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Via Bissolati, ricorso al Tar controil caro-parcheggi

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Approda al Tar la questione degli stalli per la sosta di via Bissolati, dal 1 settembre divenuti tutti a pagamento e senza agevolazioni per i residenti. A presentare ricorso contro le delibere di giunta che hanno modificato i parchimetri e la viabilità, la scorsa estate, è stato il commercialista Giancarlo Potenza, residente in via Bissolati, che da subito aveva manifestato le sue critiche all’assessore Francesco Zanibelli (Traffico e Moblità) ricevendo rassicurazioni sul fatto che il Comune avrebbe risolto la questione, rimaste poi senza esito. Adesso, in prossimità della scadenza dei 60 giorni per appellarsi al Tar è stato depositato il ricorso con istanza cautelare, contro cui il Comune farà opposizione, come deciso in Giunta lo scorso 28 novembre.

Gli atti impugnati sono quelli risalenti a giugno, luglio ed agosto 2013 (quest’ultima un’ordinanza) 2013 che modificano le regole della sosta a pagamento. Gli stalli, passando dalla gestione Aem (con tariffa agevolata mensile di 40 euro per i residenti) a quella di Saba, diventano tutti a pagamento. 300 euro al mese, il conteggio fatto a suo tempo da Potenza, per un residente, senza contare la scomodità di doversi  recare sul posto ogni due ore a inserire le monetine. Poi, il 23 agosto, l’ordinanza che elimina anche gli ultimi 10 stalli non a pagamento nei pressi di via S. Omobono e ne introduce una ventina di nuovi, sempre a pagamento, davanti alla chiesa di san Carlo e di fronte all’ex caserma Manfredini. I residenti speravano che qui si sarebbe potuta ritagliare un’area agevolata per loro, invece niente. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: di qui, la decisione di ricorrere al Tar, anche in considerazione della disparità di trattamento rispetto ai residenti di altre aree.

Le alternative messe sul piatto dal Comune non piacciono: il vicino autosilo Massarotti, ad esempio, oltre a non essere proprio sotto casa è ritenuto pericoloso nelle ore serali, in quanto poco frequentato, buio e ormai privo di custode. Avventurarsi al suo interno non piace, soprattutto alle signore.

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