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Provincia, nel 2014 più investimentiMa è bagarre politica

CONSIGLIO

AGGIORNAMENTO –  Consiglio provinciale dimezzato, venerdì 6 dicembre, dopo la decisione dei consiglieri della Lega Nord di uscire dall’aula in segno di dissenso per l’atteggiamento tenuto il giorno prima dai consiglieri “assenteisti” dell’ex Pdl e in particolare dalla componente che fa capo al Nuovo centrodestra. “Il gruppo consigliare  Lega Nord – ha dichiarato il consigliere Francesco Chioda – non intende garantire ulteriormente la propria presenza in questo consiglio. Ieri abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso condito da atteggiamenti incomprensibili. Convenienza politica e slealtà istituzionale ci hanno costretto alla seconda convocazione. Noi non ci riconosciamo in atteggiamenti di questo genere. Abbiamo sempre portato avanti l’attività consigliare con il massimo impegno, com lealtà e con una presenza continua nelle varie sedi di lavoro. Oggi siamo qui unicamente per garantire il corretto prosieguo del percorso per l’approvazione del bilancio, unico motivo importante di presenza, motivo forse che ieri ha causato l’indecoroso comportamento di molti consiglieri.

Da una parte un gruppo consigliare decimato, dall’altra una minoranza che per l’assenza di un membro e per pochi minuti non ha ritenuto utile partecipare alla seduta. Questo significa che i contenuti all’odg non sono stati ritenuti degni di partecipazione, bilancio compreso. Il gruppo consigliare Lega Nord pretende rispetto per l’attività consigliare e per tutte quelle persone che con molti sacrifici hanno accettato il proprio mandato. Per questi motivi, pur ribadendo il nostro convinto sostegno all’attuale amministrazione, non intendiamo garantire la nostra presenza per il prosieguo di questa seduta consigliare”.

Sorpresa tra il consiglieri,  a cominciare da quelli del centrodestra, che con Antonio Agazzi (Pdl – Forza Italia) hanno sostenuto che le assenze di ieri erano dovute esclusivamente a motivi professionali (o di salute, come nel caso del capogruppo Gabriele Gallina). Agazzi ha quindi proposto che i lavori continuassero con la sola trattazione delle interrogazioni all’ordine del giorno (proposta in primis dall’Udc Giuseppe Trespidi). Per non rischiare di mettere in minoranza il centrodestra – data l’assenza della Lega –  è stato deciso di rimandare la discussione delle mozioni.

Dietro le quinte del consiglio, l’andirivieni tra i banchi del Pdl segnalava un certo nervosismo. Da una parte chi, come il consigliere regionale  Carlo Malvezzi, nega che vi siano motivi particolari alla base delle assenze: “Bisogna considerare che le sedute fissate alle 16 non sono alla portata di tutti. I tempi sono cambiati, chi deve chiedere un permesso di lavoro al proprio titolare fa più fatica di prima. La politica come mestiere appartiene ad altri tempi, oggi sempre più bisogna farlo per passione. Occorre riconoscere che i tempi sono diversi e che forse due convocazioni nel giro di due settimane per qualcuno possono essere troppe”. “Quando si sono candidati e poi successivamente eletti – afferma dall’altra parte Andrea Virgilio, capogruppo Pd – dovevano immaginare l’impegno che  andavano ad assumersi. E poi le date e gli orari di convocazione vengono decisi insieme, in ufficio di presidenza”.

Ad inizio seduta, con notevole ritardo a causa dell’arrivo alla spicciolata dei consiglieri Pdl, il presidente Massimiliano Salini aveva illustrato un bilancio preventivo 2014  che  che presenta un aumento degli investimenti, da 40 a 48 milioni, in netta inversione di tendenza rispetto ai tagli che quasi tutte le amministrazioni pubbliche stanno facendo. Il suo discorso introduttivo è stato il proclama di una filosofia politica interamente ispirata al “voltar pagina” rispetto al passato e alla necessità di adeguarsi a nuove modalità che inevitabilmente costringono a ridimensionare le spese: “Non è vero che non si può più fare politica, ma occorre cambiare le proprie abitudini. In un mondo che cambia non è pensabile intendere la politica come 30 anni fa, quella sì effettivamente morta. In quest’ultimo anno, con il vostro sostegno e con quello delle professionalità di questo ente, è stato possibile condurre un negoziato con gli enti superiori che ci ha consentito di fare un bilancio interessante e dignitoso. Come sapete non ho mai alzato a tutti i costi la bandiera delle amministrazioni provinciali, ma solo a determinate condizioni: ossia quando si tratta di tutelare un territorio”. Dunque, pioggia di investimenti, soprattutto su strade e  scuole, per 8 milioni in più rispetto all’anno precedente; mantenimento di quasi tutte le voci di spesa corrente, anche per la cultura, per i parchi (“anche se io avrei ridimensionato la spesa – ha detto Salini –  visto che le funzioni che svolgono possono essere egregiamente svolte dal nostro ente”), per il sociale. Da notare che i trasferimenti dallo Stato sono crollati in due anni di quasi 7 milioni di euro: dai 9 milioni di due anni fa ai 1,9 di oggi. “Eppure – afferma il presidente – stiamo ugualmente erogando i servizi. Forse c’è da fare qualche ragionamento sul passato”.

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