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Delibera rifiuti Maggioranza contro Bordi su testo finale

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La seduta del Tavolo rifiuti del 10 gennaio scorso

Burrascoso vertice dei capigruppo del consiglio comunale, mercoledì pomeriggio in Comune, per decidere i contenuti definitivi della delibera sui rifiuti. Il documento cioè che stabilirà una volta per tutte le osservazioni del Comune di Cremona al piano provinciale rifiuti per il prossimo quinquennio. Lunedì scorso, 20 gennaio, la maggioranza si era incontrata una prima volta in sala Consulta, alla presenza del presidente Lgh Conter e di Aem Albertoni, per valutare il documento uscito dalle due riunioni del tavolo istituito dall’assessore all’ambiente Bordi. Della bozza iniziale era stata salvata la sostanza (sì differenziata, no inceneritore) ma bocciata la tempistica: impossibile fissare date precise sia per l’estensione della differenziata al centro storico, sia per lo spegnimento dell’impianto di san Rocco, tantomeno una data ultimativa per Aem per progettare un impianto alternativo all’incenerimento del rifiuto residuo. Anche Bordi, come il resto della maggioranza, aveva concordato sulla correzione. Sorpresa quando gli stessi partecipanti alla riunione hanno ricevuto via mail il testo corretto, da portare poi in consiglio comunale: la tempistica infatti era ricomparsa, in maniera più vaga rispetto alla bozza iniziale, ma introducendo termini ritenuti ancora troppo vincolanti. Di qui la convocazione in tutta fretta, alle 16 di mercoledì, di una nuova riunione in Comune, stavolta con i capigruppo di maggioranza e con lo stesso Bordi per chiarire definitivamente la questione. Secondo alcuni partecipanti c’è stato molto nervosismo nei confronti dell’assessore all’Ambiente, accusato di avere ancora una volta voluto fare di testa sua allungando il passo rispetto alla volontà della sua maggioranza; secondo altri invece, si sarebbe trattato di un’incomprensione lessicale.

Resta il fatto che il testo definitivo che andrà in consiglio (non lunedì prossimo, ma nella seduta successiva), sarà sostanzialmente diverso da quello approvato dal Tavolo voluto da Bordi e che reca un’impronta marcatamente ambientalista (anche se le associazioni lo ritengono ancora troppo timido): nessuna data vincolante, per Aem, per proporre un progetto alternativo all’incenerimento; nessuna data di completamento della differenziata spinta in tutta la città; nessuna deadline per lo spegnimento dell’inceneritore.

Secondo il capogruppo Pdl Luca Grignani, non è possibile imporre ad Aem una tempistica ferrea per il complicato processo di spegnimento impianto, in mancanza di un piano economico finanziario e tecnico che delinei le ripercussioni di questa scelta. Occorre quindi dare più tempo ad Aem. “I contenuti delle norme europee e regionali sono comunque già stati recepiti dal Consiglio Comunale”, afferma il consigliere “e non è vero che Cremona è arretrata in quanto a differenziata, se guardiamo a città limitrofe come Brescia. Vorrei inoltre ricordare che la differenziata l’ha iniziata proprio il centrodestra in città”. La sua estensione al centro storico col porta a porta comporterebbe l’ulteriore aggravio della tassa rifiuti, o come si chiamerà, sulle tasche dei cremonesi. Circostanza che la maggioranza Perri vuole assolutamente evitare, a quattro mesi dalle elezioni.

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