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Divorzio Pdl, nuovi equilibri incerti Grignani: 'Incontro con i consiglieri'

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Massima incertezza sui nuovi equilibri che il divorzio in casa Pdl provocherà in Consiglio Comunale. Il capogruppo Luca Grignani ha chiesto la disponibilità di un incontro a tutti i componenti, una compagine variegata in cui figurano ex aennini, laici di Forza Italia e ciellini, intesa come area culturale. “Tutti mi hanno confermato interesse a discuterne – afferma – magari servirà più di un incontro, per capire  quali sono gli orientamenti. Per quanto mi riguarda, sono poco interessato alla bandiera e sto aspettando di conoscere i contenuti che differenziano le due proposte politiche”. La scissione tra alfaniani e berlusconiani è zeppa di incognite, i livelli locali attendono lumi dall’alto e non è neppure ben chiaro quali saranno i passaggi burocratici necessari.  Se a Roma c’è la questione dei rimborsi elettorali a consigliare caldamente il mantenimento in vita almeno formale del Pdl, nelle amministrazioni locali sta crescendo la preoccupazione su come comportarsi in vista delle prossime elezioni. Due gruppi, due simboli, due candidati? Nessuna certezza, neppure sul piano burocratico: “Vanno verificati molteplici elementi – aggiunge Grignani – ma conto sul fatto che siamo tutte persone responsabili e troveremo il modo di confrontarci presto”. Magari già lunedì prossimo, quando è convocato il consiglio comunale che, tra l’altro, vedrà l’ennesima discussione sul tema caldo dei rifiuti. L’attuale capogruppo, e insieme a lui il vicesindaco Nolli, ha già espresso pubblicamente i suoi dubbi sull’accelerazione (onerosa) della differenziata voluta dall’assessore Bordi, il quale però non ha alcuna appartenenza partitica ed anzi su questo tema è molto più vicino alle posizioni del Pd.

Grosso modo lo schieramento attuale in consiglio comunale  nel Pdl vede 4 consiglieri (oltre all’assessore Federico Fasani) vicini a Cl, che a livello nazionale ha scelto il nuovo centrodestra di Alfano, ossia Laura Anni, Roberto Borsella, Leonardo Siri e Carlo Zani; Grignani, Panvini, Ventura e Maschi provengono da An; da Forza Italia invece  Ghidotti, Marussich, Everett. Incerta la collocazione di Padovani e degli ultimi due entrati, Centofanti e Beccari.

Sintomatico del clima di scoramento che stanno vivendo i livelli locali del partito, è lo sfogo del capogruppo Pdl al Consiglio comunale di Milano Alan Rizzi, che ha scritto a Berlusconi una lettera: «Continuo a ricevere telefonate di amministratori milanesi e lombardi. Mi chiedono che senso ha questa iniziativa, che senso ha il loro lavoro. E io, per la prima volta, non so che cosa rispondere. Li perderemo, Presidente, perché non abbiamo saputo valorizzarli e incoraggiarli, supportarli e fare sentire loro che non sono soli. È mio dovere come capogruppo in consiglio comunale a Milano non restare in silenzio e non essere spettatore passivo di ciò che accade nel mio partito, per non mandare in fumo il lavoro di formazione degli ultimi 20 anni»

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