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Nei meandri del linguaggio nasce la "Bussola della mente funzionale"

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Cremona Città Europea dello Sport 2013 e il Salone dello Studente Junior hanno tenuto a battesimo un’idea nuova, una “pedagogia scientifica” dove azione e movimento sono al servizio di ogni apprendimento. Un nuovo metodo, ideato da Mauro Bonali, sperimentato con i suoi più stretti collaboratori negli ambiti sportivo e scolastico che sta trovando conferme scientifiche in ogni settore. L’associazione La Bussola della Mente Funzionale ha riunito in una particolarissima tavola rotonda, esperti affermati provenienti da varie scienze riuniti per parlare, da vari punti di vista, sullo stesso tema: educazione. Una sala Puerari senza più posti a sedere è rimasta stupita da flash performances mai viste in un convegno: le ginnaste della Gymnica Cremona che hanno volteggiato proiettandosi anche dal tavolo degli scienziati. I saluti ufficiali ai lavori sono stati pronunciati dal Sindaco Oreste Perri, dal Presidente del CONI Point Provinciale Achille Cotrufo e da Giovanni Radi per l’Ufficio scolastico Territoriale (ex Provveditorato).

Le due relazioni principali hanno innanzi tutto chiaramente messo in luce che, rispettivamente, pensiero e linguaggio affondano su meccanismi di base di tipo neurobiologico. Nello specifico, il professor Leonardo Fogassi – che con i colleghi Rizzolatti e Gallese ha dato vita al filone di ricerca sui neuroni specchio, che tanta risonanza sta avendo in campo scientifico e ora anche applicativo – ha ben messo in luce che la nostra mente, quando deve comprendere la realtà, sia fisica che sociale, si appoggia su un sistema cerebrale in cui sono codificati i significati delle nostre azioni (matrice motoria). Prioritaria, nella comprensione del mondo, non è quindi la sensorialità ma la motricità: noi capiamo ciò che ci sta attorno perché implicitamente riproduciamo le azioni che noi compiremmo in quelle situazioni. Anche il linguaggio, un’altra funzione mentale di ordine superiore, è strettamente collegato a precisi processi di elaborazione a base cerebrale. In particolare, la professoressa Elisabetta Genovese, dell’Università di Modena, esperta audiologa, ha evidenziato come vi sia un sistema specializzato nell’analisi dei messaggi uditivi linguistici che, se non correttamente sviluppato, compromette tutta una serie di abilità di comprensione e di produzione delle parole.

Le due relazioni principali si sono inserite nel quadro di problematiche tracciato nella tavola rotonda d’apertura Convegno, grazie agli interventi di esperti provenienti da varie discipline: la dottoressa Lina Stefanini – pedagogista, coordinatrice dei servizi per l’infanzia del Comune di Cremona – ha innanzi tutto richiamato come i bisogni educativi oggi siano diversi perché diverso è il contesto sociale in cui i bambini crescono, il quale sollecita lo sviluppo di comportamenti e atteggiamenti che non sempre le agenzie educative (famiglia, scuola) riescono a fronteggiare. Il professor Giuseppe Pea – esperto di epistemologia e didattica della matematica e delle scienze e docente presso l’Università di Brescia – ha ricordato come i concetti astratti che la scuola cerca di far apprendere agli studenti traggano sempre origine da esperienze motorie; senza avere alla base l’agire diretto sulla realtà, l’insegnamento rischia di ridursi a mero apprendimento nozionistico, senza l’effettiva comprensione dei fenomeni. Infine il dottor Marco Bonali – medico otorinolaringoiatra presso l’ospedale di Reggio Emilia – ha sottolineato l’importanza degli scambi interdisciplinari, la cui utilità quotidianamente constata nel proprio lavoro in cui gli interventi che permettono al bambino di acquisire le capacità uditive si devono integrare con il lavoro educativo.

Tutti questi apporti di conoscenza e riflessione, ripresi nel vivace dibattito che ha concluso la mattinata in cui i diversi relatori sono intervenuti pe rispondere alle domande del pubblico, hanno costituito una cornice di supporto alla prospettiva teorica e pratica della Bussola della Mente Funzionale, l’associazione presieduta dal professor Daniele Tolomini che ha promosso l’iniziativa. In apertura della tavola rotonda il professor Mauro Bonali ha avuto modo di illustrare i principi su cui si fonda questa proposta educativa innovativa, che, facendo perno sulla dimensione corporea e sull’attivazione funzionale che il soggetto compie, cerca di accrescere consapevolezza e controllo per sviluppare l’autonomia dell’individuo attraverso un percorso che rispetti i modi naturali e spontanei dell’apprendimento. La dialettica prosegue nel blog dell’associazione: http://labussoladellamentefunzionale.blogspot.it/

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