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Gherardo da Cremona Dialogo euroarabo 900 anni prima di Expo

GHERARDO

Sabato 11 gennaio , alle ore 17, a Spaziocomune, piazza Stradivari , l’associazione “ Cremona nel Mondo” promuove la prima di una serie di iniziative pubbliche legate al “ Progetto Gherardo da Cremona: radici e attualità del dialogo euroarabo. Per un Mediterraneo di Pace” . In questo primo incontro relatori saranno don Pierluigi Pizzamiglio, direttore della biblioteca scientifica Carlo Viganò e uno dei più profondi conoscitori a livello europeo dell’opera di Gherardo da Cremona, la prof. Maria Paola Negri dell’Università cattolica,  mons. Giancarlo Perego, direttore nazionale di Migrantes.

A 900 anni dalla nascita di Gherardo, una dei più grandi divulgatori della scienza e della filosofia araba in Europa nel Medioevo, il Progetto propone una serie di iniziative in previsione dell’Expo 2015 per valorizzare Cremona città globale e aperta al mondo. La figura di Gherardo, nato a Cremona nel 1114  e trasferitosi a Toledo alla scuola dei traduttori dall’arabo dei grandi testi della filosofia e scienza greca andati perduti nella lingua originale, è l’emblema di una storia locale che è anche la storia di una delle rinascite più importanti dell’Europa.  Ed è una sfida attuale che ci richiama alla necessità della conoscenza e dell’incontro tra le grandi culture e civiltà del Mediterraneo.

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Commenti
  • bungatore

    Persino Dante ne ha conosciuto l’opera.
    Ora è importante che intellettuali cremonesi ne parlino………!!

    • Ck238-89

      Nelle partecipate del Comune di Cremona era un vezzo citare di continuo Gherardo.. Peccato che lei non lo sappia..

      • bungatore

        quanto mi spiace…..ma mi informi lei in proposito..ed in dettaglio………..ne sarò felice………..!!

      • Ginoj

        Peccato che a Cremona, partecipate o no, la lezione di dialogo e apertura cosmopolita, del grande Gerardo è stata dimenticata da tempo, anche da certa sinistra, che organizza questo progetto di “apertura” guarda caso a due passi dalle amministrative e con riferimento a Expo 2015. Se si vuole far rivivere il clima che a Cremona si respirava al tempo di Gerardo e dell’altro grande mediatore culturale del medioevo, Federico II, ci vorrà ben altro…

        • bungatore

          Ha perfettamente ragione: ci vuole cultura, quella vera, che , sembra alloggi in poche s/fortunate persone per meriti mai riconosciuti.
          Meriti mai riconosciuti per ragioni contingenti: pochi hanno gli strumenti per agire e scrivere con competenza.
          Competenza che NON mi arrogo, ma so riconoscere dove sia.
          Molti cremonesi non sanno neppure che a Cremona c’è il : cortile Federico II.
          Lo ha saputo la lega, ma non solo, quando ho scritto, e pubblicato il seguente link:
          http://mmsupert.ilcannocchiale.it/?tag=barbarossa
          cordialità

          • Il Dio Padus

            Concordo con Gino e Bungatore. Cremona è la città dei “meriti non riconosciuti”, ma tant’è: le cose vanno così da decenni. Per avere qualche successo o devi far parte del salottino oppure devi essere un abile comunicatorea: a quel punto non importa cosa comunichi, puoi comunicare aria fritta tutti i giorni ma se sei bravo a farlo ti credono e ti osannano.
            Andando oltre, questa iniziativa è partita con ottimi relatori (dal prof. Pizzamiglio alla prof.ssa Negri): nomi che lasciano ben sperare. Mentre lasciano un po’ meno sperare i nomi dei soliti politici che cercano di marchiare a fuoco le idee vergini di altri come hanno sempre fatto dalla notte dei tempi (pratica dalla quale, duole ammetterlo, a Cremona non è esente neppure la sinistra). In questo senso, auguro con ogni bene a questa iniziativa, le auguro di non scadere e finire per chiudersi nell’ennesimo salottino. La cultura, anche quella cremonese, deve servire a formare i cittadini, deve servire a promuovere la conoscenza e la coscienza di un popolo. Deve servire a questo, a tutto tranne che a fini beceramente politici e propagandistici: questi sono i fini che decretano la morte di ogni iniziativa culturale ancor prima che nasca…

  • Guest

    Anna Filippicci

    La chirurgia Albucasis tradotta dall’arabo in latino dal ragazzo cremonese Gherardo da Cremona, l’intellettuale avido di sapere e innamorato delle stelle che gli destarono, tra i quindici e i vent’anni la prima curiosità. Fece questa domanda al padre <<Cuma l'e che in dua se mett la luna, el se mett d'esta el suul?

    Non avrebbe, allora, immaginato che gli astronomi moderni gli avrebbero dedicato un rilievo lunare chiamandolo con il suo nome prima ancora che la sua città natale gli dedicasse una strada
    Giorgio Maggi La chiesta di Santa Lucia di origini altomedioevali possiede un affresco nella sagrestia a fianco dell’altare che raffigura strumenti musicali noti nella Cremona del trecento come viella, liuto, arpa e organo portativo. (nella figura angelo musicante accostato a suonatore musulmano di rebab, “ strumento dalla voce umana” come riferisce Al Farabi (d.c.950) e le riproduzioni di strumenti appartenenti alla collezione Mario Maggi)
    La chiesa fu scelta nella seconda metà del XII sec da Gerardo da Cremona (Gerardus Lombardus, natione Cremonensis, magnus linguae arabicae translator, del Canone di medicina di Avicenna frutto delle speculazioni del filosofo e musicista arabo Al-Farabi) per creare nell’annessa sagrestia una biblioteca con libri di medicina, di filosofia e di altre scienze affinché, chiunque lo volesse, potesse trarne esemplari. Nato nel 1114, Gerardo , acquisisce a Cremona una preparazione di carattere filosofico, si reca tra il 1135 e il 1140 a Toledo per accostarsi alla cultura scientifica araba. Qui inizia il suo lavoro di traduttore in vari settori scientifici: dalla dialettica all’astronomia, alla filosofia naturale e alla fisica medica, non trascurando musica, alchimia e geomanzia. Gerardo ripropose le intuizioni di Avicenna, scienziato mussulmano del X sec. che per primo notò la stretta relazione fra le emozioni generate dalla musica e la poesia accomunate alla la salute del paziente ed alla chimica delle preparazoni magistrali.