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Calcioscommesse, capitolo quarto Le fasi dell'ondata dal 2011 a oggi Alle 11,30 una conferenza stampa

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Nel video, l’arresto di Bazzani

Alle 11,30 una conferenza stampa in Questura permetterà di conoscere qualche dettaglio in più sulla nuova operazione inserita nell’inchiesta cremonese calcioscommesse. Quattro nuovi arresti, tra cui anche i presunti Mister X e Mister Y, Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani. Sotto la lente della Procura decine di partite. Accordi per la manipolazione dei risultati ci sarebbero stati fino alla fine dello scorso campionato. Tra gli indagati, in libertà, anche ex giocatori importanti come Gattuso, Brocchi e Bellucci (vedi link in basso).

Ma questa è solo la fase più recente dell’indagine. Ripercorriamo quelle precedenti. “Un’inchiesta infinita”, l’ha sempre definita così il pm Roberto di Martino: “E’ come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino”. Un’inchiesta nata dalla partita di calcio di prima divisione Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, durante la quale qualcuno mise il Minias, potente sonnifero, nell’acqua utilizzata dai giocatori grigiorossi.

I PRIMI ARRESTI

Nel giugno del 2011, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva, finirono in carcere 7 persone e altre 9 ai domiciliari, tra cui l’ex giocatore della Nazionale Beppe Signori. 28 gli indagati, tra cui Cristiano Doni. Vennero disposte intercettazioni telefoniche che rivelarono “l’accanita propensione del portiere Marco Paoloni”, a quel tempo fuori rosa e in prestito al Benevento, sospettato di aver messo il Minias nelle borracce dei compagni, “a fare scommesse sportive con particolare riguardo agli incontri di calcio e attività che venivano realizzate con l’intermediazione di Massimo Erodiani, organizzatore di scommesse, insieme a Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona”. Erodiani e Pirani, secondo gli investigatori, erano in collegamento con i gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi, con a capo Beppe Signori, e gruppi di stranieri, slavi e zingari.

LA SECONDA TRANCHE DELL’INCHIESTA

Nel dicembre successivo altri arresti, sospetti su gare di serie A e nel mirino degli inquirenti anche quelli che vengono ritenuti i vertici dell’organizzazione, a Singapore. 17 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Guido Salvini: in manette, tra gli altri, anche l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio, i due grandi “pentiti” del calcio scommesse, e gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro). Centro dell’organizzazione, come detto, Singapore. Basi operative nell’Europa dell’Est. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era Eng Tan Seet, detto “Dan”, che attraverso una rete di collaboratori lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi (“Dan” nonostante i mandati di cattura è rimasto libero a Singapore fino allo scorso settembre, quando la polizia del posto lo ha arrestato nell’ambito di un’inchiesta su presunte combine calcistiche in varie parti del mondo).

MAGGIO 2012: ULTIMO BLITZ

A maggio del 2012 l’ultimo blitz della squadra mobile con gli arresti di altri personaggi illustri del mondo del calcio come Stefano Mauri, della Lazio e Omar Milanetto, ex Genoa. Emessi 19 provvedimenti, 10 ai danni di calciatori ed ex giocatori di A, B e Lega Pro. Ordini di arresto anche per cinque ungheresi, sostituitisi al gruppo degli zingari, braccio operativo in Europa. Non accolta dal gip Salvini la richiesta di arresto avanzata dalla procura nei confronti dell’attaccante del Genoa Giuseppe Sculli, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Tra le partite nelle carte dell’inchiesta, Napoli-Sampdoria  (30 gennaio 2011, 4-0), Brescia-Bari (6 febbraio, 2-0), Brescia-Lecce (27 febbraio, 2-2), Bari-Samp (23 aprile, 0-1), Palermo-Bari (7 maggio, 2-1), Lazio-Genoa (14 maggio, 4-2) e Lecce-Lazio (24 maggio, 2-4).

NOVEMBRE 2012: GEGIC SI COSTITUISCE

Il serbo Almir Gegic, ritenuto tra i capi del gruppo dei scommettitori degli Zingari, si è costituito dopo la latitanza a novembre 2012, quando è stato preso in consegna dagli uomini dello Sco (servizio centrale operativo) della Polizia e da quelli della Squadra mobile di Cremona all’aeroporto di Malpensa. Dopo la redazione del verbale d’arresto e la notifica dell’ordine di custodia cautelare per associazione a delinquere e frode sportiva, l’ex calciatore serbo, è stato portato nel carcere di Cremona. Per l’accusa, Gegic era incaricato di pagare i calciatori italiani che vendevano le partite.

Un anno dopo, nel novembre del 2013, il gip Salvini gli ha di nuovo imposto (dopo una momentanea revoca) il divieto di espatrio, accompagnato dall’obbligo di firma tre volte a settimana, dopo lo scoop di Cremonaoggi che il 30 ottobre del 2013 aveva pubblicato un video che testimoniava la sua presenza all’estero (in Svizzera, dove viveva prima dell’operazione della polizia sul calcioscommesse) quando nei suoi confronti era ancora in vigore il precedente divieto di espatrio.

FEBBRAIO 2013

A febbraio 2013 un altro latitante si è costituito: lo sloveno Admir Sulic. Secondo gli investigatori è emerso il suo coinvolgimento nel gruppo criminale transnazionale dedito all’alterazione di competizioni calcistiche e composto da singaporiani e soggetti dell’area balcanica.

BUFERA IN SERIE A: GLI INDAGATI ECCELLENTI

Oggi ci sono quattro arrestati. Chi è stato coinvolto nelle precedenti ondate di misure cautelati è invece indagato a piede libero. Nell’inchiesta sono stati coinvolti in passato come indagati anche il commissario tecnico della Juve Antonio Conte, il difensore della nazionale Domenico Criscito, escluso dagli Europei, e il difensore della Juve Leonardo Bonucci. Iscritti nel registro pure l’ex giocatore Bobo Vieri e il presidente del Siena Massimo Mezzaroma. A chiamare in causa quest’ultimo è stato Carlo Gervasoni, che agli inquirenti ha raccontato di aver saputo tramite il gruppo degli zingari che Mezzaroma avrebbe pagato due giocatori di un’altra squadra. All’ex bomber della Nazionale Beppe Signori, invece, la procura contesta il reato di riciclaggio in concorso con l’ex calciatore Luigi Sartor, un suo amico, Luca Burini, e il suo commercialista Daniele Ragone. L’accusa riguarda della movimentazione di denaro, attraverso una società  panamense, proveniente dalle scommesse.

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