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Il Vescovo Dante durante l'omelia: 'Il reato di clandestinità è da rivedere'

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Il reato di clandestinità? Una legge che non va bene, che va rivista. Vibranti parole quelle che ha utilizzato il vescovo di Cremona, Dante Lafranconi, dutante messa che ha celebrato domenica nella chiesa della Beata Vergine di Caravaggio in occasione della centesima “Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati”, promossa dalla Caritas cremonese e dal Segretariato Migrantes. Un’omelia in cui, riprendendo alcune suggestione del messaggio di Papa Francesco, il vescovo ha chiesto che sia rivisto il reato di clandestinità perchè “nessuna società è padrone del luogo in cui vive: tutta la terra, infatti, è per tutti gli uomini”. Ciò non vuol dire, secondo il presule, non tenere conto delle legittime esigenze di sicurezza, “ma nemmeno dimenticare che è soltanto nell’incontro tra i popoli che si può costruire un mondo migliore”.
Parole di forte condanna sono poi arrivate contro lo sfruttamento lavorativo degli immigrati, un problema ancora oggi ben lontano dall’essere risolto. “Il lavoro è uno degli aspetti che connota la dignità della persona e deve essere quindi tutelato – ha sottolineato monsignor Lafranconi -. Purtroppo ci sono stati fatti che dicono quanta strada ci sia da fare ancora. Lavorare per 40 centesimi all’ora è una ingiustizia conclamata, così come è aberrante costringere delle persone a fare turni massacranti dormendo addirittura sul posto di lavoro o dover fare delle mansioni senza le normali misure di sicurezza”.
Alla liturgia era presente, con il coro “Saint Michel”, la comunità ivoriana con il proprio cappellano, don Mathias Agnero. Accanto agli africani i cattolici rumeni guidati da don Anton Jicmon presente in diocesi di Cremona da diversi anni e animatore di una comunità di oltre 300 persone. Non mancava infine un gruppetto di donne ucraine, quasi tutte badanti, con il cappellano don Vassily.
Alle liturgia hanno preso parte oltre i tre cappellani, don Antonio Pezzetti e don Maurizio Ghilardi di Caritas Cremonese, il parroco don Giulio Brambilla e il vicario don Davide Pezzali, il parroco dell’ospedale don Giuseppe Leoni, don Mario Aldighieri, sacerdote particolarmente sensibile ai temi della mondalità e il segretario vescovile don Flavio Meani.

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Commenti
  • asdfg

    se lo dice lui..

  • Giordano

    i preti facciano i preti e non si mettano a fare politica. ma per favore!

  • Holtzmann

    Ha parlato quello che si prende le chiese della comunità per farne conventi da 5 suore… Li mettiamo tutti a San Sigismondo i clandestini?

  • luciano

    Perchè non portano i “migranti” in piazza sanpietro ? Quanti clandestini ci sono nello stato del vaticano?

  • andrea

    caro Lafranconi, allora le crociate sono state un abuso quando andavano in terresanta a liberare il santo sepolcro?

    • Mario

      SI

  • Lettore qualunque

    Speriamo abbia una casa abbastanza grande per contenerli tutti….

  • giovanni

    Lafranconi, ma questo incontro dei popoli per un “mondo migliore” perche’ non lo realizzate in vaticano o in Congo? E se nessuno e’ padrone del luogo in cui vive perche’ non togliete le porte al vaticano o alle vostre curie?