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Assemblea Ascom, passa il bilancio: 88 sì e 10 no, ma restano le tensioni

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Tensione lunedì sera nell’assemblea degli iscritti Ascom – Confcommercio.  In discussione il bilancio preventivo 2014, ma a pesare sugli umori del gruppo dirigente è la rottura tra sostenitori del presidente Claudio Pugnoli e il gruppo che fa capo a Paolo Mantovani, presidente Botteghe del Centro. Pugnoli ha esposto un programma che punta sul rilancio dell’azione sindacale, sull’ampliamento della platea di iscritti (+200), sul rafforzamento dei legami col territorio, insistendo sulla volontà di dialogo interno; gli hanno fatto seguito gli interventi tecnici del direttore Laura Guglia e del commercialista Paolo Stella. Circa 50 gli iscritti partecipanti; alla fine, aggiungendo le deleghe, i voti sono stati 88 a favore del bilancio, 10 contrari e 2 astenuti.

Ma la maggioranza dei numeri non mette a tacere la voce dei dissenzienti. Già negli ultimi giorni Paolo Mantovani si diceva consapevole che il bilancio sarebbe passato e che i numeri avrebbero dato ragione a Pugnoli. E nel pomeriggio di lunedì scriveva sulla  pagina facebook delle “Botteghe del Centro”: “Alcuni componenti della giunta Confcommercio stanno, da giorni, telefonando e raccogliendo deleghe a tutto spiano. Saranno alcune decine! Questo atteggiamento, denota, a mio modo di vedere, una considerevole coda di paglia. Non abbiamo mai cercato di prevaricare e schiacciare con il peso dei numeri. Spesso chi dà la delega, non è nemmeno consapevole della situazione e del contesto nel quale verrà utilizzata. Finora abbiamo rivolto alla dirigenza delle semplici domande. Alle quali, purtroppo, non abbiamo ricevuto risposte credibili. Farei rientrare in questo campo anche il “daremo risposta per iscritto” dell’ultimo incontro… Il numero dei “contras” è cresciuto in modo naturale, senza nessuna spinta. Tanti hanno semplicemente ascoltato le motivazioni e si sono trovati d’accordo. Indubbiamente, tutto questo correre e telefonare, ha comportato un notevole dispendio di tempo. Quindi, non posso fare a meno di domandarmi: perché non hanno impiegato lo stesso tempo per incontrarci e rispondere alle domande?”.

Domande che non hanno trovato risposta nemmeno in assemblea, in particolare quelle riguardanti i costi che l’associazione dovrà sostenere per supportare l’azione di rilancio, non espressamente indicati nel Bilancio. “Non c’è il costo del segretario  generale – afferma Mantovani – figura prevista, ma per la quale non viene indicata la voce di spesa. L’attuale consulenza (di Paolo Regina, ndr), scadrà a dicembre, e dopo?”. L’altra perplessità riguarda l’aumento dei contributi richiesti agli iscritti, in un momento di perdurante crisi.

A dare manforte ai contras c’è poi lo smacco della perdita del seggio nella giunta della Camera di Commercio: molti additano nei comportamenti di Pugnoli la responsabilità di non aver condotto in porto la nomina quale rappresentante del settore commercio, diventata invece appannaggio del rappresentante di Confesercenti Giuseppe Bini. “Dopo sessant’anni per la prima volta, Confcommercio non è rappresentata nella Camera di Commercio di Cremona, caso forse unico in tutta Italia”, afferma Paolo Mantovani. “Il vero problema è questo, più ancora che le divergenze in associazione”.

Solitamente l’assemblea Ascom raduna in via Manzoni una sessantina di iscritti, in maggioranza dal capoluogo. Il gruppo della fronda nei confronti di Pugnoli può contare sulla compagine delle Botteghe del Centro e di molti dei commercianti storici di Cremona città: Marco Stanga, presidente Giovani Ascom; Roberto Scaramuzza, consulta cittadina, Emilio Bonardi, ottici, Alessandra Cattaruzzi, albergatori, Alessandro Rossini, tabaccai, Mario Barbieri, vini e bevande.

Per Pugnoli quella di lunedì sera è stata comunque una riconferma della fiducia di cui gode all’interno dell’associazione.

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