesta anche dal pm Fabio Saponara. “E’ un reato impossibile”, ha commentato l’avvocato difensore Daniela Danieli, del foro di Como. “Non c’erano i presupposti del reato in quanto la mia cliente aveva semplicemente confidato ad un’amica l’idea di assoldare un killer, ma in realtà la vita del marito non è mai stata in pericolo. C’è stata anzi la provocazione da parte di quest’ultimo, che ha voluto assecondare la richiesta della moglie, pagando un detective privato per farlo passare come il killer che avrebbe dovuto ucciderlo”.
Quello di Ilenia, che nel novembre del 2011 stava attraversando un periodo difficile, testimoniato anche dalle perizie psichiatriche agli atti, era solo un pensiero, secondo la difesa, mai messo in atto.
Ilenia si era confidata con la sua migliore amica che però aveva riferito tutto a Gianluca, la vittima designata, il quale si era rivolto prima ad un detective privato, che avrebbe dovuto presentarsi a casa della moglie come il killer trovato dall’amica, e poi alla polizia. Il piano di Gianluca, 45 anni, di Crema, commercialista a Milano, era evidentemente quello di incastrare la moglie. Quando il finto killer si era presentato a casa di Ilenia, lei lo aveva creduto la persona trovata dall’amica. «Lo voglio steso, lo voglio morto. Lo aggredisci per rubargli la 24 ore e gli dai un colpo in testa», gli aveva detto, offrendogli un compenso di 5mila euro «per il lavoro». Tutto era stato registrato con una microcamera, e i poliziotti in zona avevano filmato la scena, travestiti da operai.
Quando la donna aveva deciso che «entro venerdì si deve chiudere», il finto killer, d´accordo con gli investigatori, le aveva chiesto un anticipo. L´appuntamento era stato fissato davanti ad un bar di Crema: la donna aveva consegnato 2mila euro e a quel punto erano intervenuti gli agenti di polizia che l’avevano fermata e accompagnata al Commissariato. Nei suoi confronti era scattata una denuncia a piede libero. Successivamente Ilenia era scomparsa per quattro giorni. Era stata ritrovata nel garage di una delle abitazioni di famiglia in stato confusionale. La donna era stata portata in ospedale e ricoverata per ricevere le cure necessarie.
Nel procedimento davanti al gup, Gianluca era parte civile attraverso l’avvocato Sergio Fiori. I due coniugi sono genitori di due bambini di 5 e 8 anni che oggi vivono con il papà che ha la potestà genitoriale temporanea.
“La cosa che mi è pesata di piu”, ha detto Ilenia dopo la lettura della sentenza di assoluzione, “è stata la separazione dai miei figli. Ora ricomincia la vita e combatterò per riavere i miei bambini al mio fianco. Attorno a me si è creato il vuoto sociale e adesso spero che le persone riescano a capire che non è andato tutto come è stato descritto”. Alla fine, per Ilenia, un lungo abbraccio con i genitori che l’aspettavano fuori da palazzo di giustizia.
La motivazione della sentenza sarà depositata entro 90 giorni.

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