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Sicurezza, Pd chiede più presenza vigili di quartiere

polizia

Sicurezza nei quartieri. Il Pd ha depositato un ordine del giorno, a firma Roberto Poli e Maura Ruggeri, “per impegnare – dicono i democratici – sindaco e giunta a ripristinare una presenza più costante dei vigili urbani nei quartieri della città”. “Sono infatti numerose – hanno dichiarato Poli e Ruggeri – le segnalazioni pervenute dai cittadini di una netta riduzione della presenza oraria dei vigili.  Peraltro anche in sede istituzionale, nella ultima Commissione Periferie del 8 novembre, alcuni  Presidenti di Quartiere hanno confermato che la scarsa presenza del vigile di quartiere rappresenta un problema molto avvertito dai cittadini. In queste ultime settimane abbiamo assistito nella nostra città ad una escalation di episodi di microcriminalità, dai furti negli appartamenti alle rapine in negozi e farmacie. La situazione ha generato una condizione di emergenza, di allarme e paura. Riteniamo che la sicurezza urbana sia una priorità assoluta e un diritto dei cittadini: la sicurezza passa da una serie di interventi che vanno dal far rispettare le regole di convivenza al decoro urbano, dalla videosorveglianza in aree a rischio al decoro urbano, dalla prevenzione del disagio  a interventi di coesione e integrazione sociale. Ma non può prescindere dalla presenza costante e attiva in termini di lavoro di prossimità, di prevenzione e di monitoraggio da parte della Vigilanza Urbana, in collaborazione e connessione con le Forze dell’Ordine”.
“E’ chiaro – hanno concluso i consiglieri del Pd – che la riduzione dei vigili assegnati ai quartieri e la riduzione delle ore straordinarie portano alla situazione attuale, di scarso controllo del territorio. In una fase economico-sociale di grave tensione, in cui va garantito il diritto dei cittadini alla sicurezza nelle loro abitazioni e nei luoghi di lavoro. Il Pd chiede pertanto di fare il massimo sforzo per rafforzare la presenza in termini orari e di continuità dei vigili nei quartieri della città, con priorità alle aree più a rischio di marginalità e devianza”.

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