2 Commenti

Rapina al kebab di piazza Roma Fermati un marocchino e un ivoriano

carab-evid

Nella foto: il capitano Propato e il maresciallo D’Alfonso (al centro) e i carabinieri di quartiere

AGGIORNAMENTO – Nel primo pomeriggio di sabato sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto in carcere per rapina aggravata in concorso due diciannovenni, uno marocchino, l’altro ivoriano. Insieme, avevano rapinato nella tarda serata di venerdì il negozio di kebab nei pressi di piazza Roma. La dinamica dei fatti ricostruita dai carabinieri: il marocchino, residente ad Olmeneta ma di fatto senza fissa dimora, intorno alle 22,40 è entrato nel locale assieme all’amico e minacciando il titolare con un coltello estratto da una calza, gli ha intimato di consegnare i soldi. L’uomo dietro al bancone, un turco classe 1989, ha cercato di difendersi  ma i due ragazzi africani si sono avventani su di lui e sono riusciti a far sparire dal cassetto una ventina di euro prima della fuga. Il  turco, ferito lievemente a un dito, ha poi chiamato i carabinieri. Sulla base della descrizione i carabinieri di quartiere sono riusciti attorno alle 13 a individuare i due presso la Casa della Accoglienza, dove viveva l’ivoriano (il marocchino era stato invitato lì dall’amico senza permesso). Sotto il materasso dell’ivoriano, hanno spiegato in conferenza stampa il capitano Livio Propato e il maresciallo Gianni D’Alfonso, è stato ritrovato il coltello utilizzato per la rapina. Proprio l’ivoriano ha cercato di reagire davanti agli uomini in divisa, che lo hanno però bloccarlo. Nella foga del 19enne una porta della struttura è stata danneggiata. Entrambi i giovani (A.Z. il marocchino e K.K.N.S. l’ivoriano)  hanno precedenti specifici. Sono stati portati in caserma e riconosciuti dalla vittima della rapina. Oltre alle accuse di rapina aggravata in concorso e porto abusivo di oggetto atto a offendere, per l’ivoriano è in piedi anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e potrebbe partire una denuncia per danneggiamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • una riprova,se ce ne fosse stato bisogno,di quel che gira all interno della”casa dell accoglienza”.non è il primo e nemmeno sarà l ultimo caso di “ospiti”che a Cremona son molto integrati..con la delinquenza!
    naturalmente il prete che lo gestisce nn saprà nulla…come negli altri casi,ovvio!

  • zaneen de la bala

    casa dei criminali incalliti, altro che casa dell’accoglienza.