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Cesare Battisti e la moglie Ernesta Bittanti, cremonese d’adozione

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Anche Cremona volle onorare la memoria di Cesare Battisti (Trento 1875-1916), intitolandogli una via. Questo avvenne il 13 ottobre 1916, quando il Consiglio comunale faceva propria, ratificandola, la delibera della Giunta presieduta dal sindaco socialista Attilio Botti, che aveva deciso di attribuire il nome dell’eroe trentino a via Longacqua <<ritenendo giusto che (fosse) reso omaggio al nobilissimo apostolo dell’elevazione delle plebi, che affrontò il martirio per la redenzione della propria terra dall’odiato dominio degli Asburgo…>>. La scelta d’intitolare al martire trentino la via Longacqua (chiamata così perché vi correva accanto la Cremonella, il canale di scolo che ora scorre sotto il pavimento stradale), non fu casuale. Il 28 dicembre del 1914, Battisti aveva tenuto un discorso interventista, davanti ad una folla plaudente, proprio dal palcoscenico del Politeama e l’intitolazione della via fece seguito  a due solenni manifestazioni di popolo che s’erano svolte nella nostra città. Fin dal luglio, quando si era diffusa in città la notizia della sua impiccagione, gli immediati, unanimi sentimenti di esecrazione e di pietà erano stati subito seguiti dal proposito di onorarne la memoria con l’apposizione di una lapide nel civico famedio, sotto i portici del Palazzo comunale.

L’iniziativa, assunta dalla Società Dante Alighieri, era stata appoggiata da altre associazioni ed il 20 settembre di quell’anno si era svolta la cerimonia augurale, con discorsi dell’avvocato Francesco Piazza per la Dante Alighieri e del prof. Alessandro Groppali per il Circolo socialista autonomo. Seguì il 29 ottobre la commemorazione ufficiale cui prese parte tutta la città con l’esposizione del tricolore ai balconi e che culminò nei discorsi tenuti al Politeama, affollatissimo in ogni ordine di posti, da parte di Alessandro Groppali, Leonida Bissolati (all’epoca ministro) ed Ettore Sacchi. Tanto fervore di iniziative volte a celebrare il martire trentino, se dimostra la commozione corale dei Cremonesi, trova, per altro, la sua motivazione in una circostanza particolare: Cesare Battisti fin dal 1899 aveva sposato Ernesta, la figlia del prof. Luigi Bittanti, preside del Liceo classico D.Manin; una cremonese, dunque, se non di nascita, certo d’adozione.

In occasione della commemorazione di cui si diceva, la vedova Battisti mandò una commossa lettera che fu letta dal professor Groppali a cui era stata indirizzata quale Presidente del Comitato per le celebrazioni:<<…né minor commozione mi viene dal gentile ricordo ch’Ella ha voluto suscitare in me della mia Cremona, dalle cui alte tradizioni patriottiche fui, giovinetta, educata a quel culto per ogni alto ideale… A Cremona, il cui nome tornò nei nostri intimi colloqui, io sarò in ispirito più vicina che in ogni consimile celebrazione>>.

Ernesta Bittanti non era stata soltanto la moglie affettuosa, ma anche la compagna di lotta di Cesare Battisti, assidua e fedele, specie in quell’anno (agosto 1914-maggio 1915), in cui il politico trentino, passato il confine, aveva svolto un’intensissima campagna giornalistica, specie sul Secolo, ed aveva percorso l’Italia tenendo una lunga serie di comizi di propaganda appassionata, trascinatrice, portando un contributo forse decisivo al passaggio dell’Italia dalla neutralità all’intervento.

Dopo l’impiccagione del marito, già condannato dall’Austria fin dall’ottobre 1914 per alto tradimento, Ernesta Bittanti Battisti si voterà all’educazione dei figli e a tener viva negli italiani la memoria dell’eroico compagno della sua vita. Più tardi, quando il fascismo dominerà la scena politica italiana, Ernesta e il figlio Gigino saranno schierati con gli oppositori.

Gigino, conosciuto il carcere per antifascismo, sarà il primo sindaco di Trento dopo la Liberazione e deputato alla Costituente.

Non desta pertanto meraviglia che la morte della vedova di Battisti sia stata commemorata con solennità al Senato della Repubblica il 9 ottobre del 1957. Dopo le parole del sen. Spallicci, il senatore cremonese avv. Zelioli Lanzini volle ricordare <<Ernesta Battisti Bittanti, donna di elette virtù, specialmente per quella intimità d’affetti che l’ha unita alla sua Cremona ove, se non ebbe i natali, ricevette l’alimento del suo spirito e della sua cultura>>.

Gianfranco Taglietti

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